Basket, Slaughter da Nba. Mancinelli fa sorridere Milano, Bowers stecca la prima: torna il pagellone

Torna il campionato, torna il pagellone. Il nostro Piermario Tronco con la sua solita maestria, ironia e competenza tecnica ogni settimana sale in cattedra e da i voti al campionato.

 

CASERTA – 10 – AJ Slaughter – Già le iniziali del nome dovevano far presagire brutte sensazioni ai casertani. Il precampionato del prodotto di Kentucky era già ampiamente indicativo, ma quando la palla ha cominciato a pesare, il rookie di Biella ha dato il meglio di sé, colpendo la retina bianconera con spaventosa precisione (6/7 da tre, alla faccia delle nuove regole) ed un solo errore dal campo, confezionando l’unica vera sorpresa della prima di campionato. Slaughter Machine.

9 – Stefano Mancinelli – Con 27 punti guida la riscossa di Milano quando a Teramo sembrava sull’orlo dell’abisso. Domina da solo ultimo quarto e supplementare e senza la “scimmia” di Hall sulla spalla, sembra poter finalmente recitare un ruolo di primo piano nella Armani versione 2010. Tiromancino.

8 – Lottomatica Roma – Un precampionato pieno di infortuni ha sospeso il giudizio sull’altra grande antagonista di Siena. Eppure l’esordio non poteva andare meglio, con una prestazione del collettivo al di sopra delle attese, ed un Boniciolli che gongola, in attesa di ritrovare Gigli e Datome. Certo, Brindisi non è un banco di prova durissimo, ma partire con +25 in scioltezza è cosa a cui sono abituati più tra le colline toscane che nella città eterna. Re per una Notte.

7 – Daniele Cavaliero – A Montegranaro non si nascondono; sanno di avere un’ottima squadra, con un quintetto potenzialmente devastante, e con l’incognita della panchina. Ma se dal legno si alza un Cavaliero così ispirato (2/2 e 4/4 dall’arco), per la Dinamo è notte fonda, e per il buon Pilla c’è di che gioire. Sassate su Sassari.

6 – Ron Slay – Tornato in fretta e furia per mettere una pezza ai problemi di Varese sotto le plance, l’ex casertano esordisce con un 6/6 dal campo, e toglie parecchie castagne dal fuoco a nonno Recalcati ed ai suoi vecchietti. L’anagrafe non gioca a favore di Varese, squadra “esperta” se si vuole usare un eufemismo, ma intanto la pratica Pesaro è in archivio e si parte con una vittoria preziosa. Cocoon.

5 – I lunghi di Siena – La rivoluzione d’estate di Minucci è il “leit motiv” del campionato appena cominciato. Siena solita schiacciasassi, o squadra forte ma “umana”? Nelle parole degli stessi giocatori, la perdita più dolorosa è stata quella di Eze, giocatore capace di mettere toppe in difesa fino a rendere l’area senese una sorta di irraggiungibile chimera. Siena vince a Cremona, ma arranca e resta sotto per 38 minuti, ed i suoi nuovi lunghi (Rakovic e Michelori, 5 punti e 19 minuti in due) sono tutt’altro che intimidatori. Insomma, l’impressione è che Siena ha mani ancora più educate, ma meno fisico da mettere in campo. Solo un prevedibile periodo di rodaggio o per Siena quest’anno la musica è cambiata?. Il Campionato è Lungo.

4 – Air Avellino – Precampionato champagne, squadra costruita bene, entusiasmo a mille ed un allenatore ambizioso. Ma evidentemente Vitucci a Treviso è destinato a prendere sberle, ed il suo ritorno da ex è una disfatta. Vero che la Benetton quest’anno è squadra di grande valore, ma perdere di 18 e subire un 113 a 63 di valutazione non è il modo migliore per cominciare una nuova avventura. Ahi Ahi Air.

3 – Jiri Hubalek – La neopromossa Sassari ha fatto salti mortali per mantenere i suoi gioielli della promozione, tra cui il ricercatissimo lungo ceco che già a Rieti aveva dimostrato di essere all’altezza del massimo campionato. Beh diciamo che può fare meglio di uno 0 in 21 minuti (con 0/5 dal campo e -3 di valutazione). Non è l’unico colpevole se la Dinamo si è spenta, però…! Jiri a Vuoto.

2 – Enel Brindisi – Ad un certo punto dell’estate sembrava la regina del mercato, l’ambiziosissima neopromossa di Perdichizzi. Poi la grana Williams, ed una panchina francamente non all’altezza, hanno alimentato legittimi dubbi sulla reale consistenza dei pugliesi. Si comincia con una batosta a Roma, e non è il caso di drammatizzare; però le frecce nella faretra di coach Perdichizzi sono splendenti ma effettivamente un po’ pochine. Sotto il Vestito Niente.

1 – Tim Bowers – Comincia come ci si aspetta che faccia, con letture illuminanti ed una schiacciata da highlight. Poi si spegne, ed insegue (vanamente) Slaughter per tutto il match, con la sensazione di aver ancora pochissima benzina nelle gambe e nella testa. Quanto la Juve dipenda da Bowers lo si vede proprio dall’equazione tra il suo rendimento e quello degli altri, per cui c’è da sperare che la sua sia stata solo una giornata storta. Tim, l’utente da lei chiamato non è raggiungibile!

0 – Guillermo Diaz – Il soprannome di Superman assomiglia sempre più ad una leggenda metropolitana; “Superman chi?”. Dopo l’addio movimentato a Caserta, il portoricano non ne ha azzeccata più una, e tra infortuni e una gestione sicuramente poco attenta del proprio talento, Diaz è diventato giocatore marginale anche nella sua nazionale, che non è certo il Dream Team. La sensazione è che Pesaro con lui abbia giocato più la carta della scommessa azzardata che dell’investimento convinto. All’esordio (ok, c’è stato l’infortunio) 0 punti in 16 minuti e i dubbi di una piazza che di pazienza di solito non ne porta molta. Aspettando Godot?