Real Casertana, oramai ci siamo. Ma Sparaco non può essere lasciato solo

CASERTA – Certamente non è il modo migliore per tornare tra i profesisonisti, sarebbe stato preferibile arrivarci seguendo le tradizionali strade verdi dei campi di calcio, ma la oramai certa fusione tra il Real Marcianise e la Casertana riporterà dopo tempo immemorabile il calcio professionistico al Pinto.

Cert,o ripensando ai mille sacrifici fatti dalla formazione di Boccolini in questa stagione per difendere la categoria, la passione dei tifosi del Marciainise, un pò di amarezza l’avranno senza dubbio. Oramai, però, le intenzioni di Bizzarro erano chare. Non vuole più mettere soldi nel calcio. A questo aggiungiamo le serie difficoltà logistiche per realizzare in tempi brevi uno stadio in città ed il fatto che nessun imprenditore si è reso disponibile a rilevare il club, allora si è cominciato a lavorare sull’ipotesi di una fusione con la  Casertana.

Ieri il proprietario del Marcianise ha incontrato Sparaco e c’è stato anche un incontro con il sindaco di Caserta. Incontro nel quale Bizzarro ha ribadito il suo pensiero.

” Petteruti e Sparaco conoscono il mio pensiero – esordisce il massimo dirigente del Real –  quest’ultimo ne ha preso atto e si è riservato del tempo per fare delle sue private valutazioni. Sono pronto a lasciare il titolo del Marcianise gratuitamente, ma solo a chi potrà garantire continuità a questo progetto. Aspetto una proposta concreta. Ora è fondamentale il ruolo della classe politica locale che deve aiutare Sparaco a coinvolgere imprenditori disposti a sposare il progetto Casertana.Vorrei solo aggiungere una cosa- ha proseguito  Bizzarro – che l’attuale amministrazione comunale di Marcianise non ha colpe. Purtroppo sono anni che il Real Marcianise deve fare i conti con la mancanza di uno stadio adeguato e in pochi mesi non si potevano certo fare miracoli. Sia chiaro, l’unico modo per salvare il titolo è quello di trasferirlo a Caserta, il Real Marcianise, infatti, non si sarebbe comunque potuto iscrivere al campionato per la mancanza di uno stadio. Ecco perchè Caserta può rappresentare la soluzione ideale per non far perdere a Terra di Lavoro un patrimonio come quello della Prima Divisione”.

Parole chiare quelle di Bizzarro. Parole che devono ora lasciare spazio ai fatti. Il termine ultimo per presentare i documenti necessari per il trasferimento di sede è il 25 giugno: si tratta delle liberatorie e del certificato che garantisce l’esecuzione dei lavori di adeguamento del ‘Pinto’ entro l’inizio del campionato

Chiusi i conti con i giocatori

Nei giorni scorsi Bizzarro ha chiuso tutti i conti con i giocatori e le varie pendenze economiche ancora aperte. Ergo il club non ha debiti. Ora quindi spetta alal classe politica casertana far si che la proposta Bizzarro abbai un seguito.

Perchè se Sparaco ha difficoltà a rendere competitiva la formazione rossoblu in serie D, pensiamo che in Prima Divisione lo sia ancor di più. Allora bisogna che ci siano imprenditori disposti a  farsi avanti, appassionati di calcio, amanti della Casertana,  pronti supportare Sparaco e far volare alto il falco rososblu. In questo senso si parla di Verazzo.

Attenzione, però, anche lo stadio necessita di modifiche. Così com’è ridotto il Pinto non potrebbe ospitare neppure la serie D. Fatiscente e non a norma per le leggi vigenti sulla sicurezza. Illuminazione e videosorveglianza sono gli interventi da effettuare entro l’inizio del campionato.

Insomma, siamo al momento topico della trattativa. Buoni propositi, parole, promesse, devono ora lasciare spazio ai fatti. Imprenditori e classe politica devono dimostrare quanto realmente vogliono bene alal casertana. Se non acacdrà nulla il titolo del Marcainise andrà riconsegnato alla lega e sarebbe l’enensima sconfitta pe rla nostar terra.che il calcio