CASERTA – I lettori de L’Eco di Caserta conoscono bene l’appuntamento del progetto CantEremo all’eremo di San Vitaliano a Casola di Caserta e ancora l’importanza che lo stesso luogo, grazie all’abnegazione del rettore don Valentino Picazio, e il Sacrario per i caduti in Missione di Pace, riserva al culto del ricordo di coloro i quali precedendoci hanno diritto e merito di essere ricordati. In questa ottica si inquadra l’appuntamento di domani 6 maggio 2018 alle ore 12.

A essere ricordato sarà don Mario, dai più così è noto quel sacerdote buono contraddistinto per l’amore per i fanciulli, per le giovani generazioni a cui ha dedicato sessant’anni della sua vita e forse più e ancora simbolo della Juvecaserta che tanto orgoglio ha portato a Caserta Città.
Domani si ricorda quel triste 6 maggio 2006 quando don Mario nasce al Cielo e, per certi aspetti ci si appresta, ci si prepara a celebrare il centenario della sua nascita che avverrà il prossimo 23 giugno (1918-2018).

Domani la Celebrazione Eucaristica sarà animata dal coro Flores Carmeli della Parrocchia Maria SS. Carmine e San Giovanni Bosco del parco degli Aranci di Caserta e all’organo ci sarà il Maresto GianClaudio Batelli. Il canto d’ingresso sarà Cristo è risorso veramente del Rns, dunque Allelui irlanedese di Finfan O’ Caroll, all’offertorio Come un fiume dei Gen Verde, il Santo da Sorgente di Unità di Francesco Buttazzo, la Comunione Romanete in me sempre del Rns e il finale Alleluia, Cristo è risorto veramente di P. Dargenio e F. Buttazzo.
Il tutto nel ricordo di don Mario Vallarelli.
Un ricordo di don Mario ci viene dalle parole di don Valentino Picazio con cui in più occasioni ho avuto il piacere e l’onore di essere a pranzo del sacerdote, talvolta anche con altri commensali[1] tra cui don Battsita Marello. “Per i casertani don Mario è stata una figura di grande spessore impegnato nel sociale[2] ha condiviso la storia della nostra città[3] – ha dichiarato don Valentino – contribuendo alla rinascita nel dopoguerra con l’orfanotrofio Sant’Antonio e la parrocchia in via Giannone.”
Nei mesi scorsi, nel mio piccolo, ho cercato di approfondire il profilo biografico del sacerdote e qui se ne propone una piccola parte.
Don Mario Vallarelli, mons. Mario Vallarelli[4] ma per tutti “don Mario” nasce al Cielo il 6 maggio del 2006, dopo essere nato il 23 giugno 1918 a Pontecorvo (Fr).
I funerali si svolsero il 7 maggio 2006 nella sua chiesa parrocchiale di Sant’Antonio a Caserta a via Giannone alle ore 15,30. Gli stessi funerali furono presieduti da mons. Raffaele Nogaro Vescovo di Caserta e da uno schiera di sacerdoti diocesani e non solo. Finiva così l’esperienza terrena di monsignor Mario Vallarelli, ovvero di quel 88enne sacerdote-buono[5], creatore, in sessanta anni di attività[6], di tante attività accanto alla chiesa di Sant’Antonio come l’orfanotrofio, l’oratorio e anche un vivaio per il basket del capoluogo di Terra di Lavoro.
Don Mario, dopo la formazione di base e sacerdotale sarà Ordinato sacerdote presso la chiesa Cattedrale di Caserta da mons. Natale Gabriele Moriondo, Vescovo di Caserta, il 29 settembre 1940[7]. Don Mario celebrerà la sua prima messa nella stessa Cattedrale e più precisamente all’altare della Madonna Addolorata e qui continuerà nel suo mistero sacerdotale per la celebrazione Eucaristica fino all’assegnazione della chiesa parrocchiale di Sant’Antonio in Caserta, adiacente al giardino regio e allo storico Istituto “Pietro Giannone”[8].


Siamo negli anni della guerra, della povertà, della disperazione, dello stento dei bisogni soprattutto dei più piccoli, e così come a Maddaloni con don Salvatore d’Angelo nasce la “Casa del Fanciullo” poi “Villaggio dei Ragazzi” anche a Caserta l’esperienza di don Mario porta alla nascita dell’Orfanatrofio Sant’Antonio.
Infatti, poco dopo il suo insediamento si attiva per fondare un orfanotrofio, istituzione di cui nella Caserta del dopoguerra c’era una grande necessità, ricorderà poi anche il nipote in occasione del decimo anniversario della morte.
Certo l’edificio ecclesiale che gli fu affidato era ridotta abbastanza male e aveva come funzione, in quel periodo bellico, di deposito e la funzione sacramentale era ufficiata nel solo giorno di domenica, ovvero unico giorno di apertura alla cura delle anime, dei fedeli.
La sua tenacia fece si che riuscì a ottenere nel 1945 un paio di locali annessi alla chiesa per destinarli all’opera pia “Pane per i popoli”, che divenne subito un riferimento per tutta coloro che vivevano fra mille difficoltà i giorni dell’immediato dopoguerra[9].
Circa questa concessione ovvero gli sviluppi dell’opera dell’orfanatrofio vi è un interessante contributo storico che emerge dal verbale del Consiglio Comunale di Caserta del 10 marzo 2009, essendo sindaco Nicodemo Petteruti, attraverso la relazione dell’Assessore Aniello Natale che riferisce che il 20 novembre 1951 il Comune di Caserta “ha concesso al Reverendo Sacerdote Don Mario Vallarelli in qualità di Rettore dell’Orfanotrofio Sant’Antonio, in conduzione gratuita l’intero immobile di proprietà comunale, costituito da un piano interrato, piano terra, primo piano e cortile interno. Nel corso della conduzione, il Rev. Sacerdote Don Mario Vallarelli ha fatto eseguire dei lavori di ampliamento dell’immobile con la realizzazione di un secondo piano in elevazione, sovrastante la struttura già esistente di proprietà comunale, nonché la costruzione, sul lato est, di altro corpo di fabbrica, formato da piano interrato e n.3 piani fuori terra e altri locali all’interno del cortile”[10].
Negli anni in cui nacque l’opera[11], racconta il nipote, l’architetto Sirio Vallarelli, “dal cancello di Palazzo reale di fronte alla chiesa” – don Mario “ogni giorno […] passavano gli avanzi di cucina del Quartier Generale americano, cibo buono per noi e i nostri concittadini, quand’era possibile, con pane di farina di fave e di polvere di piselli che diluiti in acqua diventava minestra”. Un’opera pia questa che don Mario associa all’abnegazione del cappellano militare della base americana, l’abbate Alban Boultwood, che diventò, al suo ritorno negli USA, priore benedettino a Washington. Lo stesso padre Alban ebbe modo anni addietro, di tornare a Caserta e il 2 agosto del 1989 riabbracciò e festeggiò don Mario in occasione dei cinquant’anni del suo sacerdozio.
La disponibilità di padre Alban e di tanti altri[12] ha consentito la nascita di un’opera che ha cresciuto centinaia di casertani e non solo.
Don Mario è stato anche un sportivo, un fan più che partecipe delle sorti della squadra di pallacanestro locale nonché padre spirituale degli stessi sportivi. Infatti, ha affiancato Giovanni prima e Gianfranco Maggiò poi, nelle gare della Juvecaserta e non poco entusiasmo lo ha animato alla vittoria dello scudetto nella stagione 1990-91[13].


A beneficiare del tifo e del supporter don Mario era anche la Casertana Calcio che nello stesso periodo della Juvecaserta porò in alto i colori della Città.

Dall’“Annuario della Chiesa di Caserta 1985” troviamo don Mario, licenziato in Sacra Teologia, nel Collegio dei Consultori (29 settembre 1984-1989), membro eletto del Consiglio Presbiterale in data 1 marzo 1984, componente del Capitolo Cattedrale quale Canonico Statutario. Naturalmente è indicato come parroco della chiesa di Sant’Antonio in Caserta dove è collaborato da don Giuseppe Sagliocco P.I.M.E., e ancora consulente ecclesiastico provinciale A.C.A.I.
Mons. Vallarelli in occasione della visita del Santo Padre San Giovanni Paolo II a Caserta del 23 maggio 1992 fu in prima fila con il vescovo di Caserta, mons. Raffaele Nogaro, ad accompagnare il pontefice sul palco per il saluto alle autorità e alla città.

Un momento di gran festa da don Mario era l’appuntamento del 19 gennaio quando oltre alla famiglia, amici e conoscenti erano in fila per festeggiarlo in occasione del suo anomastico e passare del tempo con lui.

Lo scorso 17 settembre 2017 il nipote di don Mario, Sirio Vallarelli, sul suo profilo facebook pubblica una serie di importanti e interessanti contributi volti alla promozione del sacedote, introdotti dal presente testo: «Tra qualche mese ricade il centenario della nascita di don Mario Vallarelli. Affinché la Sua memoria e la sua straordinaria casertanità non vadano perse nel tempo inviterei tutti coloro che hanno un ricordo, una foto, un’emozione, un aneddoto da raccontarci a lasciare un commento a questo post. Io e tutta la famiglia Vallarelli ve ne saremo molto grati». Il post e le foto avranno ampia divulgazione e partecipazione di commenti.
Seguono foto del post, con commenti all’occorrenza integrati per completezza.

Festa dell’Immacolata in via Giannone fine anni ’40 con l’effige dell’Addolorata della chiesa Cattedrale di Caserta.

Festa dell’Immacolata in piazza Vanvitelli fine anni ’40 con l’effige dell’Addolorata della chiesa Cattedrale di Caserta.

Foto degli orfanelli alla presenza del Prefetto di Caserta Mario Tino con la moglie (anni ’55).

Testimonianza del professor Michele Falcone

Monsignor don Mario Vallarelli benedice le chiavi dei 50 autobus acquistati nuovi dall’amministrazione Cuscunà dell’A.C.M.S. con l’on. Nicolò Antonio Cuscunà

Don Mario Vallarelli con on.Giulio Andreotti, il vescovo Bartolomeo Mangino, e l’on. G.M. Bosco in visita all’Orfanatrofio Sant’Antonio di Caserta.
Ad integrazione della foto e didascalia va detto che il 27 gennaio 1952 a Caserta, in occasione, del Convegno orfani di guerra, viene in visita l’onorevole Andreotti che partecipa alla Santa Messa con il Vescovo mons. Bartolomeo Mangino, effettua una visita con le autorità politiche, civili, militari etc, sia all’Orfanatrofio Sant’Antonio di Caserta con don Mario Vallarelli che al Villaggio dei Ragazzi con don Salvatore d’Angelo a Maddaloni. Ampio è il repertorio fotografico dell’Archivio Luce della quella manifestazione disponibile nel sito della Camera, del Senato e del Parlamento Italiano.
A seguireÂÂÂ si riporta un contributo fotografico del 1973 che ricorda la benedizione delle campane della chiesa di Sant’Antonio con il Vescovo di Caserta, l’Archivescovo Vito Roberti.



[1] Nel corso dei suoi tanti anni di ministero sacerdotale e benefico don Mario è stato collaborato da tanti sacerdoti e tra questi vorrei ricordare padre Angelico dell’Immacolata (Andrea Marchetti), religioso passionista, noto missionario ed apprezzato sacerdote della Provincia passionista dell’Addolorata (Lazio Sud e Campania).
[2] Dalla rassegna stampa, anche on line, che si può fare circa le opere di sostegno al sociale di don Mario si riscontra la sua partecipazione a sostegno di queste e alla messa a disposizione dei suoi spazi e attrezzature, e a tal proposito a titolo esemplificativo si ricorda questa disponibilità nel tempo al C.I.F..
[3] Tra le sue tante partecipazioni e attività, don Mario, tra il 1947 e il 1948 partecipa, come testimoniano fotografie dell’evento nel gruppo facebook “Caserta Nostra” [che con Francesco Benenato contribuisce alla salvaguardia e promozione del patrimonio fotografico e documentale casertano; altro gruppo in tal senso orientato è “Caserta Antica” che con Antonio Genovese offre lo stesse contributo oltre a fornire materiale per questo articolo] alla posa della prima pietra delle case popolari di via Patturelli, essendo sindaco Sebastiano Giaquinto , e alla presenza del Vescovo di Caserta mons. Bartolomeo Mangino.

[4] Mons. Mario Vallarelli sarà nominato Prelati d’Onore di Sua Santità il 14 novembre 1985. Già l’11 gennaio 1966 era stato nominato Camerieri segreti soprannumerari di Sua Santità.
[5] Dal titolo “Codacons: «Ricordiamo Don Vallarelli»” il 20 agosto del 2011 appare sul Corriere del Mezzogiorno un articolo monito della Codacons che ne rispolvera la memoria per la dedicazione di una strada: « La città e i nuovi toponimi, un dibattito aperto. Dice Maurizio Gallicola, presidente dell’ associazione consumatori Codacons: «Buona l’ iniziativa anticipata dal sindaco Del Gaudio per la intitolazione di strade a personaggi casertani scomparsi che si sono distinti in attività politico-amministrative, nell’ associazionismo e in altri settori. E concordo sui due primi nomi, i senatori Giuseppe Santonastaso della Dc e Carmine De Santis del Ccd. Ma, per favore, non dimentichiamo Don Mario Vallarelli, il fondatore dell’ Orfanotrofio Sant’ Antonio, istituzione che nell’ immediato dopoguerra fu fonte di sostentamento per tanti bambini, supporto di famiglie disagiate e, in seguito, scuola di avviamento al lavoro. Il nome del sacerdote scomparso nel 2006, carissimo a tante generazioni di casertani, non è stato associato nemmeno al centro sportivo e sociale annesso alla chiesa di cui fu per decenni parroco. Credo che la sua opera e la sua paciosa figura vadano ricordate anche con una tabella stradale». Maurizio Gallicola, già consigliere provinciale, è figlio dell’ avvocato Vincenzo che fu sindaco e al quale è intitolata la strada che si diparte da via Caduti sul Lavoro. Nomi da suggerire all’ amministrazione? La domanda è per Michele De Simone, presidente provinciale del Coni e anche ex amministratore comunale, che dice: «Penso a due figure di consiglieri comunali e di attivissimi uomini di sport: Giulio Giordano, in consiglio con il gruppo dell’ Msi, professore di Educazione Fisica al “Giannone”, cronometrista della Fidal. Poi Guido Ascione, in consiglio col Pli, cronometrista con Giordano alle Olimpiadi di Roma e, in seguito, presidente dell’ Unione Industriali e della Camera di Commercio. Ma per restare in ambito sportivo, come non ricordare anche il professore Rodolfo Iodice, fondatore del gruppo schermistico che ancora oggi annovera campioni nazionali di varie categorie? Infine, Gianni Maggiò, l’ uomo che col basket ha portato il none di Caserta nel mondo?». Al Comune c’ è da tempo una proposta del Coni per la intitolazione di strade agli ex presidenti Donato Messore, Egidio Amato, Michele Accinni sotto la cui gestione Caserta ha espresso campioni di fama nazionale. La lista è lunga, il lavoro è tutto per la giunta comunale e per la commissione toponomastica.».
[6] A don Mario fu attribuito anche il Premio al merito civico del Lions Caserta Host. Il prestigioso riconoscimento, venne istituito nel 1978 ad iniziativa del compianto past president Salvatore Ricciardi ed è stato intitolato al suo nome dal 2006 su proposta del past president Francesco Santillo. Per la prima edizione del 1979 venne attribuito a Mons. Mario Vallarelli, fondatore e direttore dell’Orfanatrofio maschile sant’Antonio di Caserta. Tra le opere annesse all’Orfanatrofio vi era anche la tipografia omonima dedita alla stampa di un ampio materiale e che di recente, per intervento dello stesso don Mario, il 28 ottobre del 2002 riceve anche un contributo per l’ammodernamento da parte della Camera di Commercio di Caserta con delibera di giunta.
[7] In effetti questa data è da verificare poiché nell’Annuario della Diocesi di Caserta a pagina 45 nell’elenco dei presbiteri per ordinazione lo troviamo ordinato il 29 giugno 1940 unitamente a mons. Salvatore Carrese [di Carrese fu compagno di studio e ne benedì la salva in occasione dei funerali il 24 maggio 1989 e ricco è il repertorio fotografico del 1966 in occasione della visita alla parrocchia di San Biagio in Limatola da parte del Vescovo Roberti che al suo seguito, per saluate e incontrare il parroco Carrese, vede anche don Mario Vallarelli]; a pagina 48 nell’indice in ordine alfabetico dei sacerdoti diocesani risulta ordinato il 29 settembre 1940 e ancora il 29 settembre 1940 è indicata la sua data di ordinazione sacerdotale nel dettaglio della sua persona nell’elenco dei sacedoti.




[8] Qualche anno fa è nato presso l’ICS “Giannone” di Caserta il premio bontà intitolato a “don Mario Vallarelli”.
[9] Da una nota storica descrittiva della Scuola “Pietro Giannone”, circa questo riferimento apprendiamo, apprendiamo che dopo gli eventi bellici lo stabile venne reso agibile, fu riordinata la biblioteca dei professori e l’archivio e furono garantiti i turni di lezione per tutti i tipi di scuole in esso ubicate. In particolare, nell’anno 1945 una parte dell’ex convento fu concesso a don Mario Vallarelli affinché lo potesse adibire a orfanatrofio. La parte restante dell’edificio non concesso la sacerdote continuò ad ospitare sia la scuola media (dal 1949/50) che il Liceo ginnasio.
[10] A seguire, si legge ancora nel detto verbale: “Con deliberazione di G.C. n.674 del 22 ottobre 2003, questa Amministrazione nel prendere atto delle verificate condizioni risolutive del contratto, decise di rientrare nel possesso giuridico e materiale del complesso immobiliare S.Antonio, al fine di destinare lo stesso ad attività di rilevo sociale, in particolare rivolte alle problematiche giovanili e comunque più conformi all’interesse pubblico, secondo le linee di indirizzo per l’accoglienza familiare e comunitaria dei minori in difficoltà personali e socio-familiari, stabilite dalla Regione Campania con deliberazione n. 6317 del 2002.
In sede di ispezione, effettuata in data 23 marzo 2004, dal personale della Sezione Istituti della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, risultava l’inidoneità della struttura allo svolgimento delle attività. Pertanto, veniva disposto, con decorrenza immediata, il collocamento degli 8 minori presenti in altra struttura. Tale disposizione rendeva inefficace e, quindi, decaduta la convenzione sottoscritta nel 1951, per il verificarsi delle condizioni di cui all’art.11, ovvero, l’esistenza dell’Orfanotrofio.
Nei rapporti epistolari successivi all’ispezione, intercorsi con la Curia vescovile ed il Rev. Sac. Vallarelli, l’Amministrazione comunque confermava la volontà di garantire la continuità dell’opera a favore dei minori svolta dal Rev. Sac. Vallarelli nel corso degli anni, affidando ad un gruppo di esperti e qualificati professionisti la problematica per la costituzione di una fondazione, la cui presidenza sarebbe stata affidata, vita natural durante, allo stesso Sacerdote.
Successivamente, le dimissioni dell’Amministrazione comunale hanno comportato un rallentamento delle operazioni relativi alla riacquisizione dell’immobile, definitivamente sospese a seguito del decesso del Rev. Sac. Don Mario Vallarelli, avvenuta il 6 maggio 2006.
Nel mesi di aprile 2006, l’Ufficio Patrimonio ha comunque provveduto ad eseguire un inventario dei beni immobili dell’intero complesso. Nel mese di settembre 2006, con l’insediamento del nuovo Sacerdote, Don Claudio Nutrito, sono stati ripresi i rapporti tra questa Amministrazione e la Parrocchia.
In data 9 novembre 2006, alla presenza dell’allora Assessore al Patrimonio Dr. Battarra, del Dirigente Sorbo, tecnici dell’Ufficio Patrimonio, Don Antonio Pasquariello, Vicario della Diocesi di Caserta e del Sac. Don Claudio Nutrito, si sarebbe dovuta tenere la reimmissione in possesso del Comune, dell’immobile di proprietà comunale facente parte dell’intero complesso; operazione non eseguita in quanto al primo piano dell’edificio, alcuni locali risultavano occupai dalla Società di Mutuo Soccorso “Cassa di mutualità- presiti e sovvenzioni di Caserta”, il cui Presidente il Prof.Civitillo, in detta sede esibiva un contratto di locazione di detti locali, sottoscritto in data 19.9.2002 , tra il Sac. Don Mario Vallarelli e lo stesso Civitillo – contratto registrato in Caserta al n.3767 in data 25 maggio 2006, della durata di 15 anni.
Per quanto attienilo stato di conservazione dell’intero immobile, per consentire un idoneo utilizzo del bene, in sede di sopralluogo effettuato dai tecnici dell’Ufficio Patrimonio, si è rilevata la necessità della esecuzione di lavori di ristrutturazione e riattazione degli interni e delle facciate e del rifacimento della intera copertura, causa di notevoli infiltrazioni di acqua piovana; il secondo piano dell’edificio è in completo stato di abbandono ed in pessime condizioni strutturali.
Si ricorda che sulla iniziale proprietà comunale: fabbricato e suolo, sono stati edificati altri manufatti che hanno comportato un aumento di volumetria, sia un incremento del valore originario del cespite.
Pertanto,effettuate le operazioni di reimmissione in possesso da parte dell’Amministrazione sull’utilizzo dell’immobile potrebbero essere avanzate le seguenti ipotesi:
a)Alienazione della proprietà Comunale- L’immobile di proprietà comunale, costituita da due piani fuori terra, potrebbe essere posto in vendita, tenuto conto della valutazione effettuata dall’ufficio Patrimonio, nel 2006, che ha attribuito un valore di Euro 2.480.000,00. La vendita dell’immobile non potrebbe però prescindere dall’attuale formazione dell’intero complesso, nel quale sono comprese altre opere realizzate, che hanno comportato un incremento del valore intrinseco della proprietà comunale.
b) Permuta della proprietà comunale – L’immobile potrebbe essere proposto in permuta per l’acquisizione di altrui proprietà. La permuta potrebbe eventualmente essere proposta proprio alla Diocesi, già proprietaria della restante parte del complesso, nonché della struttura adiacente denominata “Centro Sociale”. La valutazione della proprietà comunale orientativamente potrebbe risultare molto vicina a quello del Centro Sociale, pertanto una eventuale operazione di permuta comporterebbe per la Diocesi un accorpamento dell’intera opera, divenendo unica proprietaria dell’intero complesso Sant’Antonio. Per il Comune l’acquisizione del Centro Sociale significherebbe poter utilizzare l’immobile in forma diretta.
c) Terza ed ultima ipotesi: l’alienazione dell’intero complesso Sant’Antonio – L’intero complesso Sant’Antonio, potrebbe essere posto in vendita, una eventuale decisione in tal senso andrebbe concordata con la Diocesi, per stabilire i valori delle rispettive proprietà, nonché per le modalità da adottare per la relativa procedura di vendita.
In conclusione al momento sono in corso contatti con la Curia per addivenire ad una soluzione di reciproca convenienza e di utilizzo delle prospettive proprietà”. Tutta la vicenda nasce in seguito a interpello del consigliere Marco Cerreto, in ogni caso per approfondire le motivazioni delle richieste del consigliere si rimanda al verbale citato.
[11] Dall’analisi del Bollettino della Diocesi di Caserta, recentemente a cura dello studioso Antonio Casertano, è riemerso un’importante documento, lo “Stato della Diocesi di Caserta al 1 gennaio 1958.
Ebbene, come lo stesso Casertano ricorda, dallo stesso si apprende che nel 1958 in Diocesi di Caserta «vi erano […] gli “Orfanotrofi dipendenti dall’Autorità ecclesiastica”: uno a Caserta e l’altro a Maddaloni. Il primo, l’Orfanotrofio Maschile “S. Antonio”, sito in via Giannone (Caserta), di cui fu fondatore e direttore il Canonico don Mario Vallarelli, e che all’epoca contava ben 145 “ricoverati”. Il secondo invece, detto “Villaggio del Fanciullo” (successivamente: “Villaggio dei Ragazzi”), sito in Piazza Municipio (Maddaloni), di cui fu fondatore e direttore il sacerdote don Salvatore D’ Angelo, all’epoca contava 738 “ricoverati”».

[12] Don Mario, come altri suoi confratelli adoperati in “opere simili” non mancò di coinvolgere tutti, a iniziare dalla società civile nell’azione di sostegno della sua “missione” a favore della giovane popolazione casertana. E così, non ci sembra strano, sempre consultando la ricca sitografia giornalistica on line, trovare una nota del 24 novembre 2017 a cura di Attilio Nettuno su CasertaNews in cui si legge “Lutto a Caserta. È venuto a mancare Giuseppe Rossi noto in città per il suo lavoro alle Poste, in particolare presso la sede della succursale di Caserta 5 a Corso Giannone e precedentemente presso l’Ospedale Civile di Caserta. Originario di Casola di Caserta, alla fine degli anni ’50, insegnò presso il Collegio Sant’Antonio, istituto fondato e diretto dal canonico don Mario Vallarelli, diventando un suo stretto collaboratore e amico fraterno del nipote Mario e ricoprì gli incarichi di capo istitutore e direttore della colonia estiva ospitata nel casino “Vecchio” della Vaccheria.”.
[13] Un contributo in tal senso lo si veda in “Dinastia Gentile – L’uomo dell’ultimo tiro” a cura di Sante Roperto per goWare edizioni, Firenze 2016.
