CASERTA – Ed ora. Che accade ora?Che ne sarà della Casertana? Che farà Sparaco?
Tanti interrogativi ai quali non riusciamo a dare risposta. Fatto sta che, come al solito, ogni estate puntuale la Casertana si ritrova nella solita situazione: a mettere in discussione non l’iscrizione o meno al campionato, ma la sua stessa esistenza.
Possibile non si riesca a fare un minimo di programmazione, possibile non si riesca a dare a questa gloriosa squadra una tranquillità, un dignitoso presente ed un incoraggiante futuro? Non sia di conforto sapere che a qualche kilometro di distanza anche il Real Marcianise rischia di sparire. Altra storia triste, altra stortura del calcio.
Premesso che i presidenti hanno pieno diritto di gestire come meglio credono i loro soldi, ci mancherebbe, ma la proprietà di una squadra di calcio non è una cosa così privata, è un bene condiviso con chi quella squadra la ama, la sostiene acquistando biglietti ed abbonamenti, la segue e se ne sente rappresentato. Quando si decide di lasciare il calcio è bene tener presenti certi dettagli.
Non vogliamo proprio considerare, e ci riferiamo al Real, il fatto che dopo la meravigliosa scalata dall’Eccellenza sino alla Prima Divisione, categoria difesa con grandissimo onore dalla formazione gialloverde, si è indirizzati ora verso la cancellazione della squadra.
A Marcainise si è mosso l’assessore allo sport Trombetta per cercare qualcuno disposto a subentrare a Bizzarro, non dovesse riuscirci, il destino del Real sarebbe, però, segnato ameno di un gradito cambiamento di idea dell’attuale proprietà che tanto ha fatto per città, club e squadra.
A Caserta invece, si è ancora in attesa di capire cosa farà Sparaco. Dopo che, per la prima volta dopo anni gli si è presentata una cordata per rievarne la proprietà lui ne respinge le offerte.
Padrone di farlo. Forse esse non erano pari agli sforzi economici profusi dal presidente in questi anni. Ma, ci domandiamo noi, se non dovessero arrivare più proposte o comunque offerte non pari alle sue aspettative, che si fa?
Continua lo stesso, cede il club al Sindaco, o lo lascia morire?
Sono domande alle quali solo il Presidente può dare risposta. Non sappiamo se la cordata Roviello è definitivamente fuori. Forse, ma è solo la speranza di un amante dello sport, potrebbero aprirsi dei nuovi spiragli di trattativa, ma ad oggi, al Casertana ha un presidente dimissionario e più nessun acquirente disposto a rilevarla.
Che tristezza. I Falchetti, i tifosi, la città, non meritano questi continui teatrini
