CASERTA – Volutamente in questi giorni abbiamo tralasciato di parlarvi della Casertana. Si voleva semplicemente osservare l’operato dei dirigenti, fiduciosi della loro volontà di costruire, comunque, qualcosa d’importante.
La promozione dall’Eccelelnza, niente di clamoroso intendiamoci, imponeva la concessione di credito.
Il problema è che da subito intorno alla società si è creato un equivoco di fondo.
La tifoseria, giustamente chiedeva e chiede una squadra che punti alla promozione, il club viceversa non ha o non avrebbe, perchè questo non ci è dato sapere, le potenzialità economiche per tentare immediatamente il salto di categoria.
Come noto il torneo di D è concepito in maniera un pò enigmatica. Una sola promozione. Ciò signifca, quindi, rischiare investimenti milionari senza avere la certezza del passaggio di categoria e ritrovarsi l’anno dopo con le casse vuote.
Intendiamoci, questo non significava che si sarebbe allestita una squadra di second’ordine a Caserta. Semplicemente si sarebbero evitati investimenti folli, il cui rendimento sarebbe stato, poi, tutto da verificare.
L’intenzione era quella di allestire un team competitivo, formato da giovani interessanti, da atleti desiderosi di ben figurare. Sarebbe stato, poi, il campo a deciderne il rango. Noi siamo convinti che, se perseguita bene, essa avrebbe potuto essere la strada migliore.
Nei giorni scorsi le nostre fonti ci informano della volontà di Sparaco di passare la mano in netta opposizione con quanto dichiarato e manifestato nei fatti a partire dallo scorso marzo. Pensavamo ad un pettegolezzo di mercato, invece al notizia è ripresa anche dagli altri autorevoli colleghi e media e trova conferme nei fatti.
Tutto fermo allora. Ogni trattativa con nuovi giocatori, le conferme dei vecchi, programmi per il ritiro e tutto il resto, la stessa iscrizione. E rispunta, puntuale, il nome di Pascarella. Già l’anno scorso l’ex presidente sembrò essere in procinto di tornare al timone del club, poi il colpo di coda di Sparaco che decise di continuare l’avventura alla guida del club mantenendone qundi lo status quo.
Oggi, pare che la storia debba ripetersi. Forse il presidente sperava che ottenuta la promozione in D, la squadra fosse più appetibile ed avrebbe attratto investimenti di sponsor ed imprenditori nuovi si da progettare un futuro più roseo.
Tutto ciò non è avvenuto, Sparaco si è trovato irrimediabilmente solo, forse sfiduciato ed anche innervosito da presunte pressioni ricevute da pseudo tifosi. (SI ritorna all’equivoco di fondo). Da qui, allora, la volontà di ripassare la mano.
Nella serata di ieri c’è stato un primo incontro, si è andati avanti sino a notte fonda. Non conosciamo ancora gli esiti della trattativa. I rumors, però, dicono di un Pascarella determinato a rilevare il club una volta verificatone lo stato di salute.
Insomma, siamo alle solite. La lunga agonia della Casertana va avanti di anno in anno. Il suo appeal è praticamente vicino allo zero e siamo rimasti in pochi veramente ad averne a cuore le sorti.
Indipendentemente dai risultati sportivi, sono le continue vicissitudini societarie a raffreddarne al passione e le potenzialità di marketing, i fallimenti sportivi ne sono la naturale conseguenza.
