MOSCA – Meno diciannove. No, non è la temperatura trovata a Mosca, ma il passivo rimediato dalla Pepsi in gara due contro il Khimki. Purtroppo è durato solo un tempo il sognio bianconero di ribaltare il meno tre dell’andata. Troppo forte il team russo per una squadra, la Juve, presentatatsi a questo diffiicle appuntamento senza capitan Di Bella e e con quello che dovrebbe essere il suo pivot titolare in condizioni fisiche imbarazzanti.
Dunque va avanti il quintetto di Scariolo, squadra veramente tosta. Basti pensare che, nonostante i pochi allenamenti sulle spalle, già presentava una compattezza ed un intensità notevole. La Juve retrocede nell’Europcup. Non è una diminutio per la società di Caputo. Anzi giocare in Europa è una ottima vetrina per città e squadra, il giusto riconoscimento ai tanti sforzi fatti sinora. Delittuoso sarà snobbarla. Si spera andrà affrontata al massimo della determinazione e non si faccia come stupidamente si fa nel calcio dove esiste solo la Champions e tutto il resto è solo un fastidio.
La gara
La Pepsi ha un ottimo approccio al match. Il primo quarto pare il proseguio di gara uno. Anzi, Caserta pare partire anche meglio rispetto a martedi scorso. Difesa molto attenta, attacchi ragionati. Così al primo intervallo Mosca è avanti di un sol punto 20-19. Le note della devotion rimbombano ancora forte nei timpani bianconeri.
Al rientro in campo, però, la Pepsi si spegne. Il Khmiki alza l’intensità del suo gioco, Eze fa il comodo suo sotto canestro, Ojedeji conferma di non essere ancora un giocatore pronto per l’attività agonistica e così il vantaggio russo si allarga. La Pepsi attacca male, davanti a se si erge il muro gialloblu a difesa dell’area colorata. Cosi la Juve dopo sterili palleggi va al tiro, spesso forzato. La difesa russa così prende comodi rimbalzi ed altrettanto facili contropiedi. Quando non va in campo aperto, la formazione di Scariolo trova, comunque, agevoli soluzioni offensive. La Juve sbanda. Gli americani si eclissano. Così all’intervallo lungo si va sul 47-32.
Cambia poco nel terzo periodo. La Juve comincia alzando il ritmo, è tutto un penetra e scarica. Ma la muraglia russa è granitica. Non passa neppure l’aria. A Caserta rimane solo il tiro da tre, ma le mani sono ibernate. Jones da importanti segnali di risveglio. Lotta come un leone sotto le plance, i compagni lo seguono, la difesa bianconera diventa aggrressiva e, complice anche un calo di intensità del Khiimki, la Pepsi piazza una mini rimonta chiudendo il periodo sul meno 10 (62-52).
L’ultima frazione si apre con Loncar ne fa cinque consecutivi. La Juve come un leone ferito non si da per vinta onora al massimo l’impegno, lotta, ma troppo forte è l’avversario odierno. Il Khimki è squadra che andrà molto lontano in questa Eurolega, Caserta, purtroppo, non è ancora pronta per questi palcoscenici. Finisce 85-66. Un mega applauso però ai giocatori di Scaripanti ed a i circa trecento tifosi giunti sino a Mosca per sostenere la squadra.Loro si, loro sono già da final four.
