
CASERTA – Il suo primato, alcuni lo ricordano, è per essere stato il primo a portare una Camera car stabilmente in pista. Lui era là, in quegli anni e tanto basta a renderla gloriosa, la sua storia…perché chiunque avrebbe voluto esserci in quegli anni…tra il 1987 ed il 1989…soprattutto quando corri ben 43 Gran Premi con una Lotus.
Il primo, dunque, ad introdurre la Camera car su una vettura da F1.
Come ogni buon giapponese che si rispetti, sempre pronti a riprendere tutto… ed in Giappone era un eroe, come lo è ancora oggi, uno di quei personaggi che i giapponesi facilmente trasformano in mito, in fumetto, in cartone animato.
Satoru Nakajima, Okazaki, 23 febbraio 1953, non è uno di quei nomi che associ immediatamente,ma è un nome che da qualche parte, in un angolo neanche tanto remoto dei ricordi, si associa ai grandi nomi della F1. Perché effettivamente lui era sempre là, accanto a quei grandi nomi, come Azrton Senna, Michele Alboreto, Nigel Mansell, Nelson Piquet, Alain Prost… e la lista potrebbe continuare.
Dopo una lunga carriera nelle formule minori e cinque titoli piloti di Formula 2 giapponese, nel 1987 , grazie al supporto della Honda, debuttò in Formula 1, diventando compagno di squadra di Ayrton Senna alla Lotus-Honda. Nella stagione di debutto il giapponese, l fianco di Ayrton Senna conquistò alcuni piazzamenti a punti, con un quarto posto come miglior risultato.
Il 1988 lo vide compagno di squadra di Nelson Piquet, sempre alla Lotus-Honda: la stagione fu più avara di risultati della precedente a causa della minore competitività della vettura, come dimostrano anche alcune mancate qualificazioni. La Honda abbandonò la Lotus a fine stagione, ma Nakajima rimane in squadra grazie all’appoggio dei suoi sponsor, tra cui Epson.
Nel terzo ed ultimo anno alla scuderia inglese, disputato con un motore Judd, ad alcune mancate qualificazioni fece riscontro il miglior risultato della carriera di Satoru, ottenuto nell’ultima corsa in Australia. Al termine di una durissima gara sotto l’acqua, il giapponese conquistò il quarto posto ed il giro più veloce della corsa.
La stagione 1990 lo vede correre con la Tyrrell-Ford, in coppia con Jean Alesi.
Il pilota francese è considerato l’astro nascente della Formula 1, comunque Nakajima riesce a conquistare alcuni piazzamenti a punti, di particolare evidenza il sesto posto di fronte al pubblico di casa nel Gran Premio del Giappone.
Sul finire di quella stagione, la Tyrrell firmò un accordo con la Honda per la fornitura dei V10 aspirati ex-McLaren a partire dal 1991, e Nakajima si accasò così alla squadra del “boscaiolo” già a partire dal 1990, quando i motori erano ancora Ford Cosworth
Nel 1991,dunque, rimane alla Tyrrell, al fianco di Stefano Modena, nuovamente con motori Honda.
La vettura è comunque meno competitiva di quanto atteso, ed a parte la prima gara, non conquista altri piazzamenti a punti.In occasione del Gran Premio di Germania annuncia l’intenzione di ritirarsi alla fine della stagione 1991. Un ritiro dalla F1, ma non dal mondo delle corse.
Perché al suo rientro in patria, Nakajima si è impegnato nel preparare piloti e partecipare a gare di Formula 3000, Formula Nippon o Super GT con la sua Nakajima Racing, una scuderia che gli ha dato grandi soddisfayioni, visto che i suoi piloti hanno vinto la Formula Nippon tre volte. Ma la sua passione non è andata solo ai piloti, ma anche ai suoi figli, visto che il maggiore Kazuki, ha corso prima nella Formula 3 europea e poi in Formula 1 con la scuderia Williams, mentre il secondo, Daisuke, si sta facendo le ossa su campionati minori.
