CASERTA – L’attesa conferenza stampa tenuta nella Sala Clinic del Palamaggiò per il consuntivo di fine stagione, è stata piuttosto un’occasione per tracciare le linee guida per il futuro prossimo della Juvecaserta.
Il presidente Rosario Caputo di fronte a giornalisti e tifosi ha tenuto botta al fuoco di fila di domande, mostrando come al solito di avere le idee chiarissime su come affrontare il futuro societario, e ovviamente, più che tracciare un bilancio di questa stagione, la curiosità era carpire qualche indicazione sulla Juva che sarà .
Nulla di più difficile, conoscendo il carattere di Caputo, che evita accuratamente (e giustamente) di fare nomi, scherzando spesso con i giornalisti, in una atmosfera piuttosto familiare, sui tanti rumors di mercato.
“Stamattina ad esempio ho scoperto dai giornali di aver comprato Ricky Minard, mica male!†e giù risate! Ogni giorno le voci di mercato aggiungono nomi nuovi a quelli in circolazione, ma in realtà , come sottolineato dal presidente, nessun contratto è stato già annunciato da alcuna società , anche se i contatti sono già avviati su più fronti; ma “se anche stasera ci fosse il raggiungimento di un accordo, questo non potrebbe essere tecnicamente ufficializzato prima di una settimana†e quindi i tentativi di estorcere nomi dalla bocca di Caputo, sono risultati vani.
In realtà un nome Caputo l’ha fatto, ed è quello di Max Oldoini, presente in sala stampa, che ha espresso il desiderio di continuare il suo progetto tecnico con Caserta, e che Caputo considera già sicuro di ricoprire ancora il ruolo di vice di lusso sulla panchina bianconera, sottolineando come Oldoini (che in settimana assisterà Recalcati sulla panchina azzurra) non può certo fare il vice di un allenatore poco esperto. Questo implicitamente conferma che l’obiettivo coach resta il quotatissimo Lardo, o in alternativa un uomo di grande esperienza, e non un emergente.
Interessante e divertente la parentesi sui problemi tecnico-gestionali di questa stagione, che hanno coinvolto sia Betti che Frates. Con eleganza, ma senza fare sconti, Caputo ha sostenuto che le divergenza con Betti sono state soprattutto progettuali, in quanto il g.m. ex Napoli non aveva capito che a Caserta si stava costruendo un progetto, e non un palazzo senza fondamenta. L’allusione alle spese a dir poco “allegre†di Betti è fin troppo chiara ed evidente.
Ma anche Frates non viene risparmiato da critiche. Rispondendo ad una precisa domanda, Caputo afferma che l’allenatore milanese non è stato esonerato in stagione in quanto la contestazione evidente della curva, pur legittima e condivisa, ne avrebbe fatto una sorta di “martire†in caso di esonero, e questo con ripercussione negative sulla società e sulla città . Ragionamento che non fa una piega, e da noi avallato tempo fa dopo il famoso mercoledì di fuoco in allenamento. A detta di Caputo “quello striscione (‘Frates vattene’ ndr) ha ancorato Frates a Caserta fino a fine stagioneâ€.
Ma anche tecnicamente, Frates in Legadue “aveva la scusa di aver preso una squadra non costruita da lui†mentre la scorsa stagione è stato distratto dalle sirene di Varese, per poi ritrovarsi di nuovo a Caserta forse senza gli stimoli giusti.
Insomma, Caputo prende nettamente le distanze da Frates, e tende la mano al popolo della curva, che da sempre ha sostenuto la squadra, ed è maturato moltissimo anche in termini di disciplina, tanto che i pochi problemi di indisciplina al Palamaggiò sono arrivati più che altro da qualche isolata testa calda delle tribune.
E’ il suo modo, sottile ma ficcante, di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Caputo le cose non le manda a dire, e la sua chiarezza ed onestà intellettuale ne fanno una figura carismatica eppure mai sopra le righe.
Il presidente riesce a trasportare nello sport la sua grande esperienza di uomo d’affari, che gli fa sottolineare come “il progetto societario non può mai avere forza se è costituito da un padre padrone, che nel bene e nel male fa le fortune di una squadraâ€. Traducendo, più si allarga la base societaria, più c’è possibilità di programmare presente e futuro con una certa precisione, senza dipendere da eventuali sfortune imprenditoriali di un singolo.
Ed il futuro delle Juvecaserta versione 2010 prevede un budget ridotto rispetto a quest’anno, ma “solo perché è fondamentale ridurre gli sprechi di ogni tipo visti quest’annoâ€. Gli esempi sono sempre gli stessi, ovvero Biella, Cantù, Montegranaro, squadre capaci di essere solide e competitive spendendo molto meno di quanto si sia fatto a Caserta.
Ma per il prossimo anno Caputo ha “una fiducia incrollabile†perché questa stagione tribolata costituisce un bagaglio di esperienza inevitabile ed enorme, e sotto questo aspetto la società “ha fatto passi da gigante in termini di credibilità e solidità â€.
Con orgoglio sottolinea come la Juvecaserta sia tra le società più brillanti sotto l’aspetto della serietà e precisione amministrativa, e questo si riscontra nei contatti con i vari procuratori, che fanno sempre intendere come Caserta resti una piazza molto appetibile sotto l’aspetto societario, anche se “paghiamo il degrado territoriale che frena i giocatori a scegliere Caserta rispetto ad altre città dove obiettivamente si vive meglioâ€.
Accanto a Caputo c’erano tra gli altri i dirigenti Traettino e Landolfi, il “g.m. a gratis†Salvatore D’angelo, che continuerà a svolgere l’attività gestionale assunta dopo il benservito a Betti, e Antimo Lubrano, che potrebbe essere il nuovo direttore sportivo qualora Lardo accettasse le offerte casertane. Oltre a Max Oldoini, di cui abbiamo parlato, in sala c’era anche il procuratore Virginio Bernardi, a cui Caputo ha rinnovato la stima e l’amicizia di sempre.
Quindi, restano a bocca asciutta quelli (tanti) che si aspettavano un annuncio a sorpresa; anzi, anche i giocatori attualmente sotto contratto (Di Bella, Martin e Brkic) è come se non lo fossero perché sarà l’allenatore a fare la squadra e dire chi secondo lui può essere utile alla causa.
La scottatura del caso Brkic, ovvero migliaia di euro abbandonati in panchina, è “un errore che non possiamo permetterci di ripetereâ€, e questa è un’altra stoccata a Frates, reo di aver troppo spesso acconsentito ad acquisti o conferme di giocatori che poi ha dimostrato di non considerare affatto.Insomma, il prossimo allenatore dovrà prendersi, ed è giusto così, la responsabilità di mettere sotto contratto solo giocatori di cui ha fiducia tecnica, perché è così che si costruiscono realtà vincenti e felici, e Teramo, nel suo piccolo, insegna.Il Caputo che tutti conosciamo, disponibile ma preciso, diplomatico ma sincero, e sempre più convinto della bontà del progetto che da ormai un decennio sta portando avanti.
