CASERTA – Era il 1963…JIM CLARK….VINCEVA PRIMO TITOLO MONDIALE…1965 500 MIGLIA INDIANAPOLIS
1963. La Lotus conquista l’ambita vetta del mondo.
Jim Clark vince il Mondiale grazie a sette vittorie (su 10 gare in calendario).
Lo scozzese, dopo la gara di apertura a Monaco andata all’iridato in carica Graham Hill, domina in quattro occasioni consecutive: Spa, Zandvoort, Reims, Silverstone
Prima della fine dell’anno conquisterà anche il GP d’Italia (Monza), il GP del Messico (Magdalena Mixchuca) e quello del Sudafrica (assegnato quell’anno al circuito di Port George). Nel British Touring Car Championship conquista il titolo Jack Sears con la Ford Cortina-Lotus.
Arriva il 1964. Sembra che nulla possa fermare la Lotus e Jim Clark. Ma in Inghilterra han fatto i conti senza tenere presente che alla Ferrari è arrivato John Surtees, non a caso soprannominato il figlio del vento . Già più volte campione mondiale di motociclismo, porta la Ferrari al titolo sbaragliando tutta la concorrenza con due sole vittorie (Nurburgring e Monza) ma una costanza di piazzamenti incredibile. Clark conclude il campionato al terzo posto (con tre vittorie: Olanda, Belgio, Gran Bretagna), consolandosi con il titolo nel Turismo Inglese. Dopo l’inverno, nel 1965 Clark parte per il campionato più carico che mai. Sei le vittorie con la Lotus 33, naturale evoluzione della 25. Alcune conquiste sono incredibili: in Sudafrica (East London) vince indossando un busto protettivo, dopo una brutta caduta sul ghiaccio. Un fatto curioso fa nascere un piccolo caso: la bandiera a scacchi viene esposta un giro prima della fine naturale del GP.
Ma Jimmy è scozzese: prudente, ligio al dovere ed ex curatore delle greggi del padre. Sa quindi contare e per sicurezza fa compiere alla sua Lotus anche il giro sfuggito ai cronometristi ufficiali. “Non si sa mai”, dichiarerà seccatissimo per l’accaduto all’inviato del Johannesburgh Times appena portata l’auto in parco chiuso. Gran Premio di Gran Bretagna (Silverstone): vince nonostante un’avaria al motore lo affligga per gli ultimi 30 giri (sugli 80 previsti). Jimmy vince anche in Belgio (Spa), Francia (Clermont-Ferrand), Olanda (Zandvoort), Germania (Nurburgring). Due i gravi incidenti che toccano la stagione Lotus: al GP di Monaco l’auto di Paul Hawikins finisce nelle acque del porto. In Belgio la macchina di Richard Attwood centra un palo della luce e si incendia. Nessun danno, fortunatamente, per i piloti. A Montecarlo, Clark è assente. Idem dicasi per lo staff principale della squadra. Tutti sono impegnati nella 500 Miglia di Indianapolis, che Clark vincerà con la Lotus, a motore Ford, regalando alla casa di Dearborn la sua prima vittoria nel catino dell’Indiana. Walter Hayes, per anni public relations man della Ford inglese dichiarò: “Quando Clark vinse la Indy 500, ad ogni giro in testa aveva 150 dollari di premio. Jim fu al comando per 190 giri su 200.
Quella tattica lo affascinava. Lui stesso mi disse: che bello, era come giocare con un registratore di cassa. Io facevo un giro e lui click, cilick, 150 dollari, poi altri 150 dollari… Eh….: Jimmy veniva pur sempre dalla Scozia ed aveva patito la fame per anni nelle sue verdi campagne”. A fine stagione, unanimemente, le riviste motoristiche di tutto il mondo gli dedicano la copertina annuale. Se le merita: ha vinto la 500 Miglia e il Mondiale di F1 nella stessa annata.
