Maddaloni, è tempo di Carnevale con gli appuntamenti cittadini dal 10 al 13 febbraio

MADDALONI (Caserta) – La Città di Maddaloni si prepara a vivere il momento carnevalesco con un programma articolato, come avviene da qualche anno, memorie dei tempi “belli d’una volta” in cui carri allegorici, migliaia di persone “in costume”, “travestite” per strada davano sfogo ad ogni sorta di allegria in vista del periodo quaresimale che apriva le porte alla Santa Pasqua.

Carnevale 1976 organizzato dalla Pro Loco di Maddaloni

Il presidente Gaetano Giglio della Pro Loco di Maddaloni ha reso noto, nelle scorse settimane, il programma/cartellone della IV edizione del “Carnevale maddalonese” che si terrà dal giorno 10 al giorno 11 e il giorno 13 febbraio 2018. Non si tratta dell’unica iniziativa locale in verità. Comunque quella della Pro Loco mette insieme l’Associazione Culturale “Pasquale Farina”, l’Associazione “Calatia Libera” e l’Associazione Culturale “Artus”. Il tutto con il patrocinio del Comune di Maddaloni.

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L’altro evento, oramai tanto atteso a Maddaloni è quello de «A mort e Vicenz Carnevale» che quest’anno giunge alla sua quinta edizione. L’organizzazione dello stesso è a cura de “Il Borgo dell’Oliveto”, “Un Fiore per la Vita” e “Il Borgo della Pescara”.

L’appuntamento vede principalmente un gruppo di giovani e meno giovani, negli anni noti come la compagnia teatrale “Ti facciamo ridere”, del quartiere Pignatari magistralmente preparati e diretti da Felice Fusco, si terrà il giorno 1 febbraio 2018 dalle ore 16 e prenderà vita da via Santa Margherita, civico 58, ex palazzo Tammaro e dopo la “veglia funebre” vedrà il corteo che con molta probabilità giungerà dal Quartiere della Pescara a quello dell’Oliveto, fino alla “Cunciaria” dove fino ad ora si teneva la “veglia funebre”.

Questa tradizione è nata soprattutto grazie all’impegno di Felice Fusco che nel tempo è andato alla ricerca delle persone anziane in grado di descrivere e raccontare con dovizia di particolare le tradizioni carnevalesche maddalonesi passate. Infatti «A mort e Vicenz Carnevale» è la rivisitazione del Carnevale d’un tempo a Maddaloni.

Lo stesso Felice Fusco ci racconta che il tutto è realizzato sulla base di un copione derivante dalle testimonianze degli anziani del posto. L’appuntamento vedrà anche la rappresentazione di momenti della vita quotidiana, e dopo la “veglia funebre” si partirà per la “tragicomica processione funebre” per le strade del centro storico afferenti per lo più lo stesso quartiere dei Pignatari fino all’anno scorso, mentre quest’anno di parte dal quartiere della Pescara per giungere a quello dell’Oliveto (Pignatari).

Nel dettaglio presso il luogo scelto per la “Veglia funebre” ci sarà “Vicienzo Carnevale”, figura di personaggio allegorico molto nota nel maddalonese che è qui rappresentato da un fantoccio. Questo, Vicienzo, di norma è collocato al centro di uno spiazzo ed è pianto a squarciagola dalla moglie “Quaresima”, ovvero l’inimitabile Felice Fusco, che con le altre donne del borgo, rigorosamente a lutto, piangono, soffrono l’improvvisa dipartita del marito e conoscente.

Una struggente “chiagnuta” che si trasforma in una tragicomica sceneggiata tipica di quelle dei bassi napoletani in occasione della seconda guerra mondiale allorquando per nascondere le riserve alimentari, illegali/di contrabbando, si improvvisavano “veglie funebri” all’arrivo delle forze dell’ordine.

Come nei veri funerali anche qui dopo la “chiagnuta” inizia il corteo per le strade della città, spesso accompagnata dalla banda musicale che si uniscono sia nel corso del corteo che nelle fermate nelle piazze alla performance della moglie/Fusco del defunto Vicienzo che si lasciava andare alla disperazione intonando i tradizionali canti carnevaleschi.

Di norma nella piazza Matteotti vi è la recita del “rosario” tratto dallo spettacolo “La Gatta Cenerentola” della Nuova Compagnia di Canto Popolare. La processione funebre da qui, secondo lo schema degli anni passati, dovrebbe proseguire fino alla chiesa parrocchiale di San Benedetto Abate dove il “fantoccio” Vicienzo dovrebbe essere dato alle fiamme tra canti, danze e gli applausi del corteo.