CASERTA – Ci sono voluti ben quasi 5 mesi per ricominciare ad organizzarsi per andare al Palamaggiò, per darsi appuntamento come ogni domenica in un posto per andare insieme, come i ragazzi dell’Inferno, vedersi prima per parlare, per dare il proprio pronostico, il proprio pensiero, la propria speranza.
Ci sono voluti 5 mesi per mettersi in macchina ed ascoltare un cd con le note della colonna sonora della Juve, per rincontrare gli amici che non si vedevano dall’ultima partita di campionato, per sedersi al proprio posto, quello di tutto l’anno, e anche per rivedere chi per fortuna viene al palazzo per crederci davvero in questa nuova Juve, e chi per sfortuna era presente perché si porta di moda o per farsi vedere da tutta la gente presente.
Note negative, ma che spesso si fanno strada in un palazzo che vive di basket, quello vero, quello sentito, proprio come quello che i nostri ragazzi ci hanno regalato nella serata di sabato.
IN ATTESA DELLE EMOZIONI
Entrati nel palazzo, tutto era normale, tutto un po’ come sempre, tranne una strana sensazione di emozione che si avvertiva dentro di sé. Ogni cinque minuti si guardava il tabellone o l’orologio per vedere che ora fosse per l’inizio dello “spettacoloâ€! Ed ecco, dopo tanta attesa, tutto sembra iniziare: si spengono le luci, i fari ruotano per tutto il palazzo, tra la gente, come se andassero a cercare qualcosa in particolare. Viene presentato la società Juvecaserta, lo staff tecnico.
E poi eccoli, loro, finalmente dopo tanto, chiamati uno alla volta e acclamati dal pubblico del Palamaggiò. Insieme a loro, si rivive la storia del basket casertano: Oscar, i trofei, le maglie che hanno fatto sognare, e anche la maglia di chi purtroppo non c’è più, ma continua ad accompagnarci con un pallone in mano! Le emozioni sono forti, sono accelerate, sembrano prendere il sopravvento. E infatti, proprio Mister Caputo, colui che ci permette ancora di sognare, incoraggia i ragazzi dell’Inferno, ad intonare la canzone che nel corso degli anni è divenuto l’inno del Palamaggiò, un solo coro, una sola voce.
LA PARTITA
Si riaccendono le luci e tutto sembra prendere la propria forma. Comincia il match tra la Juvecaserta e l’Air Avellino, conclusasi con la meglio per i padroni di casa, per un punteggio finale di 74-65 (24-11, 42-26, 57-55). I Bianconeri hanno condotto sempre la gara, lottando e manifestando la propria voglia di far capire al pubblico casertano che scendono in campo con la maglia e soprattutto con il cuore.
Il primo a dimostralo, Jones, che difende a suon di reazione un’azione che lo vedeva partecipe in prima fila come un condottiero. Tra gli altri, un Ebi Ere puntuale al tiro, aiutato dai suoi compagni. Capitan di Bella in ottima forma e pronta a supportare le azioni della propria squadra. Insomma, un inizio all’insegna della precisione, di azioni ben definite e con passaggi che scattavano tra le mani dei condottieri. Va precisato anche che in scena c’era un Avellino impreparata, imprecisa tranne che per alcune azioni meritevoli. Motivo forse l’impossibilità per coach Pancotto di preparare la sua squadra al meglio, in quando fresca di costituzione.
IL TABELLINO
Pepsi Caserta: Koszarek 2, Parrillo, Kavaliauskas 7, Di Bella 12, Bowers 8, Michelori 4, Doornekamp 5, Ere 16, Jones 20, Martin, Zamo, Cardinale. Allenatore: Sacripanti.
Air Avellino: Troutman 15, Dylewicz, Szewczyk 7, Lauwers, Brown 9, Akyol 14, Cortese 3, Nelson 17, Iannicelli, Izzo, Napodano, Aron. Allenatore: Pancotto.
Arbitri: Lamonica, Caiazza, Crescenti.
Nella prima semifinale la Bancatercas Teramo ha superato la Scavolini Pesaro per 85-84 (23-20, 42-36, 62-60) al termine di una partita estremamente equilibrata.
