CASERTA – Che forza Avellino! Ogni domenica stupisce sempre più. Oramai, però, è uno stupore relativo, la formazione biancoverde pare aver ritrovato la giusta alchimia persa la scorsa stagione.
La squadra gioca bene, ottimo gruppo, eccellenti americani. In Irpinia si divertiranno. Meno si stanno divertendo in questo momento a Bologna e Roma.
Le due grandi stanno procedendo a rilento e la loro marcia è lontanissima anni luce da quello che dovrebbe essere l’incedere per provare almeno a contrastare la corazzata Siena. Va bene Cremona, male Montegranaro, soffre e non poco Teramo.
Il pagellone dell’Eco
10 – Air Avellino – Dopo la sbornia di due anni fa, in Irpinia giurano di non soffrire di vertigini; intanto la squadra di Pancotto resta in vetta, sfoderando un’altra prova di squadra perentoria a Varese, con protagonisti intercambiabili e un progetto di squadra che pare già ben definito. Stavolta Troutman riposa, ma emergono i polacchi ed il martello Nelson. Love Is in the Air.
9 – Gary Neal – Ormai leader consolidato di una squadra che va avanti nonostante gli infortuni di Rullo e De Nicolao. La Benetton ritrova Martin, vince e convince, ma il comune denominatore di un avvio a dir poco esaltante è la leadership del suo cerbiatto, che viaggia a 23 di media, e contro Montegranaro ha scritto ancora 21 punti, con 8 assist e 29 in valutazione. Distributore Automatico.
8 – Joe Smith – Biella a Roma ha ricordi bellissimi e freschi; la partita è bruttina, le percentuali mediocri, ma il metronomo di Bechi sembra giocare un’altra partita, puntuale e preciso quando serve (4 su 9 da tre, tutti gli altri insieme 7 su 41), senza forzature né sbavature, perché i ricordi sono belli, ma riviverli è un’altra cosa. Vacanze Romane.
7 – Andrea Trinchieri – In una stagione in cui molti hanno fatto scelte conservative, partendo dalla guida in panchina, la scelta di Cantù è sembrata un azzardo, e la prima sconfitta in casa sollevava ombre grigie sul coach milanese. Adesso, dopo quattro vittorie convincenti, il Trinka esulta senza esaltarsi, ma la sua linea comincia a delinearsi nel gioco della NGC, nonostante infortuni e rotazioni ridottissime; ma anche contro Teramo manda cinque uomini in doppia cifra e porta a casa due punti che valgono oro. Sesto Uomo.
6 – Armani Jeans Milano – Il big-match della giornata è stato tanto brutto tecnicamente quanto pieno di thrilling. Ancora una volta la squadra di Bucchi va all’overtime, e ancora una volta dà la sensazione di non saper azzannare le partite, buttandole via quando c’è da ammazzarle. Per fortuna di Milano, la Virtus riesce a fare persino peggio, sparando con percentuali ridicole ed alla fine arrivano due punti importanti soprattutto per riacquistare fiducia. Per riacquistare gioco, ripassate un altro giorno… Con-Vincere.
5 – B.Jones/J.Thomas – Per spiegare la differenza tra la spumeggiante Tercas dello scorso anno, e la pallida copia di questo inizio stagione, basta mettere a confronto il trio di stranieri che dovrebbe sostituire Moss-Carroll-Brown. Diener se la cava, e questo lo si sapeva; ma Bobby Jones non è Moss, nonostante qualche buona prova, e Thomas può essere paragonato più al gregario Jaacks che al terminale Brown. In due, contro Cantù, confezionano nove tiri e la miseria di 10 punti, e c’è la netta sensazione che Poeta preferisca andare a sbattere contro il muro di difensori avversari, piuttosto che cercare lo scarico per i suoi due coloured. Il rischio di corto circuito nel sistema di Capobianco c’è, e le Coppe più che un valore aggiunto, possono rappresentare un ulteriore distrazione. Neri per Caso.
4 – Cimberio Varese – Vada per l’infortunio a Slay, vada per il rendimento prevedibilmente ondivago di Childress, ma la sensazione che la squadra di Pillastrini debba fare i conti con anagrafe e condizione fisica l’avevamo già prima dell’inizio del campionato. E dopo una clamorosa vittoria contro la Sutor arriva una scoppola casalinga contro Avellino, squadra che fisicamente vale almeno il doppio dei vari Thomas, Morandais e del sempreverde Galanda (che si è pure infortunato). I giovani del Pilla intanto crescono, ma se i vecchietti non fanno il loro, la situazione si complica. Generazioni a Confronto.
3 – R. Minard/K.Winston – Roma si esalta in Europa, e si mortifica in Italia; eppure, con un pacchetto di giocatori di comprovata esperienza nostrana, era facile prevedere il contrario. Certo, la sorte si mette di traverso (Hutson, Datome, Vitali fuori e Gigli ko), ma si comincia a pensare che ancora una volta i nuovi arrivi a stelle e strisce siano stati sopravvalutati. Minard ha fatto cose egregie in squadre di piccola caratura, Winston ha fatto cose normali in squadre prestigiose. Nel dubbio, contro Biella entrambi fanno soprattutto cose pessime, sbagliando l’impossibile, l’uno dalla lunetta e l’altro dal campo. Avevamo detto che la squadra di Gentile era troppo Jaaber-dipendente; forse è il caso che torni ad esserlo, perché il bulgaro la mette dentro, e perché gli altri non ne combinano una buona. Te la do io l’America.
2 – Le Roy Hurd – A Bologna sperano (a ragione) che giornate così ne capitino davvero poche all’ala ex Pesaro, che peraltro finora era stato piuttosto positivo. I guai di Bologna sono altri, perché Penn e Koponen insieme non valgono Collins (nel concetto di gioco di Lardo), e perché Blizzard ormai non c’è più, e l’unico tiratore è Vukcevic, che non può reggere i 40 minuti. Intanto Righetti (che servirebbe come il pane) va verso Pesaro, e quindi a metterla dentro ci dovrebbero pensare i lunghi. Ma se Hurd fa 4 su 20, sbagliando anche il tiro della vittoria, diventa impossibile vincere persino contro una Milano ancora balbettante. Lardo aspetta con ansia Collins, ma è un alibi piuttosto fragile per una squadra di ambizioni comunque alte. Le Roy è Nudo.
1 – Fabrizio Frates – Solite imbarcate esterne, solite dichiarazioni in cui il coach non si spiega il perché di certi cali di tensione e di rendimento. Montegranaro fatica a trovare un leader, in una squadra che di leader potenziali ne avrebbe (Hite, Marquinhos, Brunner), ma che forse cerca un leader proprio nell’esperto coach brianzolo, che pare ancora lontano dall’aver trovato un’alchimia di gioco. Film Già Visto.
0 – Johann Sangarè – Adesso è ufficiale; Sangarè sta a Collins come una bicicletta sta ad una Ferrari. Sia ben chiaro, esistono biciclette di grande qualità , ma se il tuo obiettivo è vincere in Formula 1, la bicicletta la lasci in garage. Valli si ritrova a ricreare un gioco di squadra partendo da un manico che ha caratteristiche diametralmente opposte al suo leader perduto, e tutta la squadra sembra non capirci più nulla. La sconfitta di Siena non fa testo, se non per le proporzioni, e non fa testo nemmeno il -10 agghiacciante in valutazione del francese. Ma intanto la sensazione che non sia l’uomo giusto al posto giusto, diventa sempre più ingombrante; e la classifica comincia a farsi bruttina. Hai Voluto la Bicicletta?….
