MADDALONI (Caserta) – In vista della messa “in memoria/trigesimo” di Ferdinando Imposimato che si terrà nella chiesa della Fonazione Villaggio dei Ragazzi “don Salvatore d’Angelo” domenica 18 febbraio 2018[1] abbiamo incontrato Antonio Roberti[2], amico personale del giudice Imposimato. Lo stesso Antonio Roberti, di cui abbiamo sentito la testimonianza durante la trasmissione radiofonica del 13 gennaio 2018 (Maddaloni, la storia di Ferdinando Imposimato … on line lo Special di “Dietro l’Angolo”).
Occasione quella in cui fu presentata, analizzata, promossa la figura di Ferdinando Imposimato anche attraverso altri contributi della nostra testata giornalista in collaborazione con l’emittente radiofonica New Radio Network.
Infatti, oltre allo Special su Ferdinando Imposimato con la trasmissione di “Dietro l’Angolo” (Maddaloni, il 13 gennaio a Dietro l’Angolo con L’Eco di Caserta Special su “Ferdinando Imposimato”), è stato redatto un profilo d’insieme e di base di Ferdinando Imposimato (Maddaloni, inizia il ricordo a Ferdinando Imposimato in attesa della trasmissione del 13 gennaio), è stato possibile accogliere i ricordi di Luca Ugo Tramontano (Maddaloni, la storia di Ferdinando Imposimato nel ricordi di Luca Ugo Tramontano in vista del 13), di Angelo Schiavone (Maddaloni, la storia di Ferdinando Imposimato nel ricordi di Angelo Schiavone in vista del 13) e di Antonio Pagliaro (Maddaloni, la storia di Ferdinando Imposimato nel ricordi di Antonio Pagliaro in vista del 13) e una testimonianza attraverso le foto di Michele Cicchella di un Convegno contro la Droga tenutosi nella Fondazione Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni nel 1983(Maddaloni, la storia di Ferdinando Imposimato negli scatti di Michele Cicchella durante lo Special).
Non sono mancati poi richiami a Ferdinando Imposimato in occasione di altri studio biografici come quelli riferiti al prof. Antimo d’Alessandro (Maddaloni, ricordare il Socialista prof. Antimo d’Alessandro: … l’impegno politico … e Maddaloni, ricordare il Socialista prof. Antimo d’Alessandro: … aneddoti e testimonianze …) o alle prossime vicende elettorali di marzo[3].

La conoscenza
Antonio Roberti ci racconta di aver visto Ferdinando Imposimato più volte in azienda dove lavorava, Face Standard fino al 1982 grosso modo e poi Alcatel fino successiva denominazione MF componenti agli inizi degli anni ’90, unitamente al fratello Franco. Ricorda la presenza di Ferdinando in occasione di incontri con gli operai o con la direzione. Poi ci fu lo sconvolgimento dell’attentato a Franco[4], suo collega di fabbrica e fratello di Ferdinando, e quindi l’avvicinamento di Ferdinando alla politica partitica del PCI da indipendente. Da iscritto al partito con il periodo 1985/86[5] il rapporto di conoscenza inizia a diventare di tipo personale e amicale tra Antonio e Ferdinando[6]. Incentivato dalle attività per la preparazione e partecipazione alla prima campagna elettorale e prima elezione in parlamento di Ferdinando Imposimato che avverrà nel giugno 1987. Da qui per la X, e poi XII e XII Legislatura sarà Ferdinando sarà in Parlamento. Parallelamente all’impegno politico nazionale Ferdinando Imposimato entra anche nel consiglio comunale di Maddaloni favorendone, tra l’altro, nei primi anni ’90 lo scioglimento per paura e per evitare, ci racconta Roberti, che queste stesso civico consesso fosse sciolto per infiltrazioni camorristiche. E, dunque, qui si concluderà la sua esperienza politico amministrativa locale portando avanti quella di natura parlamenta di cui si è già parlato.

La famiglia
Antonio ci ricorda la maddalonesità di Ferdinando, nato da Vincenzo, maresciallo dell’Esercito Italiano e di stanza presso la Caserma “Rispoli” di via Caudina a Maddaloni, e da Iolanda Cioffi, la mamma casalinga.
Una famiglia la loro normale con cinque figli, tre maschi (Michele, Franco e Ferdinando) e due femmine (Chiara e Clelia). Una famiglia unita anche quella derivata, quella costituita da Ferdinado, la moglie Annamaria Giorgione, insigne magistrato della Corte dei Conti, la cui famiglia è originaria dell’irpinia anche se l’interessata e nata e crescita in Roma, e dalle due figlie anch’esse magistrato: Alessandra la prima e Chiara la seconda.
Studi e lavoro
Ferdinando a Maddaloni frequenterà la Scuola Elementare “Settembrini”, la Scuola Media “ De Nicola” e il Liceo Ginnasio” Giordano Bruno” per poi approdare alla Federico II di Napoli dove si laureerà nel 1959, subito dopo i due concorsi vinti il primo nel 1962 come vice commissario e il secondo nel 1964 quale magistrato e da qui la carriera da giudice. In tutto il tempo è stato sempre cordiale nella reciprocità il rapporto tra Ferdinando e i maddalonesi e casertani.
Impegno per sostenere l’economia locale
Ferdinado per quanto ha potuto ha sempre cercato di essere disponibile e, nella lelaglità, sostenere chi gli chiedeva aiuto[7].
Ad Imposimato tanti si rivolgevano per un aiuto o un posto di lavoro. Il giudice però non era certamente un’agenzia di collocamento ne tantomeno avvezzo a fare promesso che non avrebbe poi potuto mantenere e questa cosa gli portava spesso ad avere nel volgo qualche detrattore. Quando invece si chiedeva un intervento più mirato riusciva a dare il suo significativo contributo.
Così accadde che agli inizi degli anni ’90 Antonio Roberti, dipendente dell’Alcatel nel mentre divenuta MF Componenti di Maddaloni, fu chiamato dal management aziendale affinché si potesse avere un incontro con il senatore Imposimato. La richiesta fu diretta perché nel mentre erano noti a tutti i rapporti personali e familiari tra i due.
Ebbene a Ferdinado, informandolo che la Finmeccanica stava dando una serie considerevole di commesse attraverso un’azienda di Genova, alla luce dei requisiti, macchina e professionalità che la MF Componenti aveva per poter espletare una fase della ripartizione della commessa sul territorio nazionale, chiedeva di poter entrare in contatto con la detta azienda ligure. Imposimato si impegno nel mettere in contatto le due aziende al punto da favorirne i rapporti e consolidare la commessa che per circa due anni diede ossigeno all’economia in crisi della fabbrica maddalonese sostenendo l’economia locale garantendo lavoro e reddito alle circa 350 unità e relative famiglie maddalonesi. Per l’occasione su creato anche un nuovo reparto per realizzare i nastri trasportatori di cui alla commessa.

Impegno per l’Università a Maddaloni
Antonio Roberti ci racconta dell’impegno di Ferdinando per la presenza di facoltà universitarie a Maddaloni, nella prima metà degli anni ’90. Ci racconta del rapporto di amicizia con il rettore dell’Università di Napoli che fu disponibile a dislocare delle facoltà a patto che venissero rese disponibili delle sede idonee, che Maddaloni aveva.
Ebbene sembrerebbe che per qualche motivo la politica locale, e dunque l’amministrazione comunale, non abbia reso la disponibilità necessaria perché il processo di assegnazione delle facoltà fosse operativo e da qui la forte frustrazione e demoralizzazione di Ferdinando che da Parlamentare aveva operato come si necessitava ma non aveva avuto il giusto riscontro di impegno amministrativo locale.
La Collaborazione e non solo
Antonio, al di là delle collaborazione spontanee, periodiche e occasionali ci tiene a ricordare il suo essere punto di riferimento a Maddaloni per Imposimato con Angelo Schiavone. Si badi nessuna collaborazione ufficiale o di dipendenza ma di fatto collaborazione operativa come ricordato anche nel corso della su citata trasmissione radiofonica e alla luce del fatto che per periodi Antonio si può dire che ha quasi “convissuto” negli orari diurni, e qualche volta dormito sotto lo stesso tetto, con Ferdinando.
Perché di tratta di una collaborazione amicale, disponibilità personale per un progetto di vita condiviso dove ciascuno ci mette del proprio per la realizzazione di un “qualcosa” di positivo per tutti.
Una collaborazione che sfocia nella genuinità tipica dei personaggi coinvolti Antonio e Ferdinando.
Il primo, con bambine piccole al tempo dei fatti, era solito andare in campeggio nella zona di Baia Domizia (Caserta) nel periodo estivo e mettere la roulotte in deposito nei periodi invernali. Ebbene nel novembre dicembre 1999 un “brutto” incendio manda in fiamma deposito e vetture. Per quanto sconfortato dai fatti, preso da altri pensieri Antonio soprassiede la soluzione estiva e nel mentre si giunge al luglio 2000. Qui nasce il problema della vettura per il campeggio e le doverose vacanze per la famiglia. Antonio e Ferdinando si frequentano e quindi al secondo non scappa “la faccia preoccupata” del primo. Da qui Ferdinando riferendo di avere una casa nei pressi di Sapri a Villammare, nel salernitano, che non usava da tempo e che se gradita l’offerta sarebbe potuto tranquillamente andare per passare lì un po’ di tempo, giusto quanto gli necessitava per organizzarsi in futuro con i campeggi che lui gradiva.
Nel periodo del soggiorno di Antonio giunge sul posto una delle figlie di Ferdinando che ammira la cura, la dovizia, il gusto con cui Antonio aveva provveduto a rimettere a posto la casa da tempo disabitata al fine di renderla non tanto per se quanto per la famiglia Imposimato accogliente in vista di un loro soggiorno. Un gesto minimo come forma di ringraziamento per l’attenzione mostrata.
Già al ritorno a casa la giovane Imposimato aveva raccontato ai genitori della sistemazione della casa, cosa ad entrambi gradita. Sul finire dell’estate e della vacanza marittima nel mentre Antonio vuole restituire le chiavi a Ferdinando questi gli offre la possibilità di conservale e di poter portare lì la famiglia quando lo avesse ritenuto opportuno nel corso dell’anno. L’anno successivo Antonio ritorna a Villammare ma questa volta, stante il rapporto d’amicizia e la casa messa a nuovo, Ferdinando decide di raggiungerlo e passano così la prima vacanza insieme con le conserti e famiglia. Questa sarà la prima vacanza insieme e l’ultima sarà quella del 2017 a dimostrazione della continuità e del legame familiare che ha di fatto “cementato” le due famiglie[8].
Curiosità
Antonio racconta come Ferdinando avesse un block notes o comunque dei fogli sciolti in cui appuntava o raccoglieva richieste da poi “processare” e non sempre erano chiarissime o comunque facilmente rimandabili ai destinatari. Riferisce Antonio che talvolta di sera si tirava fuori dalle tasche le decine di foglietti cercando di organizzarne l’attività e spesso risultava improbabile l’associazione agli interessati. Non certamente per cattiveria ma per la molteplicità delle richieste e attività e di rimando l’assenza di riferimenti specifici del richiedente. Certamente era facile comprendere il significato del “singolo” “pizzino” all’atto dell’appunto ma dopo tempo non era altrettanto immediata la comprensione.
Una miriade di foglietti, messaggi e pizzini erano anche quelli occupavano la sua camera ospedaliera al Gemelli in occasione della sua degenza che lo ha portato al decesso. Tra i tanti fogli anche quello del suo ultimo lavoro editoriale di cui non è riuscito a completare la correzione delle bozze e che sicuramente vedrà la luce a cura dei familiari in modo postumo.
L’esperienza politica
Come è noto, ed in parte già richiamato sopra, nonostante la simpatia per il PCI il giudice Imposimato lo troveremo candidato in Parlamento da indipendente, anche in virtù del ruolo di magistrato.
L’impegno politico di Ferdinando Imposimato nasce con Partito Comunista Italiano a cui aveva mostrato simpatia e militanza anche da giovane e con cui occupò il suo primo scranno parlamentare, seguì il secondo scranno parlamentare con Partito Democratico della Sinistra[9] con cui sedette anche in consiglio comunale a Maddaloni e quindi il terzo scranno parlamentare con il simbolo dei Progressisti. Nel 1996 candidato al Senato per la quarta volta con L’Ulivo di Romano Prodi non riuscì ad essere eletto[10]. Da qui la scelta partitica di Imposimato si orienta verso il mondo socialista / laburista fino al 1998 allorquando partecipa al costituendo partito dei Socialisti Democratici Italiani[11] (SDI)[12], che rappresentò la sintesi di un percorso travagliato avviato con tangentopoli[13] e che vide il proliferare di simboli e “cespugli”[14], di cui Ferdinando Imposimato sarà responsabile del Dipartimento Giustizia. Un legame al partito socialista casertano ancora sentito all’atto della morte come ne dimostra il cordoglio del rappresentante provinciale[15].
Ferdinando imposimato con lo SDI fu candidato al Parlamento Europeo in occasione delle elezioni del 13 giugno 1999 nella Circoscrizione dell’Italia Meridionale. Fino a pochi giorni dalla presentazione della lista sarebbe dovuto essere il capolista ma poi fu indicato all’ultimo momento Bobo Craxi. E anche questa per Ferdinando fu una delusione ma quanto questa dei risultati elettorali che lo vedevano in realtà in cui non aveva particolari rapporti prendere consensi quasi simili ad aree in cui era stato presente ed operato. In quella Elezione la lista Forza Italia ospitava nella sua lista Gaetano Vairo, già collega in Parlamento e in Consiglio Comunale a Maddaloni di Ferdinando, che nella circoscrizione di Caserta prese 3.090 voti e a Maddaloni la lista raggiunse i 2.951 voti[16].
I riscontri elettorali per Ferdinando non furono esaltanti in realtà come Bari[17] ebbe292 voti, a Salerno 1.429 voti[18], a Caserta 6.174[19] voti di cui un decimo a Maddaloni[20], ad Avellino 1.591 voti[21], a Benevento 253 voti[22] e a Napoli 4.395 voti[23]. Questi alcuni dei risultati più salienti.
Passato anche questo momento storico dopo anni lo ritroviamo nuovamente impegnato partiticamente e dunque vi è la fase della costituzione nel 2012[24] dell’ “Italia Virtuosa”[25], un “movimento politico culturale che si ispira ai principi e valori della Costituzione Repubblicana e della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo” di cui sarà fondatore.
A seguire vi è la indiretta appartenenza al Movimento Cinque Stelle di cui dichiarerà non essere aderente ma mostrare simpatia per le battaglie condotte al di là dell’onore che gli si riserverà allorquando risulterà il candidato alla Presidenza della Repubblica proposto e sostenuto nella sede parlamentare[26].
Una interessante ricostruzione del percorso partitico di Ferdinando Imposimato è offerto anche da Gabriele Maestri nel Blog “I simboli della discordia” in cui dedica un articolo intitolato “Imposimato, il suo impegno per un’Italia virtuosa” a Ferdinando Imposimato[27].
Questo era dunque Imposimato, una persona amica e disponibili con tutti salvo allontanarsi allorquando lo si avvicinava o lo si volevo coinvolgere per rendere più decorosi o privi di interessi personali quelli che apparentemente sembravano impegni comuni, interessi generali e non per tornaconti, anche elettorali, diretti.
Ha sostenuto, dove ha potuto, la Cultura in particolare con la vicinanza al Gruppo Archeologico Calatino dedicato al fratello Franco collaborando nei limiti con il management dei decenni scorsi tra cui il prof. Napolitano .
In caso di delusioni o abbattimenti soleva dire ad Antonio Roberti: “Non ti preoccupare nui tinimme semp u’ che fa!”, ovvero c’è sempre qualcosa per cui e su cui impegnarsi per il bene collettivo al di là degli incarichi anche se di rappresentanza.
Viveva con semplicità e con rigore allo stesso tempo e la dimostrazione lo fu nel partecipare alla trasmissione Mediaset “Forum”, dove il rispetto delle regole era alla base di tutto e quindi “rubare” una pecora piuttosto che 100 milioni non aveva differenza davanti alla legge e quindi prima di tutto Legalità e Onestà.
Per la cronaca si riferisce che lo scorso 3 febbraio 2018 la sede Lipu di Ostia ha organizzato una commemorazione per Ferdinando Imposimato, alla presenza del Giudice Maddalena, del dott. Tassi, del Presidente della Lipu e del Presidente della UNITRE di Roma, con la consegna di una targa commemorativa. La stessa così descrive «in memoria» il «Giudice» «Ferdinando Imposimato»: «Magistrato esemplare, che ha dedicato tutta la propria vita alla piena attuazione dei principi della Costituzione, svolgendo difficili inchieste, affrontando sempre con decisione e coraggio la criminalità organizzata, e portando alla luce molte verità ignorate della cupa notte della prima Repubblica Italiana. Con profonda stima e imperitura amicizia. LIPU – Centro Parchi- Unitre. Roma, 3 febbraio 2018».
Nei giorni scorsi la sezione Note della Pagina Social Facebook di Ferdinando Imposimato si è arricchita non solo di suoi precedenti post e analisi di rilievo ma soprattutto di Note contenti i tanti messaggi di cordoglio giunti[28]. Tra questi in particolare si segnalano per una consultazione dei messaggi giunti: “Vola in alto Presidente, dacci il coraggio per far prevalere i valori della giustizia e della solidarietà” del 21 gennaio 2018[29] e “La morte non ci porta mai completamente via la persona amata.” del 28 gennaio 2018[30]. Qui oltre a vignette come quella di Nino Saccà e possibile avere il “polso” del cordoglio istituzionale e associativo nazionale nei confronti di Ferdinando Imposimato.
Il racconto si Ferdinando Imposimato non finisce qui, siamo in attesa di altri interessanti contributi.
Infatti, è desiderio mio personale, e della nostra redazione giornalistica de L’Eco di Caserta e della testata radiofonica New Radio Network nella persona del direttore Carlo Scalera, continuare a raccogliere testimonianze e suggerimenti per uno studio di approfondimento della figura[31] del Giudice Ferdinando Imposimato e riproporlo al lettore, alla comunità maddalonese e casertana e non solo.
Per coloro che sono interessati a condividere il proprio ricordo, riportare la propria testimonianza possono contattarci alla studioanniversario@gmail.com, account di posta che uso per la raccolta di info sulle biografie che studio specificando che si tratta di un contributo su Ferdinando Imposimato.
Non ci si aspetta di essere esaustivi e di non cadere, involontariamente in qualche errore storico/testimoniale. La studio nasce dalle testimonianze dirette ed è supportata, dove è possibile anche da documentazione. Sarà dato modo a chi vorrà la possibilità di replicare, integrare, chiarire etc. elementi emersi nel corso della fase di presentazione della storia biografica.
Ringrazio il lettore che ha avuto la pazienza di dedicarmi un po’ del suo tempo nella lettura di questo studio ed allo stesso chiedo scusa se qualche imperfezione è sfuggita alla rilettura delle bozze.
[1] Domani 11 febbraio 2018 nella chiesa che fu sede dei funerali (chiesa Mater Ecclesiae via Shangai, n.10 in Roma) ospiterà una messa, di famiglia e amici stretti, in ricordo di Ferdinando Imposimato. Un altro appuntamento, tra fine marzo e aprile 2018 sarà poi organizzato quale manifestazione nazionale a ricordo di Ferdinando Imposimato, dunque un “Appuntamento con Ferdinando”.
[2] Antonio lamenta come dei tanti amici maddalonesi di Ferdinando ben pochi si sino presentati in Roma accompagnando lo stendardo della Città di Maddaloni. Assistendo al lancio dei palloncini rossi in ricordo del giudice concittadino.
[3] Si veda “Maddaloni, Carlo Scalera invita di Maio in città: il pentastellato verrà nella terra di Imposimato?” a cura dello scrivente pubblicato su L’Eco di Caserta giovedì 8 Febbraio 2018.
[4] Lo scorso 10 ottobre 2017, a pochi mesi dalla sua morte, dalla sua pagina ufficiale social Facebook Ferdinando Imposimato così commentava (https://www.facebook.com/FImposimato/posts/10154743514971750 ) la risoluzione della condanna degli aggressori del fratello per vendetta trasversale nei suoi confronti: «Ringrazio Luca Tescaroli, Vincenzo Panico e quanti ricordano il sacrificio di mio fratello Franco Imposimato per la loro sensibilità e amicizia.
Luca Tescaroli è un magistrato che indagò su Capaci e via D’Amelio. Continuò Roma le mie indagini su Banda Magliana. Oggi su mafia capitale. Riprendo le sue parole “Francesco era uomo tranquillo, dedito all’ambiente e al Gruppo Archeologico. Ma per gli assassini aveva una colpa: era il fratello del giudice istruttore di Roma, Ferdinando”. “Due sicari andati sul luogo di lavoro , chiesero di Francesco. Il giudice si preoccupò. Ottenne una scorta . Francesco non volle lasciare la famiglia e rinunciò a scorta”. “Il giudice ne parlò con Michele Aiello, CSM, che fu incredulo”. “Il perché del delitto fu intimidire il giudice”. “Ricordare Francesco è dovere ; il dolore collettivo onora la memoria .Nessuno dimentichi le vittime di mafia ” .
Vincenzo Panico è commissario al Viminale per solidarietà alle vittime di mafia. Dice “Francesco Imposimato -43 anni- giovanissimo emigrò in Africa, ove frequentò una scuola artistica. Tornato in Italia lavorò a FACE Standard . Da Maria Luisa Rossi ebbe Giuseppe e Filiberto. Suo fratello Ferdinando, nel 1983 concluse la prima indagine su via Fani e sull’omicidio di Aldo Moro. Scoprì la prigione. Indagò su Magliana e legami con politici. Stava per scoprire l’identità di Mario: Pippo Calò cassiere di Totò Riina, latitante per Giovanni Falcone. Movente: fermare le inchieste del giudice. E l’impegno di Franco contro cave di camorra . Franco era in auto con la moglie.E il cane Puffi. Tre sicari spararono 11 proiettili. Puffi scese dall’auto. Andò all’ingresso della Face. Abbaiò. Per chiedere aiuto”. Panico ricorda di Filiberto “A papà fu data la scorta. Poi Papà rinunciò: “se mi uccidono non colpiscono i Carabinieri di scorta” “C’era chi non ci frequentava. Non faceva giocare i figli con noi, togliendoci il saluto Tutto ciò non andrà mai più via.” Giuseppe “Ero curioso di vedere gli assassini”.“li immaginavo come mostri. Solo dei mostri potevano uccidere una persona dolce come il mio papà. Quando li ho incontrati, non provai rancore.”
La Corte di Cassazione ha confermato nella sentenza 30 maggio 2002 Aggiunge la Cassazione <
Ancora oggi la maggioranza degli italiani ignora che mio fratello Franco fu ucciso l’11 ottobre 1983, e la moglie ferita, per fermare le mie indagini sulla banda della Magliana , sul caso Moro e sul complotto politico retrostante . Un barbaro assassinio, con caratteristiche diverse dagli altri delitti di mafia: fu colpito un familiare del nemico da distruggere. Anche Aldo Moro, padre della Costituzione, è stato rimosso dalla coscienza civile del Paese . Senza memoria non c’è futuro».
[5] Fino a quel momento la presenza a Maddaloni di Ferdinando era soprattutto incentrata su esigenze di rapporti personali e familiari e non già di natura politica.
[6]Un rapporto sempre più crescente al punto da scoprire che il papà di Antonio e mamma di Ferdinando sono stati allattati dalla nonna di Ferdinando.
[7] Ricordo che nel mio piccolo nel Natale del 1991 incontrandolo nel Seminario di Caserta dove era in procinto di porgere gli auguri al Vescovo, noi seminaristi con il Rettore don Valentino Picazio eravamo sul posto per le Celebrazioni in Cattedrale, fummo presentati reciprocamente dal Rettore don Valentino il quale lo informò dell’avvio dei miei studi storici e della esigenza di avere copia della “Storia di Galatia Campana e Maddaloni” di Giacinto de Sivo ebbene nel giro di poco per suo interessamento ebbi la mia prima copia dell’importante libro sulla storia della città delle due torri.
[8]Antonio Roberti ci racconta della burloneria, bonacciona, semplice e distensiva di Ferdinando Imposimato. Racconta di episodi a mare come quello di un giorno dell’estate del 2017 allorquando alle 15 circa non volendo i nipotini del senatore andare al mare si decise di andare alla giostrine a Sapri. Il luogo era vicino da qui Antonio e consorte e Ferdinando e nipotini si avviano. Lungo la strada accade che, avendo Antonio talvolta problemi di udito, Ferdinando fischetta dietro Antonio per scherza e i nipoti del giudice restano sorpresi non conoscendo questo aspetto del nonno.
Per la semplicità sempre Antonio ricorda come quando Ferdinando uscito di casa dopo essere passato dall’edicola a prendere i giornali scendendo i spiaggia si fermasse al primo ombrellone e sdraio disponibile e alla solita osservazione di Antonio circa il fatto che non era quello il loro posto era solito rispondere che di fatto non stava rubando nulla si era solo fermato all’arrivo del legittimo detentore avrebbe salutato e sarebbe andato al suo posto. Con una semplicità e bontà unica nel suo genere.
Altro aneddoto di fine estate è quello secondo cui ogni tanto Ferdinando manda a salutare ex concittadini attraverso Antonio, ma lo fa indicando il “soprannome” d’origine e quindi è capitato tempo fa che gli chiese di salutare al rientro a Maddaloni un tale “ntuniell o tabbacare” che 50 anni prima aveva il tabacchi a via Roma. Naturalmente all’epoca dei fatti Antonio si rese conto che per la sua età anagrafica non avrebbe potuto ricordare tale esercizio e commerciante per cui dovette al rientro in Maddaloni avviare un indagine per scovare l’interessato il quale fu contento dei saluti e del ricordo avuto da Ferdinando.
Questo perché Ferdinando ricordava con piacere tutti gli amici maddalonesi e non solo.
[9] Nelle elezioni del 1992 con lui nella squadra dei candidati per la Campania nel Pds vi era anche un altro maddalonese che concorreva per il Senato, Gaetano Pascarella, poi sindaco più volte di Maddaloni, Senatore della Repubblica e Sottosegretario di Stato.
[10]Antonio Roberti racconta che nell’aria era palese questa possibilità per l’adesione alla vittoria di Carmine De Santis, eletto in quell’occasione per il Popoli delle libertà, di alcuni gruppi/categorie dove i rimandi di questi stessi ambienti pur volendo sostenere Imposimato sentivano un dovere dare il proprio consenso alla controparte. Naturalmente questi sono ricordi e si basano su esperienze dirette difficili da verificare e confutare anche nella veridicità non del nostro testimone ma nella versione resa dagli interessati elettori.
[11] L’Adnkronos Agenzia il 14 gennaio 1998 pubblica la seguente nota: « SOCIALISTI: SI-PS-PSDI-MARTELLI, A FEBBRAIO COSTITUENTE – Roma, 14 gen. – (Adnkronos) – Nascera’ a giugno il nuovo partito socialista. L’accordo e’ stato raggiunto tra i Socialisti Italiani di Enrico Boselli, il Ps di Ugo Intini, i socialdemocratici di Gianfranco Schietroma, Claudio Martelli e alcuni laburisti dissidenti tra cui l’ex senatore del Pds Ferdinando Imposimato e Michele Sellitti. Dal 6 all’8 febbraio si terra’ alla Fiera di Roma una assemblea costituente che porra’ le basi per un partito socialista autonomo dai poli. Sara’ predisposto un documento programmatico e un appallo in calce al quale saranno raccolte almeno 100 mila firme. Entro giugno e’ prevista la nascita del nuovo partito» al link http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1998/01/14/Politica/SOCIALISTI-SI-PS-PSDI-MARTELLI-A-FEBBRAIO-COSTITUENTE_174800.php .
[12] Si veda https://it.wikipedia.org/wiki/Socialisti_Democratici_Italiani .
[13] La posizione di Imposimato nei confronti di tangentopoli è piuttosto critica nei confronti di alcune scelte giudiziarie o comunque come sono state poste e gestite con l’opinione pubblica. Una significativa nota a tal riguardo, in tempi non sospetti, è quella di Mario Portanova con il suo articolo “Ferdinando Imposimato, il presidente M5S contro i pm ‘aguzzini’ e i ‘nemici dei partiti’” per la testata giornalista “Il fatto quotidiano” del 30 gennaio 2015, di cui al link https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/30/ferdinando-imposimato-quando-presidente-5-stelle-attaccava-i-pm-aguzzini/1383927/ .Un altro contributo in tal senso viene da Marco Travaglio che ebbe a dichiarare: «Imposimato mi ha un po’ meravigliato nel senso che non pensavo avesse tutte queste simpatie. Imposimato è sicuramente molto simpatico, è un napoletano, anche lui un po’ anzianotto, credo abbia 77 anni, è stato tre volte parlamentare, se non erro, anche lui nella sinistra, nell’ex PCI e poi ebbe una parentesi che io francamente non ho capito e che denota secondo me un po’ di confusione mentale, quando si candidò con i socialisti, con lo Sdi quindi i socialisti post-craxiani ma erano ancora molto craxiani e ricordo che in quella campagna al fianco di Enrico Manca, del figlio di Craxi, di Boselli si abbandonò a alcuni apprezzamenti davvero spiacevoli nei confronti del pool di Mani pulite, di Borrelli, di Di Pietro, così magari per gasare un po’ la platea revanscista che ancora considerava Craxi una vittima dei giudici cattivi. Per un magistrato come lui che aveva fatto indagini importanti a Roma sul terrorismo, sulla Banda della Magliana etc., fu una cosa che non gli fece onore». Questa testimonianza proviene dalla voce «Ferdinando Imposimato» di “Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà”, al link https://it.wikiquote.org/wiki/Ferdinando_Imposimato. Qui si trovano altre citazioni di Ferdinando Imposimato:
1) In realtà stavo istruendo con Vittorio Occorsio alcuni sequestri di persona per scopo di estorsione, tra cui il sequestro Danesi, il sequestro Ortolani, il sequestro Andreuzzi, [il sequestro] Francisci, e ricordo perfettamente che egli, pochi giorni prima, mi aveva fatto una istanza di emissione di alcuni mandati di cattura contro imputati; uno di questi imputati era iscritto alla Loggia P2. Egli aveva anche individuato dei collegamenti tra sequestratori di persona, terroristi neri, appartenenti alla Loggia P2, e aveva anche manifestato delle preoccupazioni. Egli aveva una grande esperienza perché aveva già istruito in parte il processo per la strage di piazza Fontana. All’inizio era stato depistato, purtroppo dai servizi segreti, e poi aveva imboccato la strada giusta. Ricordo anche che la mattina in cui fu ucciso, io, mezz’ora prima dell’assassinio, gli telefonai per chiedergli qual era il suo parere su un’istanza di libertà provvisoria che era stata presentata da un imputato iscritto alla P2, ed egli mi disse che avrebbe espresso parere contrario.
2) [Riguardo la candidatura politica di Antonio Ingroia] La correttezza è la prima regola che un magistrato deve seguire. Nel caso specifico dell’ex procuratore aggiunto di Palermo, poi, con un’indagine che interessa la mafia come quella che si è appena lasciato alle spalle, la situazione è ancora più delicata.
3) [C. s.] La decisione del magistrato siciliano non solo fa nascere il sospetto che l’intera attività svolta sia stata solo strumentale a una discesa in campo, ma rischia di far perdere credibilità anche a tutto il team di persone che hanno lavorato con lui.
4) La storia delle stragi ha origine negli eventi accaduti alla fine della seconda guerra mondiale con lo scontro tra due blocchi contrapposti. […] Il nostro paese, nella spartizione a Yalta, divenne una specie di colonia americana, una nazione a sovranità limitata a causa dell’interferenza d’oltreoceano. […] Intorno agli interessi egemonici degli USA si radunarono così nuovi alleati, ben contenti di avallare o realizzare la strategia della tensione in Italia. Accanto all’OSS, alla CIA e ai servizi segreti, si ritrovarono Ordine Nuovo, repubblichini, destra democristiana, gerarchie vaticane, massoneria americana, loggia Propaganda 2, parte delle forze armate e apparati del Viminale, cui talvolta si unirono anche organizzazioni dichiaratamente criminali, come mafia, camorra, ‘ndrangheta e banda della Magliana. (da La repubblica delle stragi impunite)
5) Non sono aderente al M5S ma trovo esagerati e ingiusti gli attacchi a Grillo. Egli ha denunziato la paralisi e l’impotenza del Parlamento, che non si può disconoscere. Il Parlamento, quale organo che approva leggi per il bene comune, di fatto non esiste. È un’amara realtà, non un’offesa al Parlamento. La Boldrini non si deve offendere, deve prenderne atto. Vorrei sapere quali leggi il Parlamento ha approvato nei suoi primi mesi di vita! E quali sta discutendo, di quelle che interessano i giovani e il lavoro. Nessuna! La finta legge che cercava risorse, abrogando il finanziamento pubblico dei partiti, dovrebbe entrare in vigore solo nel 2017! Vergogna!
6) L’uccisione di Moro è avvenuta per mano delle Brigate Rosse, ma anche e soprattutto per il volere di Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e del sottosegretario Nicola Lettieri.
7) Presidente Napolitano, democrazia è governo della maggioranza nel rispetto dei diritti della opposizione e non tirannide della maggioranza nel disprezzo della opposizione, come accade adesso. Tra le funzioni del Presidente della Repubblica previste dall’art 87 della Costituzione, non vi è quella di accusare la opposizione di settarismo. Ringrazio il M5S per la sua corretta e responsabile opposizione e le sue battaglie in difesa dell’eguaglianza dei diritti sociali, del lavoro dignitoso, delle forze dell’ordine, della indipendenza della magistratura, della scuola pubblica, dell’etica politica.
[14]Per una visione d’insieme delle evoluzione partitica di questo periodo e quindi per comprendere anche i personaggi e le alleanze che interessarono direttamente e indirettamente l’agire partitico politico di Ferdinando imposimato nell’ottica dell’area socialista si rimanda allo speciale realizzato da Gabriele Maestri su “I simboli della discordia” dal titolo “La “lunga marcia” dei socialisti secondo Carlo Correr” in due parti: prima http://www.isimbolidelladiscordia.it/2016/01/la-lunga-marcia-dei-socialisti-secondo.html e seconda http://www.isimbolidelladiscordia.it/2016/01/la-lunga-marcia-dei-socialisti-secondo_13.html .
[15] Nell’articolo della Redazione dell’Avanti, dal titolo “Addio a Imposimato, il giudice del caso Moro” del 2 gennaio 2018 si riporta anche una nota di Francesco Brancaccio, Segretario Provinciale del PSI di Caserta: «Con la morte di Ferdinando Imposimato se ne va non solo un grande un giurista e magistrato, ricordiamo che è stato il giudice istruttore di alcuni tra i più importanti processi di terrorismo, come quello per il caso Moro e quello per l’attentato al Papa, ma se ne va un uomo di grande cultura che ha spronato e lavorato politicamente per il riscatto sociale e culturale della sua amata terra, una persona splendida, di grande umanità e sensibilità”. “La sua carriera parlamentare iniziò nel 1987 quando venne eletto al Senato come indipendente di sinistra è nel 2000 ricoprì anche l’incarico di Responsabile Giustizia nella segreteria nazionale dei Socialisti Democratici Italiani. A nome del Partito Socialista Italiano Esprimo il nostro cordoglio più profondo e la vicinanza ai suoi familiari». Link: http://www.avantionline.it/tag/ferdinando-imposimato/#.Wn7yrOdG3IU .
[16] Si veda http://elezionistorico.interno.gov.it/candidati.php?tpel=E&dtel=13/06/1999&tpa=I&tpe=P&lev0=0&levsut0=0&lev1=4&levsut1=1&lev2=15&levsut2=2&lev3=20&levsut3=3&ne1=4&ne2=15&ne3=20&es0=S&es1=S&es2=S&es3=S&ms=S&ne=20&nlg=14&ts=C&ccp=1112 e http://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=E&dtel=13/06/1999&tpa=I&tpe=C&lev0=0&levsut0=0&lev1=4&levsut1=1&lev2=15&levsut2=2&lev3=20&levsut3=3&lev4=480&levsut4=4&ne1=4&ne2=15&ne3=20&ne4=200480&es0=S&es1=S&es2=S&es3=S&es4=N&ms=S.
[17] http://elezionistorico.interno.gov.it/candidati.php?tpel=E&dtel=13/06/1999&tpa=I&tpe=P&lev0=0&levsut0=0&lev1=4&levsut1=1&lev2=16&levsut2=2&lev3=9&levsut3=3&ne1=4&ne2=16&ne3=9&es0=S&es1=S&es2=S&es3=S&ms=S&ne=9&nlg=1&ts=C&ccp=1713
[18] http://elezionistorico.interno.gov.it/candidati.php?tpel=E&dtel=13/06/1999&tpa=I&tpe=P&lev0=0&levsut0=0&lev1=4&levsut1=1&lev2=15&levsut2=2&lev3=72&levsut3=3&ne1=4&ne2=15&ne3=72&es0=S&es1=S&es2=S&es3=S&ms=S&ne=72&nlg=1&ts=C&ccp=1713
[19] http://elezionistorico.interno.gov.it/candidati.php?tpel=E&dtel=13/06/1999&tpa=I&tpe=P&lev0=0&levsut0=0&lev1=4&levsut1=1&lev2=15&levsut2=2&lev3=20&levsut3=3&ne1=4&ne2=15&ne3=20&es0=S&es1=S&es2=S&es3=S&ms=S&ne=20&nlg=1&ts=C&ccp=1713
[20] Si consideri che lo SDI a Maddaloni complessivamente otterrà 784 voti solo: http://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=E&dtel=13/06/1999&tpa=I&tpe=C&lev0=0&levsut0=0&lev1=4&levsut1=1&lev2=15&levsut2=2&lev3=20&levsut3=3&lev4=480&levsut4=4&ne1=4&ne2=15&ne3=20&ne4=200480&es0=S&es1=S&es2=S&es3=S&es4=N&ms=S .
[21] http://elezionistorico.interno.gov.it/candidati.php?tpel=E&dtel=13/06/1999&tpa=I&tpe=P&lev0=0&levsut0=0&lev1=4&levsut1=1&lev2=15&levsut2=2&lev3=8&levsut3=3&ne1=4&ne2=15&ne3=8&es0=S&es1=S&es2=S&es3=S&ms=S&ne=8&nlg=1&ts=C&ccp=1713
[22] http://elezionistorico.interno.gov.it/candidati.php?tpel=E&dtel=13/06/1999&tpa=I&tpe=P&lev0=0&levsut0=0&lev1=4&levsut1=1&lev2=15&levsut2=2&lev3=11&levsut3=3&ne1=4&ne2=15&ne3=11&es0=S&es1=S&es2=S&es3=S&ms=S&ne=11&nlg=1&ts=C&ccp=1713
[23] http://elezionistorico.interno.gov.it/candidati.php?tpel=E&dtel=13/06/1999&tpa=I&tpe=P&lev0=0&levsut0=0&lev1=4&levsut1=1&lev2=15&levsut2=2&lev3=51&levsut3=3&ne1=4&ne2=15&ne3=51&es0=S&es1=S&es2=S&es3=S&ms=S&ne=51&nlg=1&ts=C&ccp=1713
[24] Il 23 giugno 2012 Ferdinando diventa è diventato SOCIO ONORARIO dell’Araba Fenice di Sezze (LT).
[25] In uno dei suoi profili social facebook, nello specifico Ferdinando Imposimato II così Ferdinando Imposimato il 15 agosto 2012 commentava il logo del partito “Italia Virtuosa”: «Siamo per una Europa unita e solidale, non si può tornare indietro agli stati nazionali che hanno portato l’Europa a due guerre mondiali. Penso ad una Europa politica in cui prevalgano la democrazia, la giustizia sociale e il bene comune, non le banche e la finanza, un’Europa in cui il parlamento eletto dai cittadini dell’Europa, risponda ai cittadini della sua politica. L’alternativa è una europa divisa a guida americana, inglese e tedesca, come quella che ci governa». Link https://www.facebook.com/photo.php?fbid=480079832003082&set=a.480079828669749.87748003.100000032070124&type=3 .
[26] Carlo Scalera sul social facebook il giorno 7 gennaio 2018 pubblica il seguente post: « LA LETTERA COMMOVENTE DI FERDINANDO IMPOSIMATO A LUIGI DI MAIO: “Carissimo Luigi , sono felice per la tua scelta alla guida del M5S e come candidato premier . Sei il capo del Movimento nel quale milioni di italiani – giovani, lavoratori, disoccupati, insegnanti,pensionati, piccoli e medi imprenditori , commercianti e forze dell’ordine – ripongono le loro speranze di riscatto , dopo anni di sacrifici e umiliazioni che hanno leso la loro dignità. Sono certo che, in caso di vittoria alle elezioni politiche , ti porrai al servizio degli italiani con prudenza , equilibrio, senso di giustizia e di eguaglianza , avendo come stella polare la Costituzione Repubblicana, che tu hai evocato dicendo che agirai con disciplina e onore. L’impresa è immane, per i disastri lasciati da chi ci ha governato e ci governa. Ma ce la puoi fare, col sostegno degli attivisti e di tante persone che simpatizzano per il #M5S. Io sono idealmente al tuo fianco nella battaglia che occorre vincere nell’interesse del Paese. Se tutta la nazione è prospera, essa arreca più vantaggi a tutti i cittadini. Un grande abbraccio Ferdinando Imposimato». Precedentemente, il 5 gennaio, all’indomani dei funerali in Roma, sullo stesso social aveva scritto: « Ciao Ferdinando Imposimato, spero che non ti dimenticheranno troppo presto. I tuoi insegnamenti mi hanno accompagnato per tutta la vita, i tuoi consigli, i tuoi incoraggiamenti a lanciarmi in politica. Bene ora che ci hai lasciato, ora che potevamo prenderci qualche soddisfazione, non ci resta che sperare. Ieri Roma, quella delle persone perbene è stata presente per regalarti l’ultimo applauso, ho visto tante persone con gli occhi gonfi dalle lacrime, tanti ti abbiamo voluto bene e stimato, ma tantissimi ti hanno temuto, deriso e tradito. Pochi ti sono rimasti fedeli. Ma tu fino alla fine hai lottato da solo contro tutti, contro i poteri forti, non avendo paura di nessuno, sei sempre stata una persona coraggiosa ed onesta intellettualmente, non ti sei mai risparmiato fino alla fine dei tuoi giorni. Ciao Ferdinando, io spero una cosa soltanto che i tuoi insegnamenti non vengano dimenticati troppo presto e che il tuo ricordo, la tua opera accompagni i tanti giovani che vogliono bene, non solo, la tua città nativa, ma tutta la nostra nazione. Ciao Ferdinando, a presto».
[27]Gabriele Maestri, “Imposimato, il suo impegno per un’Italia virtuosa”, del 2 gennaio 2018 in “I simboli della discordia”, http://www.isimbolidelladiscordia.it/2018/01/imposimato-il-suo-impegno-per-unitalia.html : « Era stato candidato una volta e proposto da migliaia di cittadini addirittura due volte per la Presidenza della Repubblica Ferdinando Imposimato, scomparso poche ore fa a Roma, dopo un impegno lungo una vita per le istituzioni: lo ha fatto soprattutto come magistrato (rivestendo l’incarico di giudice istruttore in alcuni tra i processi più importanti), continuando poi da giurista e da “tecnico” esperto a occuparsi di questioni italiane e internazionali legate alla criminalità, al terrorismo e ai diritti negati, senza mai accettare di fermarsi di fronte a verità processuali ritenute insoddisfacenti.
In molti hanno apprezzato la sua integrità assoluta, la passione e la costanza messa in ogni battaglia intrapresa. Lo hanno fatto innanzitutto per ogni atto compiuto e per ogni parola pronunciata a favore della legalità e contro le mafie: in molte occasioni lo si ricorda relatore con Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, unito a lui innanzitutto dal dolore (anche il fratello di Imposimato, Franco, fu ucciso dal crimine organizzato); anche quando le sue posizioni nette e intransigenti hanno creato fratture tra chi era pronto a sostenerle e chi non le condivideva – è accaduto in occasione del suo sostegno al “no” per il referendum sulla riforma costituzionale del 2016 e, più di recente, della sua contrarietà all’obbligo vaccinale – nessuno ne ha mai messo in dubbio la profonda onestà intellettuale, dimostrata fin da quando si è occupato delle pagine più nere della storia italiana (dal caso Moro al processo contro la Banda della Magliana).
Il suo lungo impegno come magistrato, che certamente ha contribuito in massima parte alla sua notorietà, non può peraltro far dimenticare che Ferdinando Imposimato ha avuto anche una storia politica non secondaria: nella sua vita, infatti, è stato parlamentare per ben tre legislature e il suo cammino è proseguito anche dopo la sua presenza all’interno delle Camere. Fu eletto una prima volta nel 1987: non era iscritto ad alcun partito, ma venne inserito come “indipendente di sinistra” – così si diceva allora – nelle liste del Partito comunista italiano: venne candidato al Senato nel collegio di Santa Maria Capua Vetere e Aversa e venne eletto, potendo partecipare ai lavori dell’intera X legislatura.
Nel 1992, al ritorno alle urne, il magistrato fu candidato di nuovo, questa volta alla Camera, nel collegio di Napoli-Caserta: nel frattempo, però, il Pci si era trasformato in Partito democratico della sinistra, riducendo il simbolo della prima elezione a una “pulce” alla base della quercia di Bruno Magno. Anche con il nuovo simbolo e sottoposto alla preferenza unica, peraltro, Imposimato fu eletto senza problemi: nel suo collegio arrivò terzo per numero di consensi personali (dietro a Giorgio Napolitano – top scorer di quel collegio e futuro presidente della Camera, dopo l’elezione al Quirinale di Oscar Luigi Scalfaro – ma davanti ad Antonio Bassolino, l’anno dopo eletto sindaco di Napoli).
Nel 1994, il magistrato si presentò nuovamente al Senato, candidato dall’intera coalizione di sinistra dei Progressisti: sfiorò il 40% nel collegio di Caserta e battè il candidato del Polo del Buon governo Salvatore Antonio De Biasio. Quella legislatura, la XII, finì decisamente in anticipo e fu anche l’ultima di Imposimato: nel 1996, infatti, fu ricandidato dall’Ulivo nello stesso collegio di due anni prima ma, anche se la coalizione riuscì ad arrivare al governo e il senatore uscente ottenne più voti rispetto al turno elettorale precedente, fu sconfitto dal candidato del Polo per le libertà Carmine De Santis e in seguito non fu più ricandidato alle elezioni politiche.
Nel frattempo, peraltro, la militanza di Imposimato si sposto su altri soggetti politici sempre all’interno del centrosinistra. Quando, all’inizio del 1998, la Federazione laburista guidata da Valdo Spini si apprestava a contribuire alla nascita dei Democratici di sinistra, i contrari a quella scelta si staccarono e, coordinati dal padovano Riccardo Ronchitelli, fondarono il Movimento per l’unità socialista e laburista: tra loro c’era anche il magistrato, chiamato proprio da Ronchitelli. Quel gruppo – assieme ai Socialisti italiani, al Psdi e alla parte di Partito socialista fedele a Ugo Intini – fu tra le anime fondatrici dei Socialisti democratici italiani, di cui Imposimato divenne il responsabile del dipartimento Giustizia.
Negli ultimi anni il nome dell’ex magistrato è stato accostato spesso a quello del MoVimento 5 Stelle (cui non aderì mai, pur condividendone alcune premesse e posizioni), soprattutto perché Imposimato fu tra le persone più indicate dagli attiVisti nella prima consultazione online per individuare il candidato alla Presidenza della Repubblica nel 2013 (le “Quirinarie”, vinte da Milena Gabanelli, anche se poi il candidato ufficiale fu il terzo classificato, Stefano Rodotà). Il consenso ottenuto allora fu confermato quando fu ripetuta la votazione due anni dopo, all’indomani delle dimissioni di Giorgio Napolitano: in quell’occasione fu proprio Imposimato a prevalere sugli altri nomi proposti.
Prima ancora di essere proposto per la prima volta per il Quirinale, peraltro, Imposimato aveva fondato – nel 2012 – Italia Virtuosa, un “movimento politico culturale che si ispira ai principi e valori della Costituzione Repubblicana e della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo”. L’impegno del nuovo gruppo era fondato sull’uguaglianza, un valore scritto nella Carta ma che era necessario rendere concreto, mantenendo saldi la scelta per la democrazia e per la repubblica parlamentare, la lotta per la verità e la giustizia, il contrasto al populismo, alla corruzione e alla ragion di Stato. Nel programma c’era, tra l’altro, la consapevolezza che l’Italia dovesse essere pienamente parte di un’Europa vera, unita, federale, solidale; soprattutto, era necessario lavorare per “l’integrazione economica tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, come premessa per il superamento di ogni contrapposizione sul piano politico tra popolazioni diverse per cultura, lingua, etnia, religione, usi e costumi”.
Il disegno di “una grande comunità euro mediterranea come strumento di pace e di sviluppo in tutto il mondo” era al centro del progetto di Imposimato e, non a caso, era stato raffigurato in modo plastico nell’emblema del movimento, che aveva l’Italia al centro, ma con ben visibili il resto dell’Europa e le parti dell’Africa e dell’Asia che si affacciano sul Mare Nostrum; il tutto era circondato dai colori dell’arcobaleno, per richiamare l’idea della pace come fine dell’Euromediterraneo per il mondo intero. Cromaticamente forse il risultato non era dei migliori (troppe tinte, non ben armonizzate tra loro), ma l’immagine era congrua rispetto al messaggio da trasmettere: con qualche aggiustamento – e con il nome portato all’interno – probabilmente il logo non avrebbe sfigurato sulla scheda alle prossime elezioni. Ora che il suo artefice non c’è più, a lavorare per un’Italia virtuosa dovrà provvedere qualcun altro».
[28] Per la fonte si veda https://www.facebook.com/pg/FImposimato/notes/ .
[29] Per la fonte si veda https://www.facebook.com/notes/ferdinando-imposimato/vola-in-alto-presidente-dacci-il-coraggio-per-far-prevalere-i-valori-della-giust/10156016520875750/ .
[30] Per la fonte si veda https://www.facebook.com/notes/ferdinando-imposimato/la-morte-non-ci-porta-mai-completamente-via-la-persona-amata/10156061441570750/ .
[31] Si segnala un interessante evento, con diretta streaming, del 19 novembre 2014, organizzato dall’Associazione Agorà della Università degli Studi di Salerno dal titolo «La mia storia nella Storia – “L’ultimo dei Magistrati” Ferdinando Imposimato – Presidente Onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione». La registrazione della diretta purtroppo non è più on line ma sicuramente rappresenterebbe un tassello importante per la realizzazione del puzzle della vita di Ferdinando Imposimato.
