CASERTA – Confindustria Caserta promuove una serie di manifestazioni per combattere la piaga dell’usura, fenomeno odioso che mina il sistema sociale e distrugge il tessuto produttivo della comunità civile.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto “Camper per la legalità”, ideato e organizzato per il secondo anno di seguito di concerto con la Camera di commercio e le più importanti associazioni sindacali e datoriali della provincia di Caserta.
In particolare, con il camper che farà tappa nelle principali piazze dei centri casertani, Confindustria Caserta ha promosso la celebrazione di alcuni Consigli comunali aperti al pubblico. E precisamente, il 20 settembre a Villa Literno (in piazza Marconi, ore 10), il 21 settembre a Gricignano d’Aversa (qui, invero, il Consiglio comunale è stato sciolto, sicché è previsto un incontro pubblico in piazza Municipio, alle ore 16) e il 22 settembre a San Prisco (Sala Consiliare, alle ore 18,30).
I dettagli e le finalità dell’iniziativa sono state illustrate nel corso di una conferenza stampa che si è svolta questa mattina, presso la Sala convegni di Confindustria Caserta, dal presidente degli industriali Antonio Della Gatta, dal vice presidente con delega alla Sicurezza e Legalità Luciano Morelli, dal presidente della Camera di commercio Tommaso De Simone e dal prete anticamorra don Luigi Merola, presidente della Fondazione ‘A voce d’e criature, presenti numerosi rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle forze armate e della magistratura.
Alla conferenza stampa, unitamente ai rappresentanti delle istituzioni, del mondo sindacale, delle associazioni datoriali e di categoria, sono intervenuti anche il sindaco del Comune di Villa Literno Nicola Tamburrino, e l’assessore provinciale Gimmi Cangiano.
“Quello della legalità – ha ricordato il presidente Della Gatta – è diventato uno dei temi qualificanti dell’azione di Confindustria Caserta, in questo confortato anche da Confindustria nazionale ed in particolar modo dalla vicinanza della vice presidente Cristiana Coppola, che ci è di grande aiuto e conforto in questo impegno”.
Impegno che si è tradotto, finora – al di là delle testimonianze e della partecipazione a sodalizi specifici, del tipo “MO’ BASTA”, attraverso i quali e unitamente ad altre associazioni datoriali Confindustria Caserta si è costituito parte civile nei processi di camorra che vedono vittime gli imprenditori – anche con la sottoscrizione di un protocollo con il Ministero dell’Interno e la partecipazione al Progetto “Caserta Sicura e Moderna” approvato nell’ambito del Pon (Programma operativo nazionale) “Sicurezza per lo sviluppo”, e prima ancora con l’attivazione di un numero verde per la denuncia di vessazioni da parte di imprenditori associati.
A margine dei lavori ai giornalisti e presenti è stato distribuito una copia del volume “Il cancro sociale: la camorra – Storia di un prete con non ha mollato”, che racconta in prima persona la scelta di vita di don Luigi Merola. Il quale nel suo apprezzato intervento ha ricordato che bisogna andare avanti su questa strada, continuare con queste iniziative, fare rete e, soprattutto, cambiare l’approccio che in genere viene dato al tema della legalità. Insomma, ha detto don Luigi: “Non dobbiamo morire per poter cambiare, ma dobbiamo cambiare per vivere”.
Dietro il fenomeno dell’usura cresce sempre di più la presenza delle mafie. E’ questo uno dei dati più significativi e allarmanti che emerge dagli ultimi rapporti delle associazioni specializzate nel settore.
L’usura e un complesso fenomeno criminale capace di mettere in ginocchio imprese, famiglie, singoli cittadini spesso senza lasciare traccia o compiere azioni eclatanti. Un sistema che da solo, fattura in Italia, circa 20 mld di euro e che tende a diventare sempre più un reato associativo. Somme ingenti, aree geografiche vaste affari consistenti: tutto questa non può essere più gestito dalla classica figura del cosiddetto “strozzino”, il singolo usuraio che esercita prestiti di tale natura, fuori dalle percentuali legali del credito.
Oggi II fenomeno invece e diventato organico a specifiche attività come quelle mafiose, spesso legato all’estorsione e al racket.
Nessuna area del Paese può dirsi immune. Campania, Sicilia e Lazio, risultano Ie regioni maggiormente colpite mentre il centro Italia e il nord, Lombardia in testa, fanno registrare numeri preoccupanti.
In totale ammontano a 600 mila Ie persone vittime dell’usura, a cui vanno aggiunte altre 15mila persone immigrate. Sullo sfondo si staglia inoltre un dato: a monte di questi dati le denunce sono poche. In particolare dal 1996, quando e stata introdotta la legge 108 (legge antiusura), si assiste a un calo sistematico e inarrestabile del numero delle denunce.
Uno dei motivi (ma non I’unico) all’origine di questa dato e da ricercarsi nell’iter giudiziario che le vittime dell’usura si trovano ad affrontare, nella durata del processo, e nelle poche informazioni legate alla possibilità di accedere al Fondo per le vittime di usura (istituito dalla stessa 108). Solo il 10% dei denuncianti può godere di una assistenza in grado di garantirlo durante tutto I’iter investigativo e giudiziario. Un dato che influenza anche I esito finale della denunzia, infatti nella stragrande maggioranza dei casi (il 91%) I’indagine si trascina per quattro, e anche oltre, anni. II 70% di questi provvedimenti vengono archiviati”.
II fenomeno usuraio inoltre ha assunto in un periodo di crisi economia globale, particolari connotazioni, portando a risultati dannosi per tutta l’economia, già fortemente messa alla prova. I dati economici e finanziari dell’ultimo biennio sono sempre più allarmanti: nel 2009 il PIL italiano ha segnato una contrazione del 5%. Nel 2009 la riduzione del reddito disponibile delle famiglie, consumatrici e produttrici, si e riflessa in una diminuzione del risparmio e in una forte contrazione degli investimenti in attività reali. L’indebitamento finanziario complessivo delle famiglie ha superato il 60% del reddito disponibile, con un aumento di quattro punti percentuali rispetto al 2008 (5,4 per cento); una decelerazione che e continuata nei primi mesi del 2010.
Nell’ultimo triennio sono state chiuse 165 mila attività commerciali: e 50 mila tra alberghi e pubblici esercizi. Di queste il 40% ha dovuto chiudere a causa di problemi finanziari legati all’usura. Un altro allarme e dovuto all’infiltrazione della criminalità organizzata in un reato come quello dell’usura che in passato aveva più una connotazione di quartiere. E’ di 6 miliardi di euro I’anno I’introito della cosiddetta usura di mafia con circa 70miia vittime.
