L’Aquila, Mons. Petrocchi: ”i giornalisti tessitori instancabili del tessuto sociale”

L’AQUILA – “Il decalogo del buon comunicatore secondo Papa Francesco” apre la consueta cerimonia di San Francesco di Sales a L’Aquila nella accogliente ed austera cornice della Dimora del Baco.

Dieci buone regole per cercare di svolgere al meglio il difficile ruolo di “giornalista” in un momento in cui le tecnologie invadono prepotentemente la nostra vita.

1.Comunicare con tutti e senza esclusione,

2.Creare ponti e favorire l’incontro,

3.Non spezzare mai la relazione e la comunicazione,

4.Attivare un nuovo modo di parlare e dialogare,

5.Orientare le persone verso processi di riconciliazione,

6.Superare la logica che separa nettamente i peccatori dai giusti,

7.Per comunicare bisogna ascoltare,

8.Favorire le relazioni nella rete sociale,

9.Costruire una vera cittadinanza anche in rete,

10.Generare una prossimità che si prende cura

Queste le dieci regole a cui fa riferimento Papa Francesco, pienamente condivise anche dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti  d’Abruzzo, Stefano Pallotta, che ha evidenziato l’importante attenzione rivolta dal Pontefice, un “grande comunicatore”, nei confronti dei giornalisti e dei media.

“E’ importante – ha sottolineato Pallotta – riflettere sulle problematiche della nostra professione e nell’enciclica di Papa Francesco “Laudato sii” ho trovato come in nessun altro Papa grande attenzione nei nostri confronti.”

Mons. Giuseppe Petrocchi, vescovo metropolita dell’Aquila, ha rimarcato l’importane missione affidata ai giornalisti, alla stampa e ai media non solo come anello di congiunzione con la gente, ma anche all’interno di un quadro storico-temporale ostile in cui la comunità aquilana sta vivendo con grande difficoltà.

“Voi siete chiamati ad essere interpreti della vita della gente” afferma Mons. Petrocchi, “ non solo documentate il flusso degli eventi ma siete lettori dei fatti che accadono, siete invitati ad entrare personalmente negli eventi e a darne una vostra lettura comunicando il vostro messaggio.

Voi svolgete una funzione straordinaria, siete tessitori instancabili di un tessuto sociale”

Ovviamente non bisogna dimenticare la libertà di stampa che coniuga verità e responsabilità.

Il vescovo in questi giorni ha avuto modo di visitare diverse comunità abruzzesi e di toccare con mano il grave disagio che queste comunità vivono quotidianamente non solo nei confronti degli eventi traumatici (terremoto e neve) delle ultime ore ma nei confronti di una vera e propria sfida alle avversità che devono unire la gente e non dividere.

Proprio su queste ultime parole arriva la terribile notizia di un elicottero del 118 precipitato su Campo Felice. Il vescovo con immenso dolore ed umanità ha interrotto il momento di convivio per rivolgere una preghiera nei confronti di tutte le persone coinvolte, ricordando quanto Dio ci sia vicino anche nelle sventure. “A noi sembra di non vederlo – ha affermato in conclusione Petrocchi – ma analizzando gli eventi da lontano possiamo notare come lui non ci abbandoni mai, neanche nei momenti più difficili”