CASERTA – DONNE E MOTORI…NON SOLO…GIOIE E DOLORI…MA ANCHE VITTORIE…ED ALLORI!!!
Nel mondo dei motori, se parliamo del settore sportivo e quindi delle competizioni, le donne al volante non sono, si sa, molte.
Più che una mancanza di capacità o abilità, come al solito, questa poca presenza è dovuta, probabilmente, al pregiudizio che mantiene comunque, ancora, una forte presa sul mondo dei motori.
Quelle poche donne ce si sono viste sfrecciare sull’asfalto dei circuiti internazionali hanno mostrato, infatti, le stesse tendenze aggressive e battagliere necessarie per diventare delle vincitrici.
Qualcuna, però, un posto nel mondo delle corse professionali è riuscita a conquistarselo e di 5 donne entrate nell’albo d’oro dal primo Gran Premio svoltosi nel 1950 (in Gran Bretagna) e quindi entrate a pieno titolo nella storia della formula 1, tre sono Italiane. Di queste soltanto due sono riuscite a qualificarsi e a partecipare almeno ad una gara: Maria Teresa de Filippis e Lella Lombardi.
MARIA TERESA DE FILIPPIS:
Napoletana, nata nel 1926, Maria Teresa de Filippis partecipò come prima donna della Formula 1 al Gran Premio del Belgio nel 1958 a bordo di una Maserati 250 F.
Questa fu la sua migliore prestazione, si qualificò al 10 posto dopo essere stata doppiata due volte dal vincitore Tony Brooks su una Vanwall.
Nello stesso anno corse altri tre Gran Premi: Monaco, Portogallo e Italia. La sua carriera, purtroppo, si interruppe bruscamente e drammaticamente l’anno successivo, nel 1955 a seguito della morte del pilota Jean Brera suo amico e titolare della scuderia Behra-Porscheper la quale la de Filippis correva quell’anno.
Le circostanze dell’incidente all’amico furono alquanto tristi, visto che Brera sostituì Maria Teresa nel Gran premio di Germania all’ultimo momento e si schiantò con la vettura sulla quale avrebbe dovuto correre lei.
LELLA LOMBARDI:
Piemontese di Frugarolo (provincia di Alessandria), Lella Lombardi nacque nel 1941 e fu, dopo la de Filippis, la seconda donna a correre il campionato di automobilismo più importante al mondo.
La Lombardi è la donna dei record: fu la prima a qualificarsi in zona punti e fu la donna che disputò più Gran Premi, ben 12.
Il carattere grintoso e vincente le venne fuori sin da bambina: a soli 13 anni guidò per la prima volta un’auto. Era figlia di un macellaio produttore di salumi e, a 18 anni, come il padre, guidava il furgone trasportando carne, chissà a tutta velocità…
Nel 1974, a 33 anni, prova a qualificarsi, senza però riuscirci e a bordo di una Brabham BT42, al Gran Premio di Gran Bretagna. CI riesce però la stagione seguente, durante la quale parteciperà a dodici Gran Premi a bordo di una una March Ford Cosworth.
Il Gran Premio del record fu quello di Barcellona, sempre nel 1975. La gara, l’ultima disputatasi nella città catalana, era quella del circuito di Montjuic. In quella occasione i piloti furono indecisi fino all’ultimo momento se correre o meno, viste le terribili condizioni di sicurezza del circuito.
Effettivamente la protesta era più che giustificata, a 25 giri dalla partenza la gara si concluse in tragedia: l’alettone della Hill di Rolf Stommelen si staccò dalla vettura che volò letteralmente sul pubblico causando 5 morti e numerosi feriti.
Per la prima volta nella storia della Formula 1 venne sospeso un gran Premio e la direzione di gara congelò le posizioni assegnando metà punti ai partecipanti nelle prime posizioni.
La Lombardi al momento dell’incidente si trovava al sesto posto, portò a casa mezzo punto e rimase, fino ad oggi, l’unica donna della storia ad entrare in zona punti in una gara di Formula 1
Le altre tre donne che “tentarono” l’assalto alla Formula uno, senza però riuscire a passare il turno di qualificazione, furono: la britannica Divina Galicia (nel 1976 e nel 1978), la sudafricana Desiré Wilson (nel 1980 con la Williams) e un’altra italiana, Giovanna Amati che nel 1992 fu l’ultima donna a partecipare a un gran Premio.
DIVINA GALICIA:
Al GP di Gran Bretagna del 1976 esordiva Divina Galica. La 31enne dii Watford, olimpionica della squadra britannica aveva già preso parte a tre edizioni dei Giochi invernali prima di approdare nel mondo delle corse, partendo dai kart, fino alla Formula 2 e alla Formula 1. Sul circuito di Brands Hatch al volante di una Surtees-Cosworth non riuscì a qualificarsi, così come in Argentina e in Brasile nel 1978 su una Hesketh-Cosworth. In seguito corse nei campionati Thundersports S2000 e nel Truck Racing. Titornerà a rappresentare la squadra britannica ai giochi olimpici di Albertville 1992.
DESIRE’ WILSON:
Corse la prima gara di Formula 1, anche se non valida per il mondiale, nel 1979, la Race of Champions, in cui giunse nona con una Tyrrell della Melchester Racing. In stagione corre in Formula Aurora cogliendo buoni piazzamenti (quattro volte terza), e il settimo posto finale.
Nel 1980 corre con vetture sport. Terza alla prima corsa, si aggiudica due prestigiose gare: la 6 Ore di Monza, e la 6 Ore di Silverstone. Arriva settima alla 24 Ore di Le Mans. Viene ingaggiata nello stesso anno per correre il gran premio di Gran Bretagna con una Williams-Ford Cosworth della Brands Hatch Racing, senza qualificarsi. In quella annata si aggiudica la corsa di Brands Hatch del 7 aprile, della Formula Aurora, diventando così la prima donna a imporsi in una gara con vetture Formula 1.
Conquista in stagione anche un secondo e un terzo posto, e il sesto posto finale in classifica.
L’anno seguente prende parte al gran premio del Sud Africa con una Tyrrell ufficiale, ma la gara non è giudicata valida per il mondiale. Fino al 1984, partecipa a qualche gara per vetture sport, sfiorando il podio per due volte alla 1000 km di Brands Hatch nel 1982 e nel 1984. Conquista un settimo posto alla 24 Ore di Le Mans nel 1983.
Dal 1983, per due stagioni, la Wilson corre nel campionato CART. Nel primo anno arriva a punti una volta, decima a Cleveland. Dopo un anno sabbatico ritorna alle corse di vetture sport nel 1986, proseguendo fino al 1991.
GIOVANNA AMATI:
Giovanna debutta nel mondo del motorsport all’inizio degli anni Ottanta: nel 1981 corre in Formula Abarth mentre nel 1985 passa al campionato italiano di F3. Nel 1987 si cimenta in F3000.
Nel 1989 Giovanna Amati prende parte – senza successo – al campionato giapponese di F3000 e l’anno seguente torna ad affrontare la serie internazionale ottenendo come miglior risultato in questa categoria un 7° posto a Le Mans nel 1991. Alla fine della stagione ha l’opportunità di testare una Benetton diF1.
Giovanna debutta ufficialmente in F1 nel 1992 quando viene ingaggiata dalla Brabham. Partecipa ai primi tre GP della stagione, prima di essere sostituita da un certo Damon Hill, ma non riesce mai a qualificarsi terminando sempre in 30° posizione e rimediando distacchi abissali dal compagno di scuderia, il belga Eric Van De Poele (quasi quattro secondi in Sudafrica, quasi tre in Messico e addirittura quasi sei in Brasile).
Si aggiudica il titolo europeo femminile nella Porsche SuperCup e tra il 1994 e il 1996 prende parte al Ferrari Challenge.
Dopo un anno sabbatico ritorna alle corse nel 1998: gareggia nel monomarca del Cavallino, nell’International Sports Racing Series e partecipa alla 12 Ore di Sebring al volante di unaBMW M3.
Il risultato più rilevante nella carriera di Giovanna Amati arriva nella stagione 1999 dellaSports Racing World Cup quando grazie a due successi di categoria al Nürburgring e aMagny-Cours al volante di una Tampolli motorizzata Alfa Romeo ottiene il terzo posto assoluto nel campionato SR2.
