Napoli, i tormenti dle giovane Santacroce. Il forte difensore azzurro chiede spazio

NAPOLI – Quando fu prelevato dal Brescia, l’inverno del primo campionato in A, si parlava un gran bene di Santacroce. I fatti, per la verità, non smentirone, le voci. Poi una netta flessione, infine il doloroso incidente che ha di fatto tolto di mezzo il giocatore per l’intera stagione. Oggi Santacroce ha recuperato, ma ancora fatica a trovare spazio con Mazzarri e si domanda cosa è meglio fare del suo futuro.

Quel che è certo è che non userà l’articolo 17 per liberarsi dal Napoli. Lo ha chiarito il suo agente Antonio Dell’Aglio. “Nessuno di noi ha preso in considerazione questa ipotesi – ha detto a CalcioNapoli24.it – anche se sussistono gli estremi. La situazione del mio assistito è complessa e dolorosa. Complice la sfortuna, nell’ ultima stagione non è riuscito a dare al gruppo il proprio contributo. L’annata appena iniziata, nonostante un leggerissimo contrattempo in ritiro procede senza grossi problemi. Fabiano ha recuperato al 100% ma purtroppo viene schierato col contagocce. A scanso di equivoci è bene chiarire che in questo confronto dialettico tra le parti non rientrano minimamente le scelte tecniche adottate da mister Mazzarri, a pieno titolo e con ottimi risultati; ma è comunque una situazione strana e dolorosa dal punto di vista professionale per Fabiano Santacroce e sarebbe opportuno un sano e costruttivo confronto tra le parti”.

Eppure in questa sessione del mercato non sono mancati gli estimatori. Su tutti il Genoa, ma l’operazione non ha avuto esito felice.

 “Il Napoli – rivela Dell’Aglio – ha respinto molti assalti in questa finestra di mercato come nel caso del Genoa, che ad esempio, lo voleva a tutti i costi ed era disponibile ad un grosso investimento economico superiore a 5 milioni, riteniamo di avere discrete argomentazioni per un confronto costruttivo, diretto e leale con la società. Il ragazzo è tranquillo, continua a lavorare con la solita professionalità, si sente ancora un giocatore da Napoli e vorrebbe dimostrarlo con i fatti come peraltro gli è stato promesso sin dall’inizio di giugno dallo staff dirigenziale. I dirigenti azzurri avranno avuto le proprie ragioni per dire di ‘no’ alla concorrenza, anche per non rinforzarla, ma ora chiediamo nient’altro che la chiarezza sui programmi futuri”.