CASERTA – Sarà una trasferta ad alto coefficiente di difficoltà quella che la Pepsi affronterà domenica 7 al PalaSPORT di Pesaro, contro un’avversaria totalmente diversa dalla squadra confusa vista ad inizio stagione.
Trasferta ad alta pericolosità
Con il ritorno in campo del totem Williams, per coach Dalmonte è stato finalmente possibile trovare nell’asse play-pivot che ha fatto miracoli ad Avellino due stagioni fa, quel filo conduttore di un gioco che non c’era prima che rientrasse il suo pivot titolare.
Ma ridurre alla coppia Green-Williams la chiave del gioco Scavolini sarebbe un tragico errore; il panamense Hicks sta tornando quello della passata stagione, e la truppa di slavi sta cominciando a rendere per ciò che ci si aspettava da loro; in più, c’è il rientro del belga Van Rossom, vero jolly offensivo dei pesaresi, sicuramente la sorpresa del team del presidente Vellucci.
Vellucci and company
Ed a proposito di Vellucci, continuano le voci che riguardano un possibile abbandono a fine stagione, dopo anni di grossi impegni economici non sempre supportati da risultati degni, e da gratificazione della esigentissima piazza pesarese; ma la squadra non pare risentire di questo nervosismo societario, anzi, come spesso accade, si fa quadrato nello spogliatoio per trovare ulteriori motivazioni in campo.
Per coach Sacripanti, sarà il ritorno sulla panchina dove per due stagioni in altalena ha allenato prima di approdare a Caserta; non una trasferta qualsiasi, da affrontare tra l’altro con l’incognita americani, visto che né Hite né Bowers si sono allenati in settimana, anche se uno dei due alla fine dovrebbe andare a referto, ma non sappiamo con quante possibilità di incidere davvero sulla partita.
Una trasferta quindi difficilissima, resa bugiarda dai numeri che vedono la Pepsi ben 12 punti avanti ai padroni di casa (chi l’avrebbe mai detto?), ma va detto che spesso i bianconeri hannno trovato proprio nelle oggettive difficoltà le motivazioni per tirar fuori prestazioni di alto livello.
Il match
Le chiavi del match, abbastanza scontate, riguardano le difese: da un lato, i ragazzi di Sacripanti dovranno provare a spezzare l’asse Green-Williams, ma sarebbe fatale sottovalutare la vena offensiva di Hicks, Sakota o Van Rossom. Soprattutto gli ultimi due potranno essere decisivi nel bene o nel male, a seconda di come sapranno colpire dall’arco, per provare ad allargare la morsa difensiva nell’area casertana.
La preoccupazione dei pesaresi è invece quella di evitare che Caserta imponga i suoi ritmi di gioco, soprattutto quando c’è Williams sul parquet, perché questo darebbe un vantaggio enorme ad una squadra che ha meno chilogrammi e più dinamismo.
La sfida tra Bowers ed Hite
In attesa di capire chi, tra Bowers ed Hite, potrà essere della partita, si può dare la copertina di probabile uomo chiave ad Ebi Ere, che da un lato dovrà contenere Hicks (all’andata ci riuscì benissimo) e dall’altro dovrà dimostrare che il suo feeling col canestro è ancora caldissimo; ma anche Claude Marquis è atteso ad una prova importante, perché è l’unico in casa bianconera che ha la stazza per provare a contrastare Eric Williams.
In ogni caso, resta una partita molto difficile, anche perché a Pesaro la tradizione è sfavorevolissima (una sola vittoria su 20 gare), ed il momento in cui arriva questo match non è certamente il migliore per Di Bella e soci, visti i problemi di organico. Ma questa Juve ci ha abituato a coltivare la fiducia, ed è con fiducia che, orecchio alla radio, domani sera moltissimi tifosi seguiranno il match.
