CASERTA – Sedici anni, potranno essere tanti per qualcuno. Non certo per loro, i trecento tifosi “bianconeri†accorsi a Bologna, lo scorso sabato 28, per incitare la propria squadra, per cantare ininterrottamente per quaranta minuti, per non mollare mai.
In trasferta, e sul parquet di casa, per chi non tifa con loro, per chi non ci crede insieme a loro, tutto sarebbe ridotto. Ma la Juvecaserta ha la fortuna di avere un sesto uomo in campo: il tifo dell’ Inferno Bianconero e di tutti coloro che, insieme a loro, sostengono la squadra, per la durata della partita e per tanti motivi di vita.
È un tifo invidiato da tutte le piazze italiane. Ognuno di quei ragazzi, in trasferta e al Palamaggiò porta la propria storia, le proprie emozioni, la maggior parte delle quali legale ad una palla a spicchi e a colori ben definiti. È anche possibile che molti non li condividono, ma basterebbe vedere e provare la grinta, la forza che mettono nella loro passione, trascinando al tifo, che farebbe cambiare idea.
Juve di ferro ed autoritaria
La Pepsi sul parquet del Futurshow station di Casalecchio di Reno si è dimostrata grande. Una piazza difficile, che evoca vecchi ricordi, ma che oggi sono stati spazzati via da dei ragazzi, che vestono una canotta bianconera, pronti a farsi conoscere, a dimostrare sempre di più, a non frenare la propria voglia di “vincereâ€.
Una gara, quella della Juve, condotta con grinta, con passione, per i propri colori e per i tifosi. Di Bella & Co. arrivano a toccare il + 17 al 37’ (punteggio finale di 72 – 84). Jones che non delude, ma convince il pubblico che è davvero il Jones che tutti aspettavano, con 17 punti a referto e 14 rimbalzi. Di Bella con 21 punti trascina tutta la squadra verso una battaglia dura, ma allo scoccare dei 40’ vittoriosa.
Marquis presente sotto canestro, con un gioco veloce e deciso, pronto per i suoi compagni. Con Doornekamp e Martin la Juve si porta al + 8, al 15’ di gioco. Insomma una squadra che ruota ritmi decisi, dettati dal buon Sacripanti, che dalla panchina non perde un attimo di vista il match.
Sacripanti il demiurgo bianconero
È il primo ad entrare in sala stampa Coach Sacripanti. È il primo ad arrivare sotto la curva dei 300 tifosi giunti da Caserta, e non solo. È il suo e della squadra l’ultimo applauso, che annuncia una meritata vittoria.
E coach Sacripanti è tra i primi che crede in loro, e lo dimostra dicendo un “Grazie ragazzi!†alla conclusione della partita contro Bologna. E viene da dire, grazie Coach ma grazie anche ad un tifo per cui quei ragazzi ogni domenica scendono in campo facendolo con sportività , per mestiere, ma anche per quei 40’ di tifo in cui una squadra non si sentirebbe mai sola.
Alle domande postegli, afferma che “pensavano tutti che avremo potuto vincere solo grazie all’attacco, ma la verità è che la gara l’abbiamo costruita in difesaâ€. Senza nemmeno aspettare le prime domande, inizia dicendo: “una vittoria meritata, con una difesa grintosa. La cosa importante è stata la bravura nel saperci adattare al gioco della Virtusâ€. Circa la sconfitta di Teramo, il coach precisa che “ la partita l’abbiamo costruita partendo da quella sconfitta, perché è servita l’esperienza negativa e la mancanza di lucidità . Stiamo facendo tesoro dei nostri errori per riuscire a crescere, e il gruppo sta rispondendo su tutti i frontiâ€.
La Juve di Sacripanti domenica 6 dicembre affronterà al Palamaggiò la NGC Medical Cantù. Una partita difficile da diversi punti di vista. La Pepsi difenderà il secondo posto in classifica, con 12 punti, continuando a dimostrare di essere presente più che mai. Cantù, con 10 punti in classifica, cercherà di continuare sulla stessa scia che, nello scorso incontro contro la Lottomatica, l’ ha portata a vincere fuori casa. L’incontro è previsto per il 6 dicembre, con fischio d’inizio alle 18.15.
Due squadre in forma, due squadre che a questo punto non nascondono di certo i loro obbiettivi, immediati e nel medio periodo:final eight di Coppa Italia e play off.
Saraà al gara dell’ex per il caoch bianconero che proprio in Brianza ha cominciato al sua carriera di allenatore e che tanti, nel mitico Pianella, ancora rimpiangono.
Noi lo abbiamo e lo teniamo stretto.
