Basket, il pagellone: Williams rilancia Pesaro, Pepsi bollicine d’oro, Cantu resiste, Napoli farsa


10 – Leunen/Mazzarino – Se il “cardinale” di Trinchieri ci ha abituati a prestazioni super, per il biondo tiratore americano, i 25 punti (con 10/11 dal campo!) ed i 40 di valutazione sono un vero exploit, anche se la complicità di una Air imbarazzante è evidente. Intanto Cantù si gode il quarto posto e vola verso le final eight. Canta Cantù.

Leunen esalta Cantù, Williams fa rinascere Pesaro. Jamison disastroso, stendiamo un velo pietoso su Napoli

9 – Eric Williams – Il suo ritorno ha coinciso con la rinascita prepotente della squadra di Vellucci; ancora una doppia doppia contro Teramo (21 punti e 10 rimbalzi) in una sfida emozionante che stoppa la striscia positiva dei teramani e allunga a quattro quella della Scavolini. Brava la società a non sfasciare il giocattolo quando tutto sembrava andare a rotoli, e adesso vedremo cosa vale la squadra di Dalmonte. Scusate il Ritardo.

8 – Matteo Boniciolli – Al coach triestino piace restare ai margini ed aspettare la panchina giusta al momento giusto. A Bologna l’anno scorso è andata male, a Roma l’avventura sembra iniziata nel modo migliore, con una squadra (ed un pubblico) che lo sta seguendo, trasferendo in campo i suoi dettami e la sua filosofia di gioco. La domanda in questi casi è: bravo Boniciolli o i giocatori ormai non avevano fiducia in Gentile? Sarà il tempo a darci le risposte definitive, ma intanto Roma sta giocando finalmente da grande. Il Vangelo secondo Matteo.

7 – Ebi Ere – Dare un voto positivo ad un giocatore che segna 5 punti con 2/8 dal campo forse è un record. Eppure il nigeriano di Sacripanti rispecchia in pieno la Juve di questa stagione, che riesce ad essere efficace anche quando in attacco non brilla, col lavoro e con la grinta. Ere scrive 5 a referto, ma Morandais e Thomas se lo sogneranno per qualche notte, perché non hanno visto un pallone pulito, e sono stati cancellati dalla partita: 8 punti in due con 4/21 dal campo. A volte i numeri vanno letti anche al contrario. Difend Ere.

6 – Michele Maggioli – La sua stagione in chiaroscuro è quella della sua Virtus; grandi aspettative e potenzialità, ma risultati e prestazioni così così. A Cremona, forse perché respira quell’aria di Legadue che lo ha visto dominare, mette il suo zampino nella vittoria che rilancia le V nere in campionato, con 17 punti e la bomba devastante che respinge l’ultima rimonta dei lombardi. Più Bianco che Nero.

5 – Maciulis/Petravicius – Sul duo lituano si fondavano le speranze estive di Armani di effettuare quel salto di qualità internazionale di cui Milano ha assoluto bisogno. In realtà i due si sono rivelati dei buoni giocatori, capaci di dare concretezza e spessore, ma non dei fuoriclasse che possano da soli far cambiare il volto di una squadra. Milano oggi ha solidità, e concrete chance di andare avanti in campionato ed Eurolega, ma manca di quel tocco di classe pura che è tipico delle grandi. A Roma questa teoria viene co0nfermata, e Milano continua ad essere a metà del guado; grande con le piccole, piccola con le grandi. Vorrei ma non Posso.

4 – Cimberio Varese – La lista delle scusanti è infinita, a cominciare dalla sfortuna e dagli infortuni; ma a Caserta, per la prima volta la squadra di Pillastrini è sembrata molle, totalmente priva di convinzione. Merito di una Pepsi cinica e aggressiva, o primi segnali di stanchezza anche mentale da parte dei galletti? Ma l’azzardo di inizio stagione (quintetto esperto ma avanti con l’età, e giovani rampanti che hanno voglia di crescere) sembra non pagare. Ufficio Anagrafe.

3 – Gary Forbes – Cremona ha giustificate ambizioni di neopromossa terribile, anche perché può permettersi un comunitario (Rowland) che gioca meglio di un americano. Ma non può permettersi certo un americano (Forbes) che da un po’ di tempo sembra aver smarrito la sua carta d’identità, tanto che si parla di un possibile taglio. Contro Bologna, solo 6 punti e impatto sulla partita nullo. Sans Papier.

2 – Harold Jamison – Nel suo momento migliore, Ferrara perdeva e non aveva gioco. Adesso che la squadra di Valli sembra aver ritrovato la grinta necessaria a lottare per una salvezza non certo facile, il totem simbolo degli estensi è ripiombato in una crisi profonda, e se a Montegranaro non sono arrivati i due punti, grosse responsabilità sono proprio del pivot bianconero, che scrive 3 punti con 1/8 al tiro, ed un -7 in valutazione che si commenta da solo. Valli di Lacrime.

1 – DeMarcus Nelson – Il suo continua ad essere un campionato schizofrenico, fatto di momenti di esaltazione, e prestazioni indecifrabili. Certo, a Cantù Avellino avrebbe perso anche con un nelson diverso, ma 5 punti e 1/6 al tiro sono davvero poca cosa, in una squadra che non può prescindere dalle prestazioni dei suoi tre coloured. DeColorato.

0 – Farsa Napoli – Di parole ne sono state spese fin troppe. Non entriamo nel merito, anche se in passato, sono state cancellate squadre che almeno un progetto sportivo valido l’avevano, in nome di un rigore e di un rispetto per regole non derogabili. Adesso qualcuno ci spieghi su quali basi è stato permesso questo scempio largamente annunciato. Le responsabilità, ed il voto, vanno divisi in parti uguali tra tutti quelli che in estate si sono espressi positivamente per il passaggio azzardato del titolo da rieti a Napoli, ma tanto, zero diviso molti, dà sempre zero. Morto un Papalia, non se ne Faccia un Altro.