Napoli, la rabbia di Mazzarri dopo la delusione di Catania:abbiamo talento, ma dobbiamo crescere

NAPOLI – Diciamo la verità, quello visto in scena al massimino di catania non è stato il più bel Napoli della stagione.

Squadra un pò dimessa, apparentemente stanca, poco propositiva e paurosamente priva di alternative.

Hanno lasciato un pò perplessi i cambi di Mazzarri. Zuniga è stato disastroso sull’azione del gol del Catania, Pazienza è stato costretto ad inseguire il suo avversario per le terre, Hamisk in ombra. Inutile rimpiangere Quagliarella, Cigarini e Datolo, giocatori ceduti con troppa fretta.

La cosa positiva è che non si è perso, adesso gli azzurri possono preparare  le due mega sfide in programma giovedì e lunedì: Liverpool e Milan. Due mathc ad altisismo contenuto spettacoalre, due notti magiche da vivere a mille all’ora. senza dubbio il Naoli nons arà quello di Catania.

Intanto Mazzarri ha catechizzato il gruppo.

“Sono arrabbiato. Non abbiamo giocato come sappiamo. E’ successo anche l’anno scorso. Non sono contento di come si è espressa la squadra. Me lo aspettavo perché con la sosta troppi giocatori erano sottotono. Sull’1-1 almeno l’orgoglio è uscito e dovevamo giocarcela».

L’allenatore del Napoli aveva creduto alla vittoria, aveva creuto alla possibilità di poratre a acsa tre punti pesantissimi per la classifica. Qualcuno dice che i suoi ragazzi hanno incosciamente sottovalutato la sfida agli etnei perchè già proiettati con la testa alle prossime due gare.

Se abbiamo pensato a Liverpool e Milan? -ha detto a Sky Sport- Non dovevamo pensarci. Se è successo ne parlerò con i ragazzi. Ieri non abbiamo espresso il nostro gioco, mentre il Catania è stata molto più concreta. Noi siamo una squadra giovane, con molto talento, ma dobbiamo ancora crescere, ci manca qualcosa per essere una “grande” nella mente. Ci deve entrare nel Dna. Non siamo ancora abituati a giocare a certi livelli tra coppe e campionato. Sono verifiche importanti. Dobbiamo acquisire continuità e capire che quando si gioca con squadre come il Catania noi rappresentiamo l’equivalente di Milan, Inter e Juve. Bisogna cambiare mentalità».