A cura di Michele Schioppa cronistorico maddaloneseÂ
MADDALONI (Caserta) – Il 30 marzo 1987 nasceva al Cielo Domenico Marzaioli. E’ dunque doveroso dedicare un momento a ricordare, a distanza di qualche giorno da uno speciale su questo personaggio emblematico, il capostipide di una dinastia di sportivi: Domenico Marzaioli.
Spesso, infatti, il cognome Marzaioli è stato associato al mondo sportivo ed a grandi successi, ma da chi parte questa esperienza se non da Domenico Marzaioli?
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Foto pagellina realizzata in occasione della morte di Domenico Marzaioli.
Domenico è dunque da considorarsi tranquillamente il simbolo della famiglia Marzaioli[1] distintasi nell’ultimo secolo ed oltre per impegno musicale, dell’arte orologiaia e sportivo[2].
Tra i più noti rappresentanti della famiglia vi è sicuramente il ciclista Alberto Marzaioli[3] di cui è in essere il procedimento di intitolazione di una arteria cittadina, detta “vicolo degli artisti”, che, come passaggio pedonale, mette in comunicazione via Capillo con il Corso I° Ottobre[4], come da ufficializzazione del 27 ottobre 2015[5] anche sulla base di una campagna di raccolta firme[6].
Alberto Marzaioli è dunque considerato il valido rappresentante della Famiglia Marzaioli[7] e per il suo impegno il merito va dato al papà Domenico.
Infatti, l’origine del ceppo di questa grande famiglia ci porta a soffermare l’attenzione proprio su Domenico Marzaioli, ex ciclista prima della seconda guerra mondiale, poi dirigente e organizzatore, presidente del Centro Giovanile di Ciclismo, che è stato il punto di riferimento del ciclismo provinciale e regionale con la sua bottega di cicli (costruzione di telai e riparazioni) prima in via Bixio, 11/13 e successivamente 140 e poi in via Altomari, 6.

Questa foto acquista una importanza storica notevole in quanto è l’unica, per il momento tra quelle trovate, che testimonia la bottega di biciclette in via Nino Bixio, al civico 13. In essa sulla destra troviamo Amedeo Marzaioli e sulla sinistra Vincenzo Marzaioli. I due sono intenti a pulire una bicicletta da corsa, non una qualsiasi ma quella del fratello Alberto. La stessa dovrebbe essere stata scattata tra il 1955 ed il 1956.
Nel mondo dello sport vi sono personaggi che, lavorando in umiltà e in silenzio, senza mai chiedere, hanno scritto la storia di una determinata disciplina per aver svolto un lavoro dirigenziale e sociale di altissimo livello, punto di riferimento per centinaia di giovani, avvicinati, addestrati ed avviati alla vita attraverso la pratica sportiva.
Uno di questi è senza dubbio Domenico Marzaioli che non tanto per le sue imprese sportive ma soprattutto per il grande lavoro dirigenziale ha contribuito a scrivere la storia ciclistica in provincia di Caserta.
Domenico Marzaioli (Maddaloni 22 aprile 1910 – Maddaloni 30 novembre 1987) nasce da Pasquale Marzaioli (Maddaloni 4 marzo 1885 – Caserta 10 febbraio 1956) e da Caterina Mastroianni (Maddaloni 27 dicembre 1886 – Caserta 9 giugno 1974), dalla cui unione sono nati Alberto (29 maggio 1907 – 19 novembre 1969), Domenico (22 aprile1910 – 30 novembre 1987), Angelina (25 agosto 1912 – 23 novembre 1981), Americo (12 marzo 1915 – 27 agosto 1989), Amedeo (30 ottobre 1918 – 4 agosto 1988), Addolorata detta Titina (12 febbraio 1925 – 8 luglio 1998), Salvatore deceduto all’età di 9 anni ed Ersilia (18 gennaio 1929 – 21 agosto 1990).
Domenico Marzaioli è il secondogenito di una famiglia di “orologiai”, attività svolta sia dal papà Pasquale, con la mamma Caterina casalinga, ed ancora dai fratelli Alberto, Americo ed Amedeo. A Maddaloni o comunque nel circondario all’inizio del secolo scorso o comunque sul finire dell’ottocento oltre ad Alberto Marzaioli c’era l’Oreficeria-Argenteria De Simone in via N. Bixio, 24, Orologeria Corbo in via Bixio 59/61 che poi si trasferirà in Piazza Umberto I°.
Foto della seconda edizione del Borgocross di Casertavecchia svoltasi il 4 febbraio 1979, Domenico Marzaioli premia l’atleta Serluca Ciriaco della Pol. Brasci Wood di Ariano Irpino. Tra Domenico Marzaioli ed il premiato si nota Giuseppe Formato di Maddaloni, ex tesserato del Centro Giovanile Ciclismo Maddaloni ceduto al GS Autotrasportatori di Napoli, Â che indossa la maglia di campione campano juniores. In questa occasione Domenico Marzaioli era anche il presidente della società organizzatrice del 2° Borgocross e cioè il Centro Giovanile Ciclismo di Maddaloni.

Foto della seconda edizione del Borgocross di Casertavecchia svoltasi il 4 febbraio 1979, Domenico Marzaioli premia l’atleta Serluca Ciriaco della Pol. Brasci Wood di Ariano Irpino. Tra Domenico Marzaioli ed il premiato si nota Giuseppe Formato di Maddaloni, ex tesserato del Centro Giovanile Ciclismo Maddaloni ceduto al GS Autotrasportatori di Napoli, Â che indossa la maglia di campione campano juniores. In questa occasione Domenico Marzaioli era anche il presidente della società organizzatrice del 2° Borgocross e cioè il Centro Giovanile Ciclismo di Maddaloni.
Il papà Pasquale aprì il negozio laboratorio prima ad Acerra e poi a Caserta, il primogenito Alberto aprì nel 1905 il negozio tuttora esistente gestito dal figlio Mario, il fratello Americo aveva il negozio laboratorio prima a Via Mazzini, poi in Piazza Vanvitelli e infine a Via S. Agostino, poi gestito dal figlio Pasquale sempre a Caserta, il fratello Amedeo aveva il negozio laboratorio in via Mazzini a Caserta.
Attualmente la tradizione orologiaia di famiglia la continua Mario ultimogenito del fratello Alberto titolare del negozio di oreficeria e orologeria in via Bixio, 2 a Maddaloni e fino al 2004 da Pasquale, secondogenito del fratello Americo, titolare del negozio di via S. Giovanni a Caserta successivamente gestito fino al 2011 dalla figlia Aurora.
In particolare va detto che il fratello Alberto era anche un musicista nonché autore di canzoni, infatti suonava il violino in concertini molto in voga all’epoca, cerimonie religiose e sposalizi che si svolgevano nei cortili e fu uno degli organizzatori, assieme al maestro Giuseppe Renga, del 1° festival della canzone maddalonese che si svolse nel 1953 al Santuario di S. Michele sulla collina.
Rispetto dunque agli indirizzi professionali della famiglia la presenza di Domenico era quella cosiddetta di “pecora nera” in quanto manifestò da subito le sue simpatie per il ciclismo anche come attività professionale in quanto lavorava nella bottega di Luigi Santangelo in Piazza della Vittoria non disdegnando anche l’impegno politico nelle file della Democrazia Cristiana[8].
Va detto che la bottega per aggiustare le bici a via Nino Bixio 11/13 la aprirà nell’immediato dopoguerra nel 1946 e qui vi rimarrà fino al 1958 quando il palazzo viene dichiarato pericolante e quindi la bottega si trasferisce al civico 140 della stessa via dove vi rimane fino al 1970 per poi trasferirsi e sarà attiva fino al 1982 al civico 6 di via Altomari.
Va detto che con molta probabilità la passione per il ciclismo a Domenico Marzaioli nacque per l’impegno sportivo che si andava sviluppando in Città, il che diede modo di accogliere la richiesta di Ferraro Giuseppe, Presidente dell’Unione Sportiva Maddalonese, avanzata nel consiglio comunale del 15 luglio 1921, portata all’attenzione dei presenti con lettura dell’assessore avv. Renga Salvatore, circa la richiesta di ottenere una porzione del giardino dell’ex convento dei Cappuccini dove voleva costruire un campo sportivo[9].
Sappiamo, grazie allo studio del compianto Francesco d’Orologio, non solo che in data successiva l’amministrazione comunale ebbe a concedere quanto richiesto per la realizzazione dell’impianto sportivo, poi dotato di una tribuna scoperta e non solo, ma anche che il 10 settembre 1922 lo stesso Comitato dell’“Unione Sportiva Maddalonese” chiese all’amministrazione comunale il riconoscimento di un sussidio per poter effettuare nella data del 1 ottobre 1922 una gara ciclistica denominata “giro ciclistico di Terra di lavoro”, che fu un grandissimo evento.
Va da sé che Marzaioli abbia partecipato, come era modo per i giovanotti del posto in tali occasioni, alla grande iniziativa e quindi ne sia rimasto affascinato[10].
Sappiamo che all’incirca negli anni trenta del novecento, dal 1924 al 1928 circa, vi è il primo concreto approccio con le due ruote con le prime competizioni e lo troviamo quale collaboratore del cav. Salvatore Croce, al tempo presidente del Velo Club Maddalonese, per l’organizzazione di gare in pista sull’allora velodromo di 350 metri in terra battuta inaugurato nel 1924 al campo sportivo “Cappuccini”, oggi stadio cittadino con ingresso da via Francesco Mercorio già via Campo Sportivo[11].
In quegli anni Maddaloni fu al centro del ciclismo regionale campano.
Di quelle gare abbiamo notizie da ricerche effettuate da Angelo Letizia presso varie emeroteche quali l’associazione provinciale della stampa a Caserta, il Museo Campano a Capua.

Questa foto fu scattata in piazza Matteotti, ed evidente il cappellone della chiesa dell’Annunziata alle spalle. La stessa è stata scattata alla fine degli anni ‘20 ( il 1927 o 1928) ed in essa troviamo, da sinistra verso destra: Angelo Bove e Luigi Gallo in bici, al centro in abiti borghesi vi è Domenico Marzaioli.
In particolare si ricorda che il giorno 8 marzo del 1930 viene organizzata al Teatro Alhambra una singolare gara ciclistica su rulli. L’organizzatore è Alfonso La Guardia. In gara i ciclisti locali Angelo Bove, Luigi Gallo e Domenico Marzaioli che sfidano i futuri professionisti napoletani Gennaro Improta, Raffaele Perna e Ciro Liguori. Nel successivo mese di maggio il Cav. Salvatore Croce organizza una riunione in pista al Velodromo Cappuccini.
In gara Alfredo Binda che era stato escluso dal Giro d’Italia perché troppo forte per cui la Gazzetta dello Sport non lo invitò riconoscendogli però un contributo di lire 22.500 pari al compenso del vincitore di classifica del Giro, Girardengo, Toni, i napoletani Trigilio, Temponi, Liguori, Damiano, Angelo Bove di Maddaloni, Campanile, Borrelli, Giuseppe Gallo di Maddaloni, Striano e Domenico Marzaioli.
Il 15 giugno del 1930 ancora una riunione in pista al Campo Cappuccini chiamato all’epoca “campo Giovinezza” organizzata dalla neo S.S. Giovinezza animata dal segretario politico Cerreto e dal giornalista sportivo Mimì Farina. Fra i partecipanti Raffaele Perna reduce da un brillante Giro d’Italia. L’ingresso era a pagamento: primi posti seduti Lire 3,20 – secondi posti Lire 2,20.
Il 29 settembre, in occasione dei festeggiamenti patronali, ancora una riunione in pista organizzata dalla S.S. Giovinezza. Vi partecipa anche il professionista Raffaele Di Paco assieme ai migliori pistard italiani.
Circa la realizzazione delle stesse sappiamo che l’organizzazione era affidata al Cav. Salvatore Croce quale dirigente della S.S. Giovinezza.
Tra i personaggi che vi parteciparono abbiamo anche Alfredo Binda, Costante Girardengo, Raffaele Perna, Gennaro Improta ed altri.
Dopo il 1930 il Cav. Salvatore Croce, titolare di una tabaccheria edicola in via N. Bixio, fonda il Velo Club Maddalonese e organizza gare su strada e in pista fino alla vigilia della 2^ guerra mondiale quando il velodromo al Campo Cappuccini viene smantellato per esigenze belliche. Ad una delle riunioni in pista vi partecipa anche Alfonsina Strada l’unica donna ciclista che parteciperà poi al Giro d’Italia.
In queste gare parteciperanno numerose promesse locali del ciclismo. Elemento di spicco Angelo Bove campione meridionale di mezzofondo e campione regionale velocità su pista. Assieme a lui Gaetano Vinciguerra, Domenico Santonastaso, Raffaele Di Vico, Domenico Marra, Alfonso Di Vico, Antimo Santangelo, Vincenzo Zampella, Anselmo Nappi, Giuseppe Gallo, Domenico Marzaioli, Antonio Apperti, Giovanni Merola, Michele Lombardi, Antonio Pascarella, Giuseppe Grimadi, Angelo Campolattano, Antonio Tagliafierro, Raffaele Di Silvio, Alessandro Pascarella, Antonio Merola, Antonio Stravino, Felice Fusco.Va detto che i mezzi, anche economici, erano limitati e quindi l’attività era discontinua.
La favola che si stava scrivendo per il ciclismo locale si ebbe ad interrompere a causa del secondo conflitto bellico mondiale che provocò, tra l’altro, la distruzione della pista al campo “Cappuccini” trasformando poi il sito, soprattutto in occasione dell’arrivo degli alleati, nel deposito viveri.

Questa foto riprende Domenico Marzaioli nel 1941 durante il periodo in cui da militare era a Tirana in Albania, con il ruolo do telegrafista.
Finita la seconda guerra mondiale[12] bisogna passare alla ricostruzione, al riscatto, e questo decide di fare Domenico Marzaioli in ambito sportivo con il ciclismo per Maddaloni e per i maddalonesi.
Infatti, nel 1946, si riprende l’attività ciclistica e troviamo Domenico Marzaioli come dirigente impegnato in prima fila a valorizzare un interessante gruppo di ciclisti locali quali: Salvatore Iazzetta, Erminio Gentile, Pierino Bove, Luigi Nappo, Luigi Forosso, Pasquale Ercolano, Alfredo Bove, Pasquale Del Giudice, Geppino Vigliotta, Antonio Lombardi e poi Antonio Forosso e Vincenzo Pisanti

Domenico Marzaioli in un ritaglio di giornale alla partenza di gara a Maddaloni nel settembre 1946.
La sua bottega di costruzione telai e riparazione cicli in via Nino Bixio è il punto di riferimento dei tanti appassionati e giovani aspiranti ciclisti per discutere ed organizzare eventi o gare, ed aggiustare le bici.
Certo è che fare ciclismo nel primo dopo guerra significava farlo con duri sacrifici, bisognava raggiungere in bicicletta la località dove si correva, fare la gara e ritornare a Maddaloni sempre in bicicletta. In altre parole se le località erano piuttosto distanti al posto di una di competizioni, per le pedalate, gli atleti maddalonesi ne facevano tre, una quella in gara e due per il viaggio di andata e di ritorno.
Nonostante queste difficoltà Domenico Marzaioli riusciva a trasmettere ai suoi allievi la passione per la due ruote e ad organizzare le trasferte per le varie località della Campania.
Giungiamo al 1953 allorquando nasce la “Polisportiva Libertas” fondata da Giuseppe Caliendo e Francesco Angioni, con Domenico Marzaioli tra i soci fondatori, che si dedica a tre discipline: scherma, ciclismo e basket raggiungendo traguardi clamorosi come la serie A Nazionale di basket. Domenico Marzaioli avvia al ciclismo il secondogenito Alberto che diventerà con il tempo il personaggio più illustre ed emblematico della storia ciclistica non solo di Terra di Lavoro ma di tutta la Campania.
Certo, l’inizio non fu incoraggiante in quanto arrivò sesto per la paura di non perdersi sulle strade intorno al Vesuvio dato che il papà non potevo seguirlo. La sua prima gara dunque fu la gara di Trecase organizzata dalla U.S. Trecasese.
Ma questo primo impatto non turbò i due, particolarmente Domenico al di là della passione del figlio Alberto credeva in lui per le sue potenzialità. Domenico non si scoraggiava, nonostante vi fossero una moglie ed altri otto figli a cui badare e far formare e crescere. Si organizzò acquistando un ciclomotore Itom con il quale raggiungeva i luoghi delle gare assieme al figlio Alberto che si sistemava sul sellino posteriore con la bicicletta sulle spalle.
Naturalmente la sua natura e disponibilità, oltre che professionalità, fecero si che Domenico Marzaioli divenne un “personaggio” in tutto l’ambiente ciclistico regionale in quanto prima della partenza delle gare si rendeva disponibile per tutti, anche per gli avversari del figlio, per dare l’ultima occhiata alle biciclette specie alle ruote.
Va detto che il suo “tesaraggi” non lo dimenticava mai e l’operazione di “centrare le ruote” la faceva da vero maestro. Era, del resto, chiamato affettuosamente “’u masto” per la sua bravura ma anche per la disponibilità prodiga di consigli.
Era abile nel recupero e difatti anche il telaio del figlio Alberto era un “mosaico” fatto di tante saldature per riparare le venature provocate dalle pedalate dello stesso giovane ciclista e dalle strade di allora non proprio adatte per competizioni ciclistiche.
Con quello stesso telaio, che a furia di saldarlo ne diventarono due in uno, Alberto incominciò a dare le prime soddisfazioni, le prime vittorie e quando egli vinceva era una festa per tutti, anche per gli avversari.
Nel 1958 Alberto è già famoso e l’unico a contrastargli il primato della popolarità in Campania era il suo grande rivale Mario Acconcia di Recale (Ce), il quale vedeva in Domenico un padre ed in Alberto un amico e la cosa era ricambiata, al di là delle guerre acerrime delle tifoserie[14].
Intanto Alberto di lì a poco, nel 1958, viene ingaggiato dall’ Internaples di Napoli sotto la guida di un altro “maestro” Vincenzo Milano che lo lanciò in campo nazionale.
Riuscì ad entrare nella schiera dei migliori tanto che la casa di Maddaloni ogni anno veniva presa d’assalto dai dirigenti delle migliori società italiane, tra le quali la SIMA di Jesi, e qui incontravano Domenico Marzaioli.


Lettera scritta da Domenico Marzaioli a Vincenzo Milano, padron della squadra US Internaples, scritta il 29 ottobre 1959, per caldeggiare il tesseramento di due ciclisti casertani, Maiello e Cavuoto, con la sua squadra US Internaples nella quale già correva il figlio Alberto Marzaioli.
Intanto Alberto si faceva stradaÂ
Nel 1960 Alberto disputa la finale a tappe S. Pellegrino, viene notato da Gino Bartali che alla vigilia dell’ultima tappa gli fa firmare il contratto per il passaggio al professionismo con la stessa squadra S. Pellegrino. Alla notizia vi furono scene di entusiasmo a Maddaloni, il più entusiasta di tutti era papà Domenico che aveva raggiunto l’obiettivo[16].
Il saluto di Gino Bartali in ricordo di Domenico Marzaioli.Il saluto di Gino Bartali in ricordo di Domenico Marzaioli.

Contributo alla memoria di Domenico Marzaioli.
Da lì a poco troviamo nuovamente Domenico Marzaioli all’opera, infatti nel mese di marzo del 1961 si reca nella Fondazione “Villaggio dei Ragazzi” da don Salvatore d’Angelo[17] per chiedergli di ospitare l’intera squadra della S. Pellegrino che deve partecipare al Giro della Campania.

In questa foto la squadra della “S. Pellegrino” è ospite nel Villaggio dei Ragazzi, siamo nel mese di marzo del 1961, in vista della partecipazione al Giro di Campania. Nella foto troviamo, da sinistra verso destra: Porteri, Fezzardi, La Cioppa, Della Torre (Direttore Tecnico), don Salvatore, Bartali (Direttore Sportivo), il Rag. De Maria, Fontana, il massaggiatore Chiappa (si intravede alle spalle di Fontana), Venturini, Marzaioli. L’occasione della visita e della lunga amicizia scaturita fu frutto dell’inventiva e della capacità organizzativa di Domenico Marzaioli che qualche giorno prima era andato da don Salvatore d’Angelo a chiedere di ospitare la squadra e questi mando anche il pulman per andarli a prelevare.

Questa foto probabilmente è la più bella e significativa della visita della “S: Pellegrino” a Maddaloni. In essa troviamo, da sinistra verso destra: Domenico Marzaioli, il sig. Barbarisi, il signor Loreto (l’autista del pullman), il rag. De Maria, Porteri, Della Torre (Dir. Tecnico), Fezzardi, Venturini, Bono, Alberto Marzaioli , La Cioppa, Michele Roberti. Mentre piegato sulle gambe c’è Vittorio Chiappa, il massaggiatore. Accosciati, sempre da sinistra verso destra: il sig. Vittoria (‘u ricciulillo), Michele Macaluso, Salvatore D’Agati con il figlio, un accompagnatore della squadra ovvero il meccanico Marco Aurelio. Come si nota da questa foto la “S. Pellegrino” venne prelevata a Roma al termine della gara a tappe Mentone/Roma per essere accompagnata a Maddaloni ospite del Villaggio dei Ragazzi in vista della partecipazione al Giro di Campania.

 Gino Bartali a Maddaloni, il primo in piedi a sinistra è Domenico Marzaioli e davanti il figlio Amedeo.
Una grande gioia, la squadra viene prelevata a Roma con un pullman che don Salvatore gli mette a disposizione.
Gino Bartali, direttore sportivo di quella che doveva essere anche la squadra del suo rivale Fausto Coppi, entra per la prima volta nel “Villaggio dei Ragazzi” che oggi porta il nome del sacerdote fondatore “don Salvatore d’Angelo”.
Qui Bartali diventerà amico di don Salvatore e del suo “Villaggio dei Ragazzi”, oltre a consolidare i rapporti con Domenico Marzaioli e la sua famiglia.

Copertina depliant del 5° Memorial Domenico Marzaioli.

Articolo che riporta la vittoria di D’Amore al 5° Memorial Domenico Marzaioli nel 1994. Nel 1997 in Spagna D’Amore conquisterà il titolo di campione mondiale juniores

Articolo che riporta la vittoria di Figueras al 2° Memorial Domenico Marzaioli. Nel 1995 Figueras vince il titolo mondiale militari a L’Aquila, l’anno successivo a Lugano il titolo mondiale più prestigioso degli Under 23.
Intanto le imprese di Alberto provocano la nascita di altri sodalizi ciclistici a Maddaloni. Nascono il GS Acli, il GS Pedale Maddalonese, il CS Lavoratori Maddalonesi. Punto di riferimento sempre Domenico Marzaioli che avvia al ciclismo anche i figli Vincenzo e Luigi ma anche tanti giovani locali che difenderanno il ciclismo casertano con la conquista di parecchi titoli regionali.

Questa Foto potrebbe addirittura avere un titolo … “quando ci si incontrava in Piazza”. Il momento è particolare in quanto è il 18 aprile 1965, ovvero la Domenica di Pasqua e si è tutti in “piazza” per gli auguri. In questo ricordo sono immortalati, individuando le persone da sinistra verso destra: Rosario Di Vico, Geppino Vigliotta, Luigi Nappo, Giovanni Gentile, Domenico Marzaioli, Alessandro Di Giacomo ed Amedeo Marzaioli.
Nel 1974 la Federazione Ciclistica Italiana apre a Maddaloni il Centro Giovanile di Ciclismo. Domenico Marzaioli aiuta il figlio Amedeo, che raccoglierà la sua eredita dirigenziale, nella gestione della società. Si alterna alla presidenza del sodalizio quando Amedeo spesso ricopre cariche regionali incompatibili.
Il Centro Giovanile Ciclismo di Maddaloni, con Domenico e Amedeo Marzaioli, diventa punto di riferimento dell’attività giovanile a livello provinciale e regionale. Ed infatti, centinaia di ragazzi vengono avvicinati al ciclismo, si organizzano gare in tutto il casertano e beneventano: Caserta, Marcianise, San Clemente di Caserta, San Benedetto di Caserta, Casertavecchia, San Nicola la Strada, Pastorano, Aversa, Falciano del Massico, Castel Morrone, Mondragone, Castelvenere, Riardo, Airola, ed altre località[18].
Domenico Marzaioli è il presidente del Centro Giovanile di Ciclismo quando il 18 febbraio 1980 il sodalizio maddalonese viene insignito del Premio CONI con la seguente significativa motivazione “per aver creato un fiorente vivaio con elementi affermatisi prima ai Giochi della Gioventù e passati poi al settore giovanile federale a testimonianza di un proficuo lavoro tecnico”.

Nella foto Domenico Marzaioli ritira il Premio CONI dalle mani del prof. Del Poggetto nel salone degli stemmi della Camera di Commercio di Caserta, il 18 febbraio del 1980.
Domenico Marzaioli è presidente anche nel 1981 quando il Centro Giovanile Ciclismo organizza a Casertavecchia, in piena emergenza per il terremoto dell’Irpinia del 23 novembre ’80, i Campionati Italiani di Ciclocross, abbinati al Borgocross, che ritornano al Sud dopo ben 35 anni.
Amedeo Marzaioli, intanto, mette in pratica gli insegnamenti di papà Domenico e quando nel 1984 viene eletto presidente provinciale FCI di Caserta instaura subito un contatto continuo con la Gazzetta dello Sport che organizza il Giro d’Italia con il disegno preciso di fare arrivare la “corsa rosa” in parecchie località della provincia: a Maddaloni nell’85 con la cronometro Capua/Maddaloni, l’anno dopo a Baia Domizia e Cellole, nell’88 a S. Maria CV., nel ’92 ad Aversa, nel ’93 a Marcianise, nel ”94 a Caserta, nel ”95 ancora a Maddaloni con la cronometro Telese/Maddaloni, nel ’97 a Mondragone, nel ’98 ancora a Maddaloni con la partenza della Maddaloni/Lago Laceno, nel 2000 di nuovo a Maddaloni, nel 2002 con la Maddaloni/Benevento, nel 2003 con la Maddaloni/Avezzano, nel 2011 con la Maddaloni/Montevergine.




Seconda Edizione del Trofeo Diogene con la storia del Centro Giovanile Ciclismo di Maddaloni.
Il grande ciclismo diventa di casa in provincia di Caserta, ospitando anche tappe della Tirreno/Adriatico. Si crea, cosi, da parte dei giovani, entusiasmo ed interesse intorno al ciclismo. Il tutto sulle orme e con i saggi consigli di Domenico Marzaioli che intanto Nasce al Cielo il 30 novembre del 1987.
Alla sua memoria il Centro Giovanile Ciclismo di Maddaloni ha organizzato il Memorial[19] per allievi, nel cui albo d’oro figurano due corridori che sono poi diventati campioni del mondo: Giuliano Figueras e Crescenzo D’Amore.
Significativo il ricordo di uno dei tanti “suoi allievi”, il Geom. Angelo Letizia cresciuto nel Centro Giovanile di Ciclismo prima come corridore e dirigente della società, poi responsabile campano dei direttori di corsa, attualmente uno dei direttori di corsa più apprezzati a livello nazionale: “maestro non solo di vicende sportive, soddisfazioni in tal senso non gliene ho date molte, ma maestro di comportamenti, maestro di umiltà, maestro in una parola … di vita.
Persino i rimproveri non avevano sapore amaro perché in ognuno di essi era racchiuso un insegnamento.
Pomeriggi interi trascorsi nella sua bottega ad imparare a stare in sella, ma lui, prima di ogni cosa, ci insegnava a stare con i piedi per terra”.
Il Centro Giovanile Ciclismo di Maddaloni è stato affiliato alla FCI fino al 2010 svolgendo prevalentemente attività organizzativa.
Nessuno di questi ragazzi è diventato “campione del ciclismo”, tutti, invece, grazie agli insegnamenti di Domenico Marzaioli, sono diventati “campioni” nella vita di tutti giorni.










Estratto dall’opuscolo realizzato in occasione del Giro d’Italia nel 2000 a Maddaloni con riferimenti ad eventi per la ricostruzione della storia del ciclismo locale ed in memoria di Marzaioli.
Intanto nella vita privata Domenico Marzaioli, sposerà Maria Carapella (Maddaloni 8 settembre 1911 – Napoli 27 dicembre 1980) e dal loro matrimonio nasceranno, in ordine anagrafico: Rosa nata a Napoli il 4 maggio 1935 (adottata), Pasquale nato il 20 ottobre 1936, Alberto nato il 19 settembre 1938, Americo nato il 27 ottobre 1940, Caterina nata il 22 novembre 1942, Amedeo nato il 22 gennaio 1945, Vincenzo nato il 14 dicembre 1946, Luigi nato il 20 ottobre 1946, Angelina nata il 5 marzo 1952.

Il pensiero di Angelo Letizia uno dei ragazzi di Domenico Marzaioli.
 
Il pensiero dell’avv. Gaetano Di Nuzzo di Domenico Marzaioli.
 Partendo da Domenico Marzaioli è doveroso ricordare, nell’ambito dell’impegno familiare nello sport, i tanti sportivi nati in famigia dall’entusiasmo trasmesso da Domenico Marzaioli:
- Il nipote Carlo Ercolano, nato dalla figlia Rosa, e da Pasquale Ercolano, è stato socio fondatore e ciclista del Nucleo Gioventù di Ciclismo di Maddaloni sorto nel 1974;
- Il figlio Pasquale è stato socio fondatore e dirigente del GS Pedale Maddalonese sorto nel 1964. Ed i nipoti nati dal matrimonio dello stesso Pasquale con Maddalena D’Angelo. si sono ulteriormente distinti: Domenico come ciclista già in età giovanile nel Centro Giovanile di Ciclismo di Maddaloni ed ora svolge lo sport di podista, mentre l’altro figlio Andrea è stato calciatore della US Maddalonese;
- In relazione al figlio Americo va detto che la moglie Sarah Miles, con cui si è unito il 28 ottobre 1974 ad Hastings (UK), é da sempre impegnata nel podismo ed ha partecipato e partecipa tuttora a tutte le più importanti maratone del mondo. Uno dei figli nati dal matrimonio di Americo e Sarah, il secondogenito Dominic, nel 2010 effettua un raid ciclistico da Londra a Macldaloni (Santuario di S.Michele) di km. 2136 per onorare la memoria del padre Americo nel 1° anniversario della scomparsa e del nonno Domenico nel centenario della nascita [20];
- Lo sport è presente nella famiglia della figlia Caterina. Infatti, il marito Domenico Milano fu ciclista della US lnternaples di Napoli, la società voluta dal papà Vincenzo che per anni é stato la colonna portante del ciclismo campano. Vincenzo Milano è stato varie volte campione regionale in pista, compagno di squadra di Alberto Marzaioli e poi di Vincenzo Marzaioli. Â Vincenzo Milano era titolare dello storico negozio di Cicli Milano Sport sito in Napoli al Corso Novara 86 [21];
- Il figlio Amedeo Marzaioli è Stella d’oro al Merito del Ciclismo. Lo troviamo in gioventù a giocare al calcio con la squadra del GS Villaggio dei Ragazzi che nel 1962 vince il campionato -di 1^ divisione, ed ancora con la tessera del GS Achille Grandi e giocherà anche nella squadra della Cementir di Maddaioni, il GS Cavemer, nei vari tornei comunali e provinciali. Ed ancora durante i primi anni di servizio postale fa parte della squadra di calcio del Dopolavoro Poste e Telegrafi di Napoli ed inoltre partecipa ai vari tornei aziendali sia in Campania che fuori regione; durante il servizio militare si tessera e gioca nella squadra di calcio della US Tuscania (Wterbo). Va detto comunque che il 2 giugno del 1964 entra ufficialmente nel mondo del ciclismo e sarà socio fondatore e segretario del GS Pedale Maddalonese nel quale si forma come dirigente organizzatore curando in prima persona l’allestimento di squadre ciclistiche e le gare promosse dalla società che raggiunge traguardi importanti a livello regionale. Dal 1974 lo troviamo incaricato federale, nel comitato regionale campano della FCI che lo nomina proprio rappresentante. Dal 1974 al 1986 lo troviamo giudice di gara, e poi incaricato della promozione dell’avvento del Giro d’Italia in Terra di Lavoro. Dal 1985 lo troviamo eletto delegato nazionale per le assemblee ordinarie e straordinarie della FCI, ed ancora vincitore del Premio Antonio Leggieri. Sarà vice presidente e vicario del Comitato Regionale Campano della FCI, e collaborerà con “Il Diario di Caserta”, il “Roma”, “Il Mattino” ed ancora Telecaserta e Canale 10. Nel 2002 il Comitato Provinciale di Caserta del CONI lo nominerà proprio rappresentante nel Cda dell’Agenzia AGISAC. Degna di nota e risultato del merito sportivo è l’assegnazione della medaglia d’argento al merito del Coni il 13 febbraio del 2004 e della stella d’oro al merito del ciclismo consegnatagli a Volla (Napoli) durante l’assemblea regionale elettiva del 20 gennaio [22];
- Il figlio Vincenzo Marzaioli sarà ciclista dal 1962 al 1973 ed a differenza del fratello Alberto ottiene subito risultati importanti vincendo complessivamente 40 gare e conquistando ben 5 titoli regionali, risultando campione campano esordienti su strada nel 1963. Sarà nuovamente campione campani nel 1967, nel 1968 e vincerà la famosa “Coppa Lepori” a Casoria, partecipa come corridore a 2 Giri d’Italia dilettanti e ne farà altri 8 come accompagnatore della squadra della Campania. Sarà meccanico durante le tappe, massaggiatore e consigliere tecnico dopo. Inoltre, è accompagnatore ufficiale della squadra italiana al Giro della Cirenaica in Libia.
- Altro figlio ciclista è stato Luigi Marzaioli che gareggia dal 1964 al 1967, riscuotendo discreti successi e vittorie a Maddaloni, Airola, San Clemente di Caserta, Secondigliano e San Bartolomeo in Galdo nel beneventano. A lui si deve la salvaguardia e la continuità dell’esperienza ciclistico commerciale del papà Domenico. Infatti, per continuare la tradizione di famiglia gestirà il negozio di cicli prima in via Nino Bixio, 32 e poi in Via già Campo Sportivo oggi Francesco Mercorio dove nel tempo affluiranno ciclisti da tutta la provincia per riparazioni specialistiche alle loro bici [23];
- Il terzogenito della figlia Angelina, Domenico Magno, si distinguerà nello sport come calciatore promettente in età giovanile;
- ed, infine, per un semplice fatto didascalico, il ricordo va al figlio Alberto Marzaioli. Di questi va comunque detto che il suo primogenito Domenico è stato ciclista più che promettente con i colori del Centro Giovanile di Ciclismo, il secondogenito Pasquale ha anche esso avuto una breve esperienza ciclistica direttamente come dilettante ed il terzogenito Luigi, è stato prima ciclista del Centro Giovanile di Ciclismo e poi del GS Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni.
Sabato 3 dicembre 2016 sarà presentato a Bellona (Ce) nella sala consiliare del Comune di Bellona il quinto volume della serie “Chi è?” a cura dell’Associazione Dea Sport Onlus, alle ore 17 che dedica diverse pagine a Domenico Marzaioli, tutti sono invitati a participarvi ed a ritirare una copia del volume.
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una contestualizzazione dell’esperienza che lega la famiglia Marzaioli, e più in particolare Alberto, al ciclismo e a Maddaloni, è offerta della testimonianza di Amedeo Marzaioli in Michele Schioppa, Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … il ricordo di Amedeo Marzaioli di Sabato 01 Agosto 2015, in L’Eco di Caserta.
Michele Schioppa, Maddaloni, Alberto ricordo di uno sportivo simbolo delle due ruote e della Famiglia Marzaioli In L’eco di Caserta del 13 febbraio 2015.
[3] Si ricorda la presenza di un interessante video a ricordo di Alberto Marzaioli (vedi fonte e Link Video) in cui si sottolinea anche l’importanza della collaborazione di don Salvatore e del Villaggio dei Ragazzi.
Detta arteria fu realizzata per iniziativa di programmazione del sindaco, poi senatore e Sottosegretario di Stato, dott. Gaetano Pascarella, e fu seguita nella realizzazione dall’assessore ai Lavori Pubblici Michele Vinciguerra. Essa nacque per assolvere la funzione di facilitare il transito tra piazza della Pace (con accesso da via Capillo), usata per la sosta delle auto, ed il Corso I° Ottobre, arteria centrale cittadina, e sede, tra le altre cose, delle Poste Centrali molto frequentate da tutta la comunità cittadina. La sua realizzazione si perde nel periodo giubilare di poco più di quindici anni fa.
Si veda Michele Schioppa, Maddaloni, l’amministrazione dedica una stradina ad Alberto Marzaioli: il gregario di Bartalidi Martedì 27 ottobre 2015, in L’Eco di Caserta.
Si veda Michele Schioppa, Maddaloni, avviata la raccolta di firme per intitolare una strada al ciclista Alberto Marzaioli di Giovedì 16 Luglio 2015, in L’Eco di Caserta.
Giunga da subito il mio ringraziamento ad Amedeo Marzaioli e ad Angelo Letizia per la pazienza nel dedicarmi tempo e loro “sapere” circa la nascita, sviluppo e premialità del ciclismo maddalonese e della famiglia Marzaioli, a cui a latere è in essere uno studio più approfondito per consentire prima a chi scrive e poi agli altri, se avranno la pazienza di leggerlo, uno spaccato della “storia” di Maddaloni. Uno spaccato che sicuramente rappresenta solo un tassello dello sport locale, ma almeno si inizia ad intervenire in tal senso.
Domenico Marzaioli lo troviamo eletto nel primo consiglio comunale post secondo conflitto bellico mondiale. Le elezioni si svolgeranno il 7 aprile del 1946 mentre la convalida arriverà il 20 aprile del 1946. Comporranno con lo stesso il Consiglio Comunale: Pietro Balbi, rag. Vincenzo Lombardi, avv. Luigi Brancaccio, Alberto Cerreto, Alfredo Massimo, Francesco D’Angelo, Salvatore Morbillo, notaio Girolamo De Laurentis, Paolo Palmieri, Alessandro delli Paoli, avv. Aniello Raffone, Alfredo De Sivo, gen. Domenico Renga, Antonio De Vincenzo, Elio Rosati, dr. Felice Di Vico, dr. Salvatore Sagnelli, Salvatore Farina, Francesco Senneca, dr. Eugenio Forgillo, Gabriele Sforza, Francesco Ginolfi, Giuseppe Sollitto, avv. Angelo Grauso, dr. Enrico Tammaro, dr. Michele Iadevaia, Alberto Zaza d’Aulisio, Pietro Padova e dr. Giuseppe Iorio. Lo ritroveremo anche nel civico consesso del giugno 1950. Tra le altre cose lo troviamo nel civico consesso del 2 agosto 1946 incaricato, con i consiglieri avv. Aniello Raffone; dr. Felice Di Vico; gen. Domenico Renga; dr. Giuseppe Iorio; dr. Salvatore Sagnelli e Francesco Ginolfi, di occuparsi delle problematiche riguardanti i reduci di guerra e l’assunzione di oltre venti di questi alle dipendenze dell’amministrazione comunale. Vedasi per approfondimenti: Francesco d’Orologio, Aspetti della vita amministrativa di Maddaloni – Tratti dalle delibere comunali dal 1900 al 1950, Maddaloni 2007, pagg. 39, 41-42, 46-47, 49, 64-65.
Francesco d’Orologio, Aspetti della vita amministrativa di Maddaloni – Tratti dalle delibere comunali dal 1900 al 1950, Maddaloni 2007, pagg. 132-133. Ecco il testo della lettera presentata: “All’Ill.mo Signor Sindaco e Componenti il Consiglio comunale di Maddaloni. Signori, or sono due anni per volontà di pochi giovani, sorse in questa Città un’associazione sportiva, non per semplice diletto e passatempo, come da molti si ritiene, ma per migliorare e sviluppare nei giovani, non solo la forza fisica, ma anche lo spirito d’iniziativa, l’energia e la perseveranza nella aspre lotte, colla incrollabile volontà di vincere. Gli eroi dell’antica Grecia si formavano nei Ginnasi o nelle palestre di Sparta ed Atene. Roma antica favorì con tutti i mezzi l’incremento dello Sport e la Guerra mondiale ha fatto constatare gli immensi vantaggi dello sport, perché la corsa podistica con ostacoli, diventava la corsa attraverso un terreno rotto da buche, camminamenti, reticolati, ecc., il lancio del disco o del giavellotto, si trasformava nel getto della bomba a mano, la lotta si esplicava nel corpo a corpo, fra assalitore ed attaccante, quando entrambi restavano disarmati, la scherma con la baionetta e con coltello, hanno la loro origine nella scherma propriamente detta, basata sull’abilità di colpire il punto dove l’occhio ha scoperto l’assenza di una difesa, quindi misura di tempo, e di spazio, cioè le basi quasi tutti gli sport di gara. La nostra Unione, sorta così povera, senza mezzi ed aiuti finanziari, pure seppe svilupparsi tenendo alto il nome di Maddaloni, prese parte all’ultimo concorso ginnico-nazionale, tenuto l’anno scorso in Venezia, fra 350 squadre fu classificata 29° e la terza fra le squadre meridionali e dire che essa fu l’unica e sola della nostra Provincia. All’ultima gara a Palazzo Reale di Caserta si guadagnò due primi premi, a Santamaria Capua Vetere tre primi premi ed un secondo premio anche nelle feste a Castellammare di Stabia, tanto da essere annoverata oggi fra le migliori squadre del mezzogiorno, essa potrebbe fare dappiù, ma e manca la vita: il campo. Ed è perciò che essa si rivolge a Voi ill.mi signori per avere da voi il mezzo come curare ed esercitare le membra, addestrare la gioventù negli esercizi ginnasi, che rendono l’uomo più forte dico agile, più intrepido, più coraggioso, più sensibile ed anche più intelligente, da fargli acquistare, con la fisica nella propria forza l’energia della mente e l’equilibrio dei nervi, per le lotte quotidiane. Come tante città d’Italia hanno concesso campi sportivi, cosi anche Maddaloni dovrebbe dare alla nostra associazione, temporaneamente, una porzione del giardino dell’ex convento dei Cappuccini. E questa associazione ne farebbe un campo sportivo, rispondendo alle esigenze moderne, a vanto ed onore della nostra città, che Venezia non sapevano neanche dove esistesse. Sicuro che questo nobile Consenso vorrà dare alla città tale sito di educazione, non tenendo conto delle poche centinaia di lire che verrebbe a mancare al bilancio comunale, ma che viceversa la città guadagnerebbe ad usura coll’affluire dei forestieri quando le gare si inizieranno. Con ossequi – Devotissimo. F.to Ferraro Giuseppe Presidente dell’Unione Sportiva Maddalonese”.
L’appellativo Cappuccini nasce dalla presenza fino alla metà della prima decade del secolo scorso dei frati francescani cappuccini nella retrostante chiesa di San Francesco d’Assisi oggi intitolata a Maria SS. Immacolata. Domenico lo troviamo durante il servizio militare anche in Albania nel 1941 con il ruolo di telegrafista.
Il 4 giugno di quello stesso 1958 Alberto Marzaioli vince proprio a Maddaloni davanti ai suoi tifosi la 5^ Coppa Caliendo organizzata dalla Polisportiva Libertas, sodalizio che poi si dedicherà al basket raggiungendo la serie A. La vittoria a Maddaloni di Alberto portò a scene di delirio.
A Maddaloni, oramai, il ciclismo imperava grazie alle imprese di Alberto, la stampa regionale dava ampio risalto alle sue vittorie, tutto il paese lo seguiva sulle gare e gli scontri fisici tra i tifosi di Marzaioli e Acconcia diventarono una costante pericolosa, al punto che la Federazione Ciclistica minacciò di sospendere i due corridori in quanto ogni gara si trasformava in una vera e propria battaglia tra le due fazioni di tifosi.
Ed anche qui ha un ruolo papà Domenico Marzaioli, perché lui di fatto si sentiva papà anche dell’avversario del figlio. Infatti, mentre i tifosi litigavano Alberto e Mario si frequentavano anche dopo la gara e sovente Mario era ospite in casa Marzaioli a Maddaloni. Questo episodio ci aiuta a capire l’impronta che Domenico Marzaioli, dava al figlio, ai suoi atleti ed alla sua famiglia.
Alberto, dal ’53 al ‘ 60 tra i dilettanti, vinse circa 50 gare tra le quali il classico circuito di Tuoro, che allora si svolgeva sulle strade polverose e acciottolato della salita di S. Lucia stracolma di tifosi, il campionato campano su strada nel ’58 e nel ’60, il campionato campano velocità su pista nel ’ 59, la vittoria nel Giro della Sila a tappe, e poi il terzo posto nel Giro della Provincia di Salerno a tappe, il secondo posto nel campionato italiano a Messina nel ’58, componente della squadra azzurra dilettanti per i mondiali di Zandwoort (Olanda), probabile olimpionico per le Olimpiadi di Roma ’60.
In cinque anni di attività professionistica Alberto partecipò a tutte le classiche internazionali su strada e a tappe: Milano/ Sanremo, Parigi/Bruxelles, Parigi/Roubaix, Giro d’Italia (3 volte), Giro del Piemonte, Giro di Svizzera, Giro della Catalogna, Giro di Sardegna, Parigi/Nizza, 4 giorni di Dunkerque, Giro di Lombardia, 3 Valli Varesine.
I più qualificati tecnici nazionali lo definirono l’elemento più valido, tecnicamente e stilisticamente, che il Sud aveva espresso dagli inizi del ‘900. Tra i risultati di spicco 1’8° posto al Giro della Svizzera a tappe del ’62 dove fu considerato il migliore italiano in gara nonostante quel giro fosse stato vinto dal suo compagno di squadra Fezzardi, vari secondi posti in tappe del Giro d’Italia, giro di Sardegna e varie corse in linea.
Il rapporto tra Domenico Marzaioli e don Salvatore d’Angelo va al di là dell’amicizia e dell’impegno politico che li accomunava. Don Salvatore si serviva di Domenico per aggiustare le bici della fondazione del sacerdote, unico mezzo per il trasporto che si poteva permettere, e non ne erano neanche poche. Ma puntualmente il sacerdote non aveva di che pagare l’amico Domenico. E puntualmente mentre Domenico invitava Alberto e qualche altro fratello a pretendere il pagamento dalla consegna delle bici al sacerdote puntualmente questi se ne tornavano senza bici e soldi. Con il tempo don Salvatore sostenendo economicamente la carriera, quando era possibile e secondo le disponibilità economiche, di Alberto restituì con gli interessi le parcelle delle tante bici sistemate negli anni.
Nel 1978 il CONI provinciale assegna al sodalizio maddalonese la realizzazione di un progetto:
organizzare una gara di ciclocross nel borgo medioevale di Casertavecchia, nasce così il Borgocross, uno strepitoso successo, la gara si svolge tuttora, è una classica nazionale del ciclocross, per tre volte il Borgocross ha assegnato i titoli italiani della specialità.
Nella dedicazione del Memorial, apprendiamo dall’opuscolo realizzato in occasione della edizione del 2000: «Per la sua famiglia, per gli amici, per schiere dei “suoi ragazzi” che per la pratica ciclistica avviò alla vita Domenico Marzaioli fu padre, amico e maestro esemplare. Il Centro Giovanile Ciclismo di Maddaloni dedica questa manifestazione alla sua memoria e ne ricorda la sua intera vita rivolta al reclutamento di giovani da avviare al ciclismo. Si meritò la stima e l’ammirazione di tutti per il suo incisivo impegno sportivo-sociale, per questo fu personaggio di riferimento per l’intero ambiente ciclistico non solo locale ma anche provinciale e regionale».
Domenica 16 maggio 2010 si ebbe l’arrivo di Dominic Marzaioli al Santuario maddalonese e lunedì 17 maggio 2010 si ebbe in via Libertà a Maddaloni al Traguardo Volante in memoria del nonno Domenico, che ebbe ad istituire il Centro Giovanile di Ciclismo, in occasione della 9’ tappa del Giro d’ltalia Frosinone/Cava de’ Tirreni. In quella occasione il traguardo viene vinto dal canadese M. Barry (team Sky).
Dal matrimonio di Caterina Marzaioli e Domenico Milano nacquero altri sportivi. Infatti, il primogenito Vincenzo fu ciclista tesserato con Ia US lnternaples e GS Milano Sport, poi meccanico e accompagnatore ufficiale delle rappresentative regionali per gli annuali appuntamenti tricolori e nelle gare a tappe, ora è ciclista praticante nel settore mountain bike e contitolare assieme al fratello Carlo del negozio di Cicli Milano Sport a Napoli Corso Novara. Mentre, il secondogenito Carlo anche lui fu ciclista della US lnternaples e GS Milano Sport, ed ora, come il fratello Vincenzo è ciclista praticante nel settore Mountain Bike.
Di Amedeo Marzaioli alcuni dei figli nati dal matrimonio con Angela Canzio, avvenuto il 9 ottobre 1971; la primogenita Mariangela sarà ciclista in età giovanile del Centro Giovanile di Ciclismo di Maddaloni mentre il secondogenito Alberto sarà ciclista in età giovanile del Centro Giovanile di Ciclismo di Maddaloni e poi del GS Villaggio dei Ragazzi, mentre ora riveste il ruolo di vice presidente del Vespa Club Maddaloni. Ed infine il terzogenito Massimo sarà ciclista in età giovanile del Centro Giovanile di Ciclismo di Maddaloni
Anche nella famiglia di Luigi lo sport sarà di scena, infatti dal matrimonio con Nunzia Cardillo avvenuto il 16 marzo 1974, la primogenita Margherita sarà ciclista in età giovanile del Centro Giovanile di Ciclismo di Maddaloni, mentre la secondogenita Maria, fisioterapista, dirigente accompagnatrice della Coconuda Maddaloni in serie A di basket femminile. Ed infinine, il terzogenito Domenico, quinto Marzaioli Domenico della famiglia anche ad inforcare la bicicletta, è cestista cresciuto nella Artus di Maddaloni poi ha giocato in serie A di basket con la Juve Casertaed ancora in serie A2 con l’Angelico Biella. Attualmente gioca in serie A con l’Enel Brindisi.
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