Eldo, la Juve Caserta di Caputo sfoglia la margherita del coach: martedì incontro coi giornalisti

 

CASERTA – La stagione 2009/2010 è praticamente già iniziata per tutte le squadre non in corsa per i playoffs di quest’anno. Una stagione che non sarà facile per nessun team, alle prese con l’attuale crisi economica che scoraggia sponsor e investitori, e con le solite divergenze tra Federazione e Lega sui futuri regolamenti per i tesseramenti, che allo stato attuale porterebbero le società a dover certamente aumentare il costo degli ingaggi. Martedì 26 è previsto l’incontro coi giornalisti sulla nuova stagione.

Il futuro della squadra: gli allenatori Lardo o Dell’Agnello

In questo scenario ancora nebuloso e poco chiaro, è però necessario cominciare a muoversi, e provare a programmare con il giusto anticipo la prossima stagione. Ovviamente il primo passo di Caputo per la Eldo Juve Caserta riguarda la scelta del coach, e di pari passo quella del general manager.

Due scelte vincolate tra loro a doppia mandata, anche perché il toto allenatore vede ormai in corsa due soli nomi, entrambi pieni di fascino per la tifoseria casertana; stiamo parlando degli ormai noti Lino Lardo e Sandro Dell’Agnello, due figure abbastanza in antitesi tra loro, ma graditissime da pubblico e critica.

Un dubbio amletico, difficile da sciogliere per Caputo e soci, ma le trattative sono ben avviate su entrambi i fronti, e la sensazione prevalente è che alla fine la scelta sarà della società di Pezza delle Noci.

Il palmares è ovviamente a favore di Lino Lardo, coach esperto come pochi, autore di annate straordinarie, compresa l’ultima impresa di Rieti, che assume un sapore quasi leggendario. Lardo è però oggi un allenatore che può guardarsi attorno e scegliere tra i vari pretendenti, è allenatore che costa molto, ed ha finora dimostrato di essere molto bravo a rendere meno deboli le squadre che ha allenato, tirando fuori il meglio da ogni gregario.

A suo vantaggio il fatto che la scelta di Lardo metterebbe in secondo piano la figura del g.m., in quanto l’ormai ex coach di Rieti è abituato a fare in prima persona il mercato (un po’ quello che succedeva all’epoca di Marcelletti-Guastaferro), per cui Caputo potrebbe rinunciare alla figura di un g.m. di spicco, con i costi conseguenti.Il nome di Sandro Dell’Agnello è certamente più rischioso, ma anche più suggestivo per la platea del Palamaggiò.

Sandrokan ha già dato il suo via libera ad un eventuale ingaggio, che rappresenterebbe per lui il massimo dell’ambizione a prescindere da eventuali offerte economiche più alte di quelle del presidente Caputo. Un attestato di amore verso la città che lo ha visto trionfare come giocatore, ma anche un probabile trampolino di lancio per una carriera da coach ancora breve ma già ricca di soddisfazioni, come il premio di allenatore dell’anno in Legadue la scorsa stagione.

Il coach

Quanto conti l’esperienza di un coach, e quanto invece il suo talento, lo può decidere solo il campo, e quindi la scelta tra due coach così diversi è davvero ardua. C’è da dire però che entrambe le prospettive sembrano in grado di guidare una piazza ambiziosa e passionale come la nostra.

Dell’Agnello costerebbe molto meno di Lardo, ma forse i soldi risparmiati verrebbero stavolta investiti in un g.m. o un direttore sportivo di maggior peso, che possa fare mercato con intelligenza ed efficacia in giro per mezzo mondo.

Insomma, alla fine i costi sarebbero pressoché analoghi, ma in un momento così difficile e strano per il basket e per l’economia in generale, la figura strategica di un uomo mercato che abbia tempo ed esperienza per trovare dei jolly poco costosi in giro per i campionati minori d’Europa sembra imprescindibile.

Traducendo, Lardo sarebbe in grado di avere tempo, conoscenza ed entratura sufficienti in mondi cestisticamente e geograficamente così lontani dal nostro? Le scelte di Sklavos e Hubalek a Rieti direbbero di sì.Di contro, a Livorno, Dell’Agnello ha avuto il coraggio di affidare le sue squadre a giocatori giovanissimi e inesperti, facendoli crescere e puntando sul talento incosciente di giocatori come Anderson e Boyette, o di Kemp quest’anno. Insomma un coach in grado di valorizzare giocatori di grandi potenzialità inespresse (Foster? Brkic?).

Il mercato

Il mercato è già in fibrillazione, anche se è troppo presto per gli annunci, a tutte le latitudini; in compenso impazza il fantabasket, con cascate di nomi, di sogni probabili ed impossibili che riempiono la fantasia di tutti i tifosi della Penisola. Ovviamente Caserta non si sottrae a questo gioco, ma noi per scelta convinta, cerchiamo di non discutere di semplici rumors di mercato.

Partiamo però dalle poche certezze che abbiamo in mano, ovvero Di Bella, Brkic e Martin, gli unici attualmente sotto contratto per il 2010. Non è poco, anche perché avere tre italiani di valore in un momento del genere è un lusso che pochi si possono permettere, soprattutto in prospettive regolamentari che tenderanno a dare più importanza proprio ai giocatori nazionali. Se Di Bella e Martin sembrano ormai certi di restare a Caserta, per Brkic c’è la questione ingaggio da definire.

Il costo oneroso dell’airone di Cesena porterà inevitabilmente a ridiscutere il contratto, e si vedrà se c’è la voglia e la convenienza di continuare insieme il cammino; i dubbi riguardano la controversa annata di Brkic, snobbato da Frates e osannato dal pubblico. La verità è sicuramente nel mezzo: Brkic non è né un fuoriclasse, né un panchinaro dimenticato. E’, o può essere, un ottimo giocatore da 15-20 minuti a partita, con un ruolo totalmente atipico che deve innanzitutto piacere all’allenatore. E quindi probabilmente il destino di Brkic sarà deciso dopo la scelta del coach.

Michelori

Michelori al momento pare una seconda scelta della società, che lo terrebbe solo se non trova un sostituto pari ruolo, e comunque solo ad ingaggio ridotto, mentre sono più ampie le possibilità di rivedere in maglia bianconera Jay Larranaga, che ha voglia di rimanere ed è un giocatore a cui è difficile rinunciare per talento, serietà e ruolo nello spogliatoio.Sono legate ad un filo invece le posizioni degli stranieri; con Diaz ormai lontano da Caserta, Foster e Slay cercano estimatori, dopo un’annata in chiaroscuro.

Foster è forse la più grande delusione bianconera in proporzione alle aspettative e alle potenzialità; ma proprio questo è un aspetto da non sottovalutare, perché c’è la sensazione che dando più responsabilità a “Sugar”, il brutto anatroccolo potrebbe diventare finalmente il cigno che speravamo di vedere quest’anno. Ma anche in questo caso sarà il nuovo allenatore a decidere, senza sottovalutare quanto sia difficile trovare delle ali pure sul mercato a prezzi ragionevoli.

Slay

Stesso discorso per Slay, che ha dimostrato energia e spirito di sacrificio nonostante un carattere non facile, che tuttavia ha tenuto brillantemente a freno durante tutta la stagione, dimostrando di essere maturato molto sotto questo aspetto. Con Martin (e magari Brkic) alle spalle, Slay potrebbe giocare meno minuti, rendendo forse di più. Il suo costo non è eccessivo, ma probabilmente, con la perdita di Michelori e Frosini, la sua eventuale conferma passerebbe attraverso l’ingaggio di un “cinque” di assoluto valore (il nome di Maggioli è suggestivo quanto improbabile).

E’ quindi un mercato ancora tutto da vivere, e verrà delineato pezzo dopo pezzo solo dopo l’annuncio ufficiale del nuovo allenatore, anche perché Lardo e Dell’Agnello fanno giocare le proprie squadre in maniera piuttosto diversa, e quindi le scelte dei giocatori da prendere o da tenere potrebbero essere totalmente opposte.

Tanti nomi

Nomi perciò non ne facciamo; anzi sì! Sono i nomi dei tanti giocatori presi dal nulla, a costi bassissimi, e che oggi sono pedine di mercato importanti di tante squadre; alcuni sono ormai delle star, altri degli ottimi gregari dal rapporto qualità prezzo vincente. Giocatori arrivati dalla Legadue (Moss, Collins, Anderson, Omar Thomas, lo stesso Diaz, ma in passato gente come Sato, McIntyre, Hawkins) o dai college americani (Carroll, Gist, Neal) addirittura dai dilettanti (Cerella).

Ma la lista più lunga ed interessante è quella dei comunitari di tutta Europa, a cominciare dai tanti greci, quasi sempre positivi, fino agli eclatanti nomi di Hubalek, Jerebko, Lydeka, Ivanov, Jurak, Tourè senza citarne altrettanti che giocano in Legadue. Un patrimonio sterminato ed a prezzi accessibili, a patto che si abbia il fiuto per trovarli.

Questo solo per dire che fare una squadra con un budget ridotto rispetto allo scorso anno, non è solo un dovere economico, ma anche una concreta possibilità che possa permettere di garantire presente e futuro della Juve Caserta ai massimi livelli.