Napoli, la metamorfosi di Denis: da oggetto misterioso a uomo della provvidenza

NAPOLI – Quando fu acquistato erano in tanti a tesserne gli eleogi. Germa Denis, el tanuqe, il carro armato capace di segnare gol a raffic ain Argentina, pronto ad esplodere anche nel cmapionato di casa nostra.

Il gioco di Reya, il ballottaggio con Zalayeta lo avevano, però, progressivamente emsso in disparte. Le qualità si vedevano, ma erano ampaimente celate da inequivocabili equivoci tattici. Così domenica dopo domenica, nonostante un buon bottino di reti, Denis comincia a spegnersi, finisce spesso in panchina, gioca poco. Le cose non cambaino con Donadoni che lo vede ancora meno.

L’ex allenatore azzurro lo impiega solo tre volte su sette gare e per di più gli concede solo una manciata di minuti, le altre partite lo vedono relegato in panchina o in tribuna. A quel punto al decisione ferma di cambaire aria. Denis chiama il suo procuratore, Leo Rodriguez, ex Atalanta, e gli spiega il suo malumore chiedendogli di trovare un altra sistemazione.

Denis aveva realizzato che con l’acquisto di Quagliarella sarebbe uscito sempre meno spazio per lui. Soffriva. Si era stancato di lottare con la diffidenza degli allenatori ( e con la bilancia). Prima con Reja che gli preferiva Zalayeta; poi con Donadoni che a malapena lo considerava.

Mazzarri gli cambia la vita sportiva

L’avvento di Mazzarri sulla panchina azzurra cambia radicalmente gli scenari. L’allenatore toscano lo osserva in allenamento, gli fa capire che lo tiene in considerazione, giorno dopo giorno ne capise attitudini tattiche e tecniche. E’ la svolta.  A Firenze Denis, appena entrato in campo,  fornisce l’assist a Maggio per la vittoria a Firenze. E soprattutto dopo il gol di testa del 2 a 2 al Milan realizzato in pieno recupero allorchè il San Paolo tremò così forte il boato dei sessantamila. «Posso dare di più. Io non mi arrendo mai», diceva. Ed intanto di lunedì correva a Pompei per pregare alla Madonna del Rosario, lui così fedele e devoto alla Madonna vicino Lomas de Zamora.

Il resto è storia di oggi. La storia di un campione di generosità, la storia di un calciatore che se emsso nelel condizioni mentali e tecniche di giocare, se gli si da la fiducia che emrita, riesce a dare tanto alla squadra. La sua rete alal Roma è stata l’enensima perla di questa sua bellissima stagione.

Avanti tanque!