Pepsi, Juve Caserta e non solo ancora ferme. Ecco i perchè di un mercato del basket che non decolla

Crisi finanziaria e prezzi elevati, le società restano alla finestra

CASERTA – Si può parlare di un mercato a doppia velocità, in attesa di definire gli assetti delle sedici squadre della prossima serie A di basket.

Il mercato d’estate

C’è stato un gran fermento ed un giro vorticoso di allenatori, con molte società ansiose di definire da subito lo staff tecnico con cui cominciare a lavorare sul mercato; ad oggi solo quattro squadre (Biella, Bologna, Rieti e Montegranaro) sono senza panchina, ma sembrano abbastanza vicine a definire le proprie situazioni.

Di contro, il mercato degli atleti è in una comprensibile fase di stallo; le “imprese” di Biella, Teramo e la stessa Rieti, hanno insegnato che si può raggiungere gli obiettivi con budget molto ridotti, ma soprattutto le due Virtus (Bologna e Roma) hanno sancito a loro spese che avere giocatori dai contratti milionari non garantisce il successo.

Le società: da Siena in poi

Ciò che certamente ha ripagato le società degli sforzi fatti è stata l’idea di gioco, programmata per tempo, senza ansie, e mirata a giocatori scelti con una precisa idea tattica. Specialisti piuttosto che superstar.

D’altronde, Siena insegna da anni (senza discepoli attenti, a dire il vero) che la sua incredibile forza sta nell’aggiungere tasselli ad un gruppo oliato ed ad un’idea di basket che non scende a compromessi con le caratteristiche dei singoli. I Finley, Domercant, Sato di turno hanno dovuto riciclarsi a ruoli ben diversi da quelli di protagonisti a cui erano abituati nelle loro ex squadre.

Questo semplice ma fondamentale assioma pare finalmente essere stato recepito, almeno sulla carta, da molte società, che si sono quindi affrettate a scegliere coach e g.m. per affrontare il mercato basandosi su precise idee, piuttosto che far piovere dall’alto giocatori dal curriculum scintillante e poi dare agli allenatori il compito di mettere insieme i vari pezzi di un puzzle che spesso non si incastrava.

I bilanci duri

Ovviamente, la concausa di un improvviso moto di saggezza da parte di presidenti spesso tanto generosi quanto incompetenti, è dato dalla profonda crisi economica che sta segando i budget di tutte le società. A questo si unisce l’incertezza dovuta al braccio di ferro sempre più aspro tra Federazione e Lega, per cui ancora non si capisce su che tipologia di giocatori si possa investire, in previsione degli eventuali cambi di regolamento sul tesseramento degli extracomunitari.

Ecco spiegati, forse, i silenzi e le attese delle società che, ad oggi, stanno ancora cercando di orientarsi tra budget a disposizione e prezzi sul mercato, consapevoli che magari tra un mese sarà cambiato il rapporto tra richiesta e offerta. Sarà l’inizio di un periodo di austerity nel basket italiano ed europeo, ma questo potrebbe livellare ancor più le differenze tra le squadre, a tutto vantaggio dell’incertezza e dello spettacolo.

Da Eldo a Pepsi: la Juve Caserta parte

Ma l’aria che si comincia a respirare attorno alla nuova Juve che verrà, è sicuramente positiva, con uno staff tecnico motivatissimo e le idee chiare sul tipo di squadra che si vorrà costruire. Sacripanti e Coldebella sembrano aver assimilato da subito l’entusiasmo contagioso e l’attaccamento alla società che il presidente Caputo ha messo come condizioni primarie per lavorare bene, e Max Oldoini è ormai un casertano acquisito, pieno di entusiasmo e in totale simbiosi con l’allenatore canturino di cui è assistente da molti anni.

L’obiettivo di Sacripanti e Coldebella

L’obiettivo di Sacripanti e Coldebella, e la speranza dei tifosi, è quello di costruire una squadra da corsa, che giochi in campo aperto e con grande dinamismo. Ci sarebbe tutto da guadagnare per il pubblico del Palamaggiò, dopo gli anni di Marcelletti e Frates, che, con tutto il rispetto, mettevano lo spettacolo decisamente in secondo piano rispetto al risultato.

Ma una squadra costruita bene, può tranquillamente abbinare spettacolarità ed efficacia, come insegnano gli exploit di Biella e Teramo, o quelli di Avellino e Capo D’Orlando la stagione precedente.

Ci toccherà intanto leggere ancora per parecchio tempo nomi possibili o improbabili, sogni e desideri, ma la squadra prenderà forma non prima del mese di Luglio, dopo i primi stage estivi sparsi sui due lati dell’oceano, ma questo è uno sport che ci diverte tutti, e quindi ben venga ammazzare il tempo sognando gratis i tanti giocatori di cui si parla.