CASAMARCIANO (Napoli) – Era il 1986, i Duran Duran e gli Spandau Ballet si contendevano i cuori di migliaia di teen ager, Caro, Alt e Cindy Crawford erano l’icona della bellezza femminile. In Radio i dj facevano girare le coinvolgenti note di Papa Dont Preach di Madonna, Eros Ramazzotti cantava Adesso Tu, Gianna Nannini Bello e Impossibile, mentre Tracy Spencer faceva ballare l’intera penisola sulle note di Run to me. Venti di guerra minacciosi tra Usa e Libia mettevano a dura prova la serenità del Mediterraneo. L’ Italia dichiara l’embargo al Paese guidato da Gheddafi. Qualche mese più tardi un razzo è sparato verso Lampedusa. In Russia esplode la centrale nucleare di Cernobyl. E’ allarme tossico in Europa. Spagna e Portogallo entrano nell’ UE, Berlusconi diventa presidente del Milan. La Juve di Trapattoni si cuce sul petto il suo ennesimo scudetto, lo Steaua di Bucarest del mitico Ducadam batte il Barcellona ed alza al cielo la coppa Campioni. Qualche mese più tardi, Maradona, praticamente da solo, incanta il mondo con le sue giocate, guida l’ Argentina al suo secondo titolo mondiale e si consacra il più grande di sempre.
Pillole del passato, ricordi indelebili, Da allora sono passati ventinove anni. Una eternità per questo mondo che corre a velocità stellare. Per quanto si possa correre , per quanto si possa subire la frenesia del progresso, le emozioni, però, resistono.
Ebbene, in quel 1986, una piccola, ma indomita squadra di provincia, l’Us San Clemente, rappresentante di un laborioso centro abitato alle porte di Nola, Casamarciano, festeggiava la promozione in Prima categoria. Con le dovute proporzioni, anche quello era un risultato davvero storico. Da quel giorno tanta acqua è passata sotto i ponti, tante partite sono state giocate. Vittorie, sconfitte, pareggi. Arriva Giovanni Cavaccini. La sua sconfinata passione per la squadra sarà la benzina inesauribile per i dirigenti che lo affiancano. L’Us San Clemente è divenuto l’Asd Casamarciano. Intatta la voglia di lottare, di risalire. La promozione sfiorata in diverse occasioni, la paura di non farcela. Si arriva alla stagione 2014/15. Il presidente Aniello De Stefano affida la guida tecnica a mister Litto. Una vita in panchina, una enciclopedia di aneddoti legati alla pedata. In campo un leader assoluto che risponde al nome di Felice Foglia; con lui, pronti a difendere i colori granata altri ventitre indomiti tori. Dal bomber Aniello Tortora, alla bandiera Marco Buono, al folletto della fascia sinistra, Carlo Barone, al regista Sebastiano Serafino, alla saracinesca Giuseppe de Sarno, sino a loro, i tifosi, insostituibile dodicesimo uomo in campo. Nessuno escluso, tutti protagonisti, nessuna primadonna. Una orchestra perfetta dove tutti hanno svolto in pieno il proprio dovere, nessun tenore, tutti perfettamente inseriti nel coro. Tante voci, un’unica splendida melodia. Un campionato giocato a mille all’ora, subito in testa, le insidie dei rivali, il sorpasso dell’Hispanika, lo sbandamento di aprile, poi la remontada sino all’apoteosi finale con il pokerisismo rifilato allo Sperone. Tutti in piedi per il Casamarcaino, Ventiquattro indomiti tori che neppure la maestria del mitico Manolete sarebbe riuscito a domare. Ed ora che festa sia!.
Ecco la rosa completa: Portieri: Giuseppe De Sarno, Amedeo Tortora. Difensori: Marco Buono, Gennaro De Stefano, Silvestro Esposito, Alessandro Miele, Valerio Tortora, Nicola Tortora, Pietro Tortora, Tonino Tulimiero,. Centrocampisti: Sebastiano Serafino, Michele Bussone, Vincenzo Cavaccini, Francesco D’Angiò, Vincenzo Nappi, Aniello Esposito, Luigi Caruso, Carlo Barone, Giovanni Napolitano. Attaccanti: Felice Foglia, Aniello Tortora, Antonio Esposito, Ettore Casalino, Antonio Manzi. All.
