Eldo, da oggi comincia l’era Sacripanti – Coldebella. Venerdì i due presentati alla stampa

Adesso ci si butta a capofitto sul mercato, ma c’è malumore in Lega.

CASERTA – Alla fine la saga del nuovo allenatore bianconero si è conclusa senza colpi di scena, e sarà Pino Sacripanti il nuovo coach della Juve. Il coach canturino ritroverà Max Oldoini al suo fianco, con cui collabora da tempo a livello di nazionali giovanili; questo è certamente un buon punto di partenza, visto l’affiatamento e la stima reciproca tra i due.

Coldebella sorpasso al fotofinish

Mezza sorpresa invece per quanto riguarda il capitolo d.s., dopo che la pista Giuliani ha subito un improvviso stop, ed è tornato prepotentemente alla ribalta il nome di Claudio Coldebella, esordiente a livello manageriale, ma con ottima esperienza e credenziali in Europa, soprattutto in Grecia, dove ha giocato per diversi anni. Una scelta che ha fatto storcere il naso ad alcuni tifosi per il passato virtussino dell’ex playmaker, ma che sinceramente lascia il tempo che trova in un mondo dove il campanile è solo una nota di colore e dove la programmazione e le scelte tecniche sono di fondamentale importanza.

Ancora contrasti Lega-Fip

Intanto, Lega e Federazione sono di nuovo ai ferri corti, per lo scontro sui regolamenti dei tesserati per le prossime stagioni; è davvero sorprendente che la Federazione non abbia accolto il grido d’allarme delle società in un momento di crisi di investimenti come questo. Dare meno spazio a stranieri e comunitari è in teoria un modo per tutelare gli atleti nazionali, ma in pratica è un modo per alzare ulteriormente il livello dei prezzi (gli americani costano molto meno di comunitari e italiani) e mettere a repentaglio la sopravvivenza di molti club.

Un problema ben lontano dall’essere risolto, che inciderà profondamente anche sulle scelte di mercato di quest’anno, vista l’incertezza e la confusione che regna; sarà difficile fare programmi (e contratti) a medio e lungo termine, e tutte le società si troveranno ad affrontare una stagione piena di incognite e scarsa di programmazione.

Questa storia degli italiani da tutelare sta diventando grottesca, perché alla fine gli italiani bravi giocano e trovano spazio, e la Nazionale in questo momento è decisamente competitiva, a patto che giochi al completo. Sarebbe certamente più lungimirante creare una A dilettanti under 23 (con un paio di fuori età) che possa permettere a giocatori che oggi fanno panchina in serie A solo per onor di regolamento (ogni squadra ha almeno due giovani che non vedono mai il campo, e qualcuno ci deve spiegare che tipo di esperienza acquisiscano in questa maniera), di maturare per essere pronti al piano di sopra. Invece la A dilettanti è sempre più un parcheggio per giocatori in età avanzata che cercano ingaggi importanti; con tutto il rispetto, vedere che 40enni come Longobardi, Morena, Avenia sono ancora protagonisti di quel campionato non è certo un bel segnale per la tutela e la crescita del basket nazionale.

Ora la parola passa al mercato

Ma lasciamo da parte questioni più grandi di noi, e proviamo ad immaginare gli sviluppi di un mercato per nulla facile, per la Juve come per tutte le altre squadre della penisola.

Dopo l’annuncio ufficiale dello staff tecnico, per Caputo si tratta di tuffarsi immediatamente in campagna acquisti, e la priorità è capire il gradimento del nuovo coach sui giocatori in predicato di vestire ancora la canotta bianconera. Dando per scontato Di Bella, restano da valutare le posizioni dei vari Michelori, Martin, Larranaga e Brkic, con quest’ultimo che sembra allontanarsi da Pezza delle Noci.

Si è parlato di Akindele, che seguirebbe volentieri Sacripanti a Caserta; un nome pieno di fascino per un giocatore di grandi potenzialità ancora in gran parte inespresse. L’arrivo di un giocatore con le sue caratteristiche, però, priverebbe la squadra di un lungo tiratore, ruolo ormai imprescindibile nel basket moderno, basato sulla capacità di alternare il gioco sul perimetro e quello nell’area colorata. Il trio Michelori, Akindele, Martin avrebbe certamente un potenziale difensivo notevole, ma sarebbe ben poco pericoloso in attacco, e quindi crediamo che la scelta di un americano che possa giocare da “quattro” o “cinque” e sia forte in attacco potrebbe essere forse più equilibrata.

Chi al posto di Diaz?

Ma la priorità sembra essere quella di sostituire Diaz, e le alternative non sembrano mancare, nonostante la classe del portoricano sia difficile da eguagliare. Eppure, sia in Italia che in Europa ci sono fior di giocatori nel ruolo di shooting guard, e sarà compito di Coldebella e Sacripanti trovare chi possa fare al caso nostro. Anche in questo caso si è fatto il nome di un ex Pesaro, ovvero quel Ramel Curry che forse ha rappresentato la vera delusione biancorossa della stagione, ma rimane un giocatore di grande talento. Ma forse le cose più interessanti si vedono dando un’occhiata al campionato di Legadue, che ha messo in luce giocatori come Dowdell, Kemp ed altri, giovani e con ampi margini di crescita, senza contare il fatto che tante stelle attuali del campionato sono passate da quel campionato prima di esplodere definitivamente.

Infine, rimane smisurato ed interessantissimo da sondare, il mercato europeo, soprattutto per quanto riguarda i comunitari, ed in questo forse l’esperienza greca di Coldebella può risultare fondamentale.

Probabilmente i tre americani bianconeri saranno un centro, un’ala pura ed una guardia. Dopo l’esperienza dello scorso anno si preferirà avere giocatori che abbiano già esperienza in Italia o in Europa, e chissà che il nome di Foster non sia ancora sul taccuino della società, dopo un anno di maturazione in chiaroscuro dell’ex stella di Vanderbilt, tuttora uno dei giovani più quotati dagli scout men internazionali.

I prossimi giorni e le prossime settimane saranno un susseguirsi di nomi, rumors, smentite e conferme sulla Juve che verrà; staremo a vedere quello che succederà in casa nostra e da altre parti, con la consapevolezza che le idee sono chiare e si parte alla pari con tante altre squadre che, proprio come la Juve, hanno deciso di ridimensionare drasticamente i loro budget, nonostante la Federazione.