Caserta, alla Coppa Europa di scherma le azzurre perdono in finale

CASERTA – Giornata ricca ed emozionante per la scherma, quella di sabato 22 marzo. Al palazzetto di viale Medaglie d’Oro di Caserta, si è tenuta, infatti, la settima edizione della Coppa Europa di spada femminile a squadre.

La manifestazione

La manifestazione, che chiude le due intense settimane di “Donna & Sport”, promosse dal Coni e dal Rotary Club, è stata aperta dalla Brigata Bersaglieri Garibaldi. La gara ha avuto inizio alle ore 10 e sulle pedane si sono schierate le squadre del Fencing Club Russia e del Russia FKRF; dell’ AS Bondy Escrime e del Club Escrime Levallois, entrambe francesi; il Valladolid, dalla Spagna; l’Eesti Vehklemisliit dall’Estonia; il Wingerworth Fencing Club dalla Gran Bretagna ; e per l’Italia il Gruppo Sportivo dell’Esercito e il Team Campania Fencing.

I vincitori

Ad aggiudicarsi la Coppa Europa è stato il Team Fencing Club Russia che ha vinto contro la formazione azzurra per 45-38, al termine di 15 tempi, faticosi e combattuti fino alla fine.

Il gruppo Sportivo dell’Esercito, guidato da Sandro Cuomo e composto da Francesca Boscarelli, Brenda Briasco e Camilla Batini, non è riuscito a sconfiggere le titolate avversarie Tatiana Andryushina, Lulbov Shutova, Olga Kochneva e Tatiana Gudkova, di recente vincitrice dell’oro ai campionati del mondo under 20, tenutisi a Porec nel 2013.

Al terzo posto, invece, si è classificata l’AS Bondy Escrime che ha battuto per 45-36 il team Russia FKRF. Il team Campania Fencing, allenato dal coach Willy Loyola, si è fermato, purtroppo, alla prima eliminazione diretta, perdendo 38-45 contro la Gran Bretagna.

I commenti

“È più impegnativo lavorare in una squadra. Non possiamo pensare a noi stesse o al singolo assalto. Siamo un “noi” che ragiona e agisce come se fossimo una sola persona”, ha dichiarato l’atleta Ida Finizio del Club Nedo Nadi di Salerno.

“Purtroppo la nostra è una squadra giovane. Veniamo da società diverse e abbiamo ancora molto da imparare come team. Ma siamo contente di questo cammino che abbiamo iniziato insieme”, ha continuato la più giovane delle atlete in gara, Lucia di Sarno del Club scherma Loyola (le compagne di squadra sono Francesca Cuomo del Circolo Posillipo e Roberta Nesti del Club Schermistico Partenopeo).

Il dott. Giustino de Sire, presidente della Società schermistica “P. Giannone” di Caserta, che ha organizzato l’iniziativa e reduce, quest’anno, della Stella d’Argento al Merito Sportivo, si è dichiarato soddisfatto dell’evento e dei risultati ottenuti: “siamo orgogliosi di come sia andata la manifestazione. È un treno che abbiamo preso al volo, quello della Coppa Europa, dopo un anno splendido in cui abbiamo raggiunto tanti obiettivi. Speriamo che l’evento possa restare a Caserta”.

Le interviste

Tra un assalto e l’altro ho sentito l’esigenza, in qualità di sportiva e schermitrice, di conoscere chi si nascondesse sotto le maschere.

Parlando con le atlete ho scoperto che tutte, al di fuori delle pedane, hanno una vita piena, fatta di studio, lavoro, famiglia.

“Ci alleniamo tutti i giorni per 2 o 3 ore. Ma ognuna di noi ha un lavoro fuori, e numerosi impegni. Siamo atlete ma siamo anche donne come tante altre”, ha dichiarato la francese Sarah Daninthe, del Club Escrime Levallois, vincitrice dell’oro nella spada a squadre a Lipsia nel 2005 e a Pechino nel 2008, e bronzo nella spada a squadre a Sheffield nel 2011.

“Ho iniziato a tirare di scherma dieci anni fa. Ora sto prendendo la mia seconda laurea per diventare insegnante di inglese, ma non ho mai abbandonato la mia più grande passione”, ha detto l’atleta russa Yana Zvereva.

Alcune studiano lingue, altre diritto. Alcune sono medici o costruttori, altre maestre di scherma. Tutte sono grandi atlete che hanno portato nella vita di tutti i giorni la disciplina e la grinta che hanno appreso e che, continuamente, mettono in pratica sulle pedane.

Mentre le osservavo tirare ho pensato che non c’è cosa più bella di vedere come, nello sport, non importi da quale Paese si provenga, o di che colore sia la propria pelle. Si è tutti uguali. Non esistono nemici ma solo avversari con i quali confrontarsi e mettersi alla prova.

La vita andrebbe affrontata sempre così: come in una squadra, rispettando chi si ha di fronte e lavorando per superare i propri limiti.