CASERTA – ” Porto la squadra a Casal di Principe”. Ecco qui, puntuale arrivare la minaccia di Verazzo patron della Casertana. Qualcuno l’ha presa come una provocazione, ma nei pensieri del massimo dirigente rossoblù questa intenzione era ed è ben forte.
Come noto, dopo l’incontro tra Verazzo e Del Gaudio, il primo chiese un concreto aiuto al neo sindaco. Questi ha cercato di indirizzare alcuni imprenditori verso il club, ma gli stessi chiedono, come giusto che sia, precise garanzie e obiettivi del club.
Nell’incontro con il primo cittadino Verazzo chiese altresì la gestione dello stadio Pinto e la costruzione di un campo d’allenamento. Nel corso della passata stagione il costruttore mise mano al portafogli per sistemare l’impianto di illuminazione e la stessa tribuna. Francamente troppo visto che si tratta di una struttura comunale. Al momento, comunque, neppure questa richiesta ha avuto risposta concreta. Certo, ci sono i tempi della politica, un Consiglio Comunale che si sta insendiando, un assessore allo sport in procinto di essere nominato, tempi burocratici inevitabili, ma tempi che non combaciano esattamente con quelli dello sport. Tra pochissimo sarà calcio mercato, sarebbe bello che una volta tanto la Casertana lo facesse senza assilli particolari, ma sulle basi di un solido e duraturo progetto, senza necessariamente ogni anno star li a far la conta.
Inutile aprlare di ripescaggi o di avri sogni proibiti. concentriamoci sulle nostre forze e con esse cerchiamo di riconquistare la nobiltà perduta.
Verazzo si sente abbandonato, tradito nelle promesse fattegli e per questo medita il clamoroso gesto. Alla neo amministrazione la facoltà di dimostrare subito nei fatti quanto non erano vane le belle promesse elettorali. Inutile, senza senso, un muro contro muro tra ente Comune e Casertana. Nell’interesse di tutti si spera si arrivi presto ad una soluzione che riesca a soddisfare entrambe le parti.
