Eldo, è tempo di bilanci ma la Juve Caserta pensa già al futuro

Caputo guarda già avanti, intanto si traccia un bilancio della stagione

CASERTA – Mentre il campionato si appresta a vivere l’adrenalina dei playoffs, nella speranza che il monologo Siena venga in qualche modo interrotto o almeno rallentato, in casa Juve è già tempo di bilanci, e di sguardi rivolti alla prossima stagione.

Bilancio sportivo positivo

Dovendo limitarci ad un nudo bilancio sportivo, non possiamo che essere soddisfatti della salvezza raggiunta dai bianconeri, obiettivo unico prefissato ad inizio stagione a Pezza delle Noci. Tutto sommato una salvezza legittimata ben presto dai valori in campo, che anche nei momenti peggiori è sembrata un obiettivo alla portata di Diaz e compagni.

Meno quello generale: troppo sproporzione tra spese e risultati

Il bilancio diventa un chiaroscuro se però si amplia la visione alla gestione generale del primo anno in massima serie della Eldo; una serie di errori, ed una gestione dei capitali a dir poco “allegra” hanno portato Caputo e soci ad investire un budget davvero importante, e se guardiamo la stagione casertana da questa prospettiva, il bilancio non è certo esaltante, se consideriamo che squadre come Biella o Cantù hanno speso molto meno di quanto si sia fatto a Caserta.

Raggiungere la salvezza mettendo a disposizione un budget che è tra i primi otto della serie A, è un risultato piuttosto mediocre, ed è naturale che a farne le spese siano stati il gm Betti, reo di aver speso soldi con la pala e con poca chiarezza, ed il coach Frates, che paga un rapporto con tifosi e città mai sbocciato, ma anche una gestione del parco giocatori decisamente discutibile. Al presidente Caputo non si può però imputare alcunché, se non l’eccesso di fiducia e generosità che contraddistinguono da sempre il suo modus operandi.

La lunga sequenza di lutti

Quello che purtroppo segna però questa prima, travagliata ed intensa stagione in serie A, è l’incredibile sequenza di lutti che ha coinvolto società e tifosi, a partire dall’improvvisa scomparsa di Cimino, l’imprenditore che era appena entrato nell’organigramma societario. Altra scomparsa prematura ed improvvisa è stata poi quella di Nunzio Mari, fotografo immancabile sul parquet del Palamaggiò, ragazzo d’oro conosciuto ed amato da molti a Caserta.

Ma è la tragedia di Buccino che lascerà un segno indelebile in tutti noi, un tuffo nel baratro della disperazione nel bel mezzo di una stagione sportiva che stava riempiendo tutti gli appassionati di nuove passioni. All’improvviso tutto è sembrato così piccolo e insensato, di fronte ad una tragedia che nessuno riesce ad accettare ed a metabolizzare.

Ma forse, anche da questo si è trovata la forza di continuare, e di dare un significato tutto nuovo agli sforzi di società e giocatori. Nel buio di questa tragedia, è stato bello ritrovare in parterre i volti dei familiari delle “quattro Stelle”, quasi a suggerire che continuare a vivere una passione che accomuna tutti fosse il modo più giusto di onorare le vittime di quello schianto assurdo.

In un solo anno, la Juve ha accumulato una quantità di esperienze di ogni tipo che può certamente essere un tesoro di esperienza da cui ripartire per il futuro, sperando che in ogni senso, all’eccezionale si sostituisca la normalità e la continuità, e che le emozioni intense siano solo quelle regalate dal parquet quando si accendono i riflettori.

Programmare il futuro

Il futuro è già presente, ed i primi segnali sono già tangibili nei progetti in casa Juve. E’ chiaro che nulla potrà prescindere dal budget iniziale; c’è la precisa volontà di spendere molto meno, perché si è visto che è possibile allestire squadre competitive con maggior oculatezza e parsimonia.

Il momento storico non ammette follie economiche per nessuna delle società sportive, ed è imprescindibile restare coi piedi per terra per garantire una continuità al progetto sportivo di Caputo e soci. I budget saranno limitati per quasi tutte le società, perché gli sponsor latitano, e forse anche le pretese di giocatori e tecnici si adegueranno alla crisi di mercato.

Si riparte dalle certezze di quest’anno, ovvero Di Bella, Larranaga, e forse il rientrante Martin, Larranaga, tiratore mortifero della Eldogiocatori già sotto contratto. Le recenti parole del presidente Caputo lasciano intendere che il futuro di Diaz sarà lontano da Caserta, e quindi si dovrà cercare un nuovo leader in campo.

Il rebus allenatore e general manager

Ma i primi passi saranno certamente la scelta di allenatore e gm; per il coach, si parla di Dell’Agnello, una scelta piena di fascino, ambiziosa e coraggiosa per un coach che ha fatto molto bene in Legadue ma manca di esperienza ad alto livello. Più ambiziosa, onerosa e difficile, la pista che porterebbe a Lardo, coach del miracolo Rieti, a cui non mancheranno certo offerte importanti. Più difficile e rischiosa l’opzione Oldoini, coach che ha sempre preferito stare nell’ombra, ma che potrebbe essere ormai pronto per il grande salto.

Più complessa la scelta di un eventuale general manager, dopo l’esperienza controversa di Betti. C’è l’esigenza di guardare con rigore alle casse societarie, dopo due anni di spese eccessive, e quindi si punterà probabilmente su una figura che abbia fiuto per talenti misconosciuti di mezzo mondo, capace di arrivare a pescare dove altri nemmeno vanno a cercare.

Piaceva molto Baiesi, d.s. di Biella, che è riuscito a portare in Piemonte dei signori nessuno che oggi sono nel mirino di grandi squadre; ma Baiesi sembra avere un futuro in orbita NBA come scout per San Antonio, e le alternative sono tante.

Lavorare a Caserta fa gola a molti, e le proposte non mancheranno di certo; la scelta del nuovo g.m. o di un direttore sportivo sarà probabilmente il primo passo di Caputo, e da lì, a cascata seguiranno le altre scelte.

Probabilmente la strategia di mercato dovrà essere opposta a quella di Betti; piuttosto che giocare d’anticipo offrendo contratti onerosi agli obiettivi di mercato, converrà mettere sul piatto ciò che si intende spendere, ed aspettare con pazienza e serenità.

Mercato: non mancano le occasioni

Ancora una volta il campionato ha sfornato decine di nomi nuovi, a costi bassissimi, pescati in mezzo mondo da squadre che avevano meno pressione e meno paure della neopromossa Eldo. Anche in Legadue si trovano spesso giocatori che poi non risentono del salto di categoria, offrendo un rendimento più che buono anche al piano di sopra.

Gli esempi sono tanti, tantissimi. A partire dai più eclatanti, come Moss e Carroll di Teramo, giocatori che sono costati pochissimo in relazione al rendimento, ma potremmo parlare di Gist, Jerebko, Hubalek, Sklavos, Vasileiadis, Ebi, Gaines, e tanti altri; o potremmo fare l’esempio di Ferrara, che con la stessa ossatura dello scorso anno si è salvata con grande brillantezza. Ma anche in casa nostra, è visibile a tutti che tra Butler, Jenkins e Darby, quest’ultimo ha offerto il rendimento migliore, pur costando molto meno dei suoi predecessori.

Questo solo per dire che, piuttosto che grandi nomi già affermati, è forse opportuno guardarsi attorno e pescare giocatori non oggetto di folli aste di mercato, in Legadue o addirittura in A dilettanti. Ma è l’Europa forse il bacino più interessante da cui attingere, soprattutto se si pensa che ci sarà spazio per un comunitario in più la prossima stagione.

Insomma, il lavoro da fare è come al solito intenso e impegnativo. Le ambizioni non mancano, ed un anno di esperienze accumulate potranno solo aiutare ad ottimizzare i risultati che ci si sarà prefissati.

Adesso possiamo goderci i playoffs da spettatori, e cominciare la lunga stagione delle chiacchiere da bar, del fantabasket e delle voci da rincorrere, confermare, o smentire. Ci sarà da divertirsi!