Invictus Games, Paglia: onorati di rappresentare il Paese. Lotteremo sino alla fine

CASERTA – “ Abbiamo l’opportunità di rappresentare il nostro Paese in modo diverso. Stavolta indossando una tuta al posto della divisa, ma l’impegno e la dedizione saranno certamente gli stessi”

Pensieri e parole del Tenente Colonnello Gianfranco Paglia. Medaglia d’Oro al Valor Militare, ferito nel 1993 a Mogadiscio al check point Pasta. Il casertano sarà il capo squadra della delegazione italiane impegnata negli incipienti Invictus Game, i giochi paralimpici per i soldati feriti durante i conflitti in programma a Londra dal 10 al 14 settembre prossimi.

 

Invictus Games, i giochi degli invincibili, di coloro che non si sono piegati al destino. Migliore tributo lo sport non poteva donare ai tanti eroi che con coraggio hanno affrontato i rischi dei conflitti bellici mettendo a rischio la propria vita in nome della pace.

Voluti fortemente dal Principe Harry che li ha organizzati con la Royal Foundation, il Duca e la Duchessa di Cambridge, il Ministero della Difesa britannico i giochi si terranno a Londra dal 10 al 14 settembre. Il secondogenito di Carlo ha voluto questo appuntamento dopo aver assistito negli Stati Uniti proprio ai giochi paralimpici dedicati ai militari americani rimasti feriti nei vari teatri di guerra in cui l’esercito statunitense era impegnato. Quattrocento i concorrenti provenienti da 14 nazioni che, presso il Queen Elisabeth Olympic Park e il Lee Valley Athletics Centre, si cimenteranno con l’atletica, il basket in carrozzina, il ciclismo, il sollevamento pesi, il canottaggio coperto, il tiro con l’arco, il nuoto, la pallavolo da seduti e il rugby in carrozzina.

Le squadre verranno da forze armate di nazioni che hanno prestato servizio fianco a fianco. Parteciperanno soldati provenienti dall’Afghanistan, Australia, Canada, Danimarca, Estonia, Francia, Georgia, Germania, Iraq, Italia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, USA, UK.

La delegazione italiana, oltre al Tenente Colonnello Paglia è composta dal: tenente colonnello Alessandro Albamonte, tenente colonnello Roberto Punzo, maggiore Pasquale Barriera, tenente colonnello Fabio Tomasulo, maresciallo Bonaventura Bove, maresciallo Giovanni Dati, caporale maggiore capo scelto Moreno Marchetti, caporale maggiore scelto Monica Contrafatto, caporale maggiore scelto Andrea Tomasello, 1° caporale maggiore Domenico Russo, appuntato Loreto Di Loreto.

 

Con che spirito si è preparato per questo importante evento?

 

Allenandomi tantissimo. Combatteremo sino alla fine. Purtroppo siamo partiti in ritardo, ma grazie al supporto del Comitato Paralimpico presieduto da Pancalli abbiamo fatto importanti passi in avanti. La collaborazione tra il Cip e il Ministero della Difesa serve proprio per facilitare l’attività sportiva a tutti i militari rimasti feriti nell’esercizio del proprio dovere. Del resto l’Italia è l’unico Paese che consente ai militari feriti di restare in servizi. Che si vinca o si perda  daremo sempre il massimo. Come da soldati, anche da atleti non verrà mai meno il nostro impegno

 

Crede che questi “giochi” siano una giusta cassa di risonanza per riaccendere nobili e puri riflettori su chi nell’esercizio del proprio dovere ha subito gravi menomazioni e che, divenuti lontani i tristi fatti bellici che li hanno visti coinvolti, rischia a volte  un ingiusto dimenticatoio mediatico?

 

Assolutamente. In altri paesi come gli Usa gli sport paralimpici hanno molta visibilità, qui da noi si fa  ancora un po’ di fatica. Ben venga allora questa competizione e la relativa visibilità. Noi vogliamo dimostrare che la disabilità non è un problema da evitare, ma è solo la conseguenza di una malattia o di ferite. Se la società ti aiuta, ti da i giusti mezzi, la vita può e deve continuare sugli stessi binari. Io ho avuto la fortuna, nonostante mi muovessi sulla sedia a rotelle, di andare in zone di guerra come la Bosnia piuttosto che l’Iraq. Ebbene, la medesima possibilità di vivere una vita “normale” è giusto che venga data a tutti

 

Lei è il capitano della spedizione azzurra. Una responsabilità in più per fare bene?

 

Certo. Ho partecipato a  diverse cerimonie e ricevuto diverse onorificenze, ma confesso che aver avuto dalle mani del Presidente Napolitano il tricolore è stato un momento di grande emozione

 

In quali gare sarà presente?

 

Nuoto, sollevamento pesi, rugby in carrozzina e rowing, canottaggio al coperto

 

Quante medaglie pensate di portare a casa?

 

Non sarà semplice. Come dicevo siamo partiti un po’ in ritardo. L’importante per adesso è esserci e lottare sino alla fine. Questi giochi sono un punto di partenza. A novembre ci saranno i campionati italiani di sollevamento pesi ed il prossimo anno i mondiali di nuoto. Lavoriamo per essere presenti ad entrambi gli appuntamenti

 

Facciamo un parallelismo: il peso morale della sua medaglia d’oro con quelle che eventualmente riuscirà a portare a casa

Una medaglia d’oro ottenuta nello sport è un target che ti dai. Ti alleni, studi e ti sacrifichi per ottenerla. Quella al valor militare è un qualcosa che ti capita nell’esercizio delle tue funzioni. Io ho sempre fatto il mio dovere e l’ho fatto non per avere onorificenze, ma perché credo nella missione sposata. Poi, se qualcuno decide che il tuo operato merita una onorificenza, ciò mi lusinga ed emoziona ed è qualcosa di cui andar fieri. Due cose però legano queste due medaglie. Non devono assolutamente essere viste come un punto di arrivo, ed entrambe le ottieni solo se riesci a fare sempre il tuo dovere sino in fondo

In bocca al lupo Colonnello, in bocca al lupo eroi. Si, eroi che hanno messo le loro vite al servizio della patria per niente scalfiti dalle gravi lesioni subite. Si sono piegati un attimo, ma si sono subito rialzati. A ppunto, Invincibili