CASERTA – Riecco Siena. La Montepaschi cancella dal campo Milano a cui non possono servire da giustificazioni le assenze. I biancoverdi si riappropriamo del primo posto e lanciano un chiaro segnale al campionato. Ritorna al successo Cantu, vola Varese. Crisi sempre più nera, invece, per la Lottomatica tristemente penultima con la Pepsi. Non ride neppure Bologna ancora una volta sconfitta. Avellino si rende protagonista di un suicidio sportivo cedendo in casa contro Teramo alla sua prima vittoria stagionale. Ecco il nostro pagellone.
10 – Montepaschi Siena – La vittoria contro Milano potrebbe mettere fine all’illusione di vivere un campionato meno scontato dei precedenti. Siena ritorna cannibale, avventandosi senza pietà contro una Milano acciaccata, col chiaro intento di lanciare un messaggio inquietante a tutte le squadre. A Volte Ritornano.
9 – Josh Davis – Il lungo atipico pescato al volo da Teramo mette la firma alla prima vittoria di Teramo, che con orgoglio rifiuta il ruolo di vittima predestinata di questo campionato. 23 punti e 4/5 da tre nella trasferta vincente ad Avellino che toglie l’ultimo zero di questo campionato. Beati Gli Ultimi.
8 – Phil Goss – La Varese di trasferta fin qui si era dimostrata poca cosa. Vero che Roma è capace di farsi male da sola, ma la vittoria al PalaLottomatica lancia la squadra di Recalcati a livelli che nessuno osava immaginare. Ringraziamenti speciali a Phil Goss, che ne mette 25 e riempie di falli i difensori romani. Oh My Goss!
7 – Daniel Hackett – A Pesaro, e nel suo ruolo naturale, è tornato ai livelli del college. Pesaro torna a vincere ed il figlio di Rudy scrive 21 punti con 33 di valutazione. Figliol Prodigo.
6 – Massimo Bulleri – A Bologna fa il pieno di fischi, ma il Bullo è abituato a non essere amato lontano da Treviso. Intanto la sua Benetton non si ferma più, ed il play di Repesa ne mette 11, di cui 9 nell’ultimo quarto. Me Ne InFischio.
5 – Fabi Montegranaro – Sembrava pronta a spiccare il volo, la squadra del Pilla, dopo due vittorie di gran prestigio contro Bologna e Milano. Invece a Brindisi arriva uno stop inatteso, contro una squadra che praticamente non ha panchina. La Sutor va in lunetta solo 9 volte (con il 44%), praticamente rinunciando a mettere in crisi coi falli le limitate rotazioni di Perdichizzi. Incompiuta.
4 – AJ Slaughter – L’effetto sorpresa, per il giovane e talentuoso rookie di Biella, sembra già svanire. L’Angelico stavolta dura meno di un tempo, e a Pesaro segna la miseria di 58 punti, con nessun giocatore in doppia cifra. Il cecchino infallibile visto a Caserta spara 5 bombe a vuoto, e si ferma a 9 punti con -21 di plus/minus. Sbiellato.
3 – Valerio Amoroso – L’alibi delle assenze per Bologna si fa sempre più labile, ora che ai box è rimasto fermo solo Sanikidze. Ma una squadra costruita con un roster decisamente lungo non può perdere sistematicamente contro avversarie di pari livello; e stavolta a deludere è anche Amoroso, che chiude con 6 punti ed 1/8 dal campo contro la Benetton. Assente Ingiustificato.
2 – Charles Smith – Fortemente voluto da Boniciolli come leader emotivo, ha lasciato vedere solo a sprazzi il suo talento (vedi bomba pazzesca sulla sirena a Bamberg). Ma in campionato la musica è diversa, e dietro la lavagna mettiamo proprio colui che dovrebbe dare una scossa al resto della squadra, ed invece chiude con 4 punti, percentuali da minibasket ed un bel -8 in valutazione. Emotivo o Demotivato?
1 – Air Avellino – La vittoria di Montegranaro sembrava aver dato la giusta dimensione ad una squadra costruita con ambizione e partita con il pieno di entusiasmo attorno. Ma le ultime sconfitte ridimensionano di parecchio le illusioni irpine, ed il ko contro Teramo (ancora una volta di un solo punto) sembra aver condizionato la testa dei giocatori. Air Conditioned.
0 – L’ultimo quarto della Pepsi – Un improvviso tuffo nei demoni della prima parte di campionato. Negli ultimi dieci minuti di Cremona abbiamo rivisto i fantasmi dell’ultimo quarto contro la Virtus, ed i numeri sono impietosi a testimoniare la pochezza espressa in campo. 31 a 1 di valutazione, 4 su 19 dal campo, 18 rimbalzi concessi, e tutta la differenza del mondo tra una partita che si poteva vincere bene, ed invece abbiamo perso male. Un Brutto Quarto d’Ora.
