Maddaloni, al Museo Archeologico di Calatia la III ed. de L’Illustre Maddalonese

MADDALONI (CASERTA) – Con una nota alla stampa della Presidente della Pro Loco “San Michele” a cui è stata affidata l’organizzazione della terza edizione del Premio de “L’Illustre Maddalonese”, Concetta D’Albenzio, apprendiamo la location della manifestazione di premiazione.

Infatti, s0arà il suggestivo Cortile del Museo Archeologico, con i suoi oltre 1000 mq, la location che ospiterà la III edizione de “L’Illustre Maddalonese”.

Sempre dalla nota alla stampa apprendiamo che la notizia è stata riferita al termine della riunione definitiva tra i vertici delle due parti.

La scelta della location non è casuale, infatti, si tratta di un gioiello nel bel Casino dei Duchi Carafa, che la Pro Loco San Michele intende contribuire a promuovere.

Sarà una serata speciale – dichiara il presidente della Pro Loco San Michele, Concetta D’Albenzio – un momento durante il quale Maddaloni ritroverà una sorta di coesione emotiva. Le nomination hanno permesso di porre in votazione il meglio che la città possa offrire nelle dieci categorie in gara e il successo del numero di cittadini che hanno deciso di esprimere la loro preferenza ci fa credere di essere sulla strada giusta. Sicuramente ci sono ancora dettagli da performare, ma abbiamo fatto tesoro, per le prossime edizioni, di tutti i suggerimenti che ci sono giunti, anche quelli arrivati sotto forma di feroce critica”.

La serata, alla quale si ricorda che si potrà accedere solo se in possesso di un biglietto gratuito eventbrite o di uno specifico invito, si snoderà tra la presentazione di Luca Abete, affiancato per le premiazioni, di volta in volta, da personaggi di calibro del panorama maddalonese, le battute di Simone Schettino e le note, ormai ambite un po’ ovunque, di Andrea Sannino.

Il nostro intento – conclude l’organizzatrice– è quello di regalare alla Città un momento di svago, di riflessione e di unità, rendendo merito a quanti, ciascuno nel proprio campo, ogni giorno investono, studiano, lavorano, rischiano per ottenere risultati che non sempre vedono il giusto riconoscimento”.