CASERTA – Erano davvero in tanti ieri sera al teatro Comunale di Caserta. La festa per i cento anni della Casertana organizzata dal Panathlon non ha tradito le attese. Un tuffo nel dolce mare dei ricordi, una amena rimpatriata con volti mai dimenticati, con immagini che per sempre saranno impresse nella memoria di chi ama questo sport, questa maglia, questa città .
Da Mazzitelli, ad Antonio Farina, passando per Cuccaro, c’erano i presidenti più carismatici del club, ma anche i giocatori, allenatori, dirigenti, medici e massagiatori: insomma tutti coloro che in questi anni hanno contribuito alla storia della Casertana.
Bello rivedere Curcio e Bellofiore: massaggiatori abilisismi, tifosi speciali e passionali, uomini eccezionali.
In un teatro pieno sino all’inverosimile, la serata è stata aperta dal papà di Catello Mari, il giovane calciatore rossoblu morto per un tragico e beffardo incidente stradale all’indomani della festa per la promozione della squadra in cui militava al tempo, la Cavese.
Poi una lunga passarella di atleti, uomini, le cui gesta hanno accompagnato il glorioso cammino dei falchetti. Applaudito l’intervento telefonico di Pino Caramanno, condottiero della Casertana dei record nella stagione 1989-90, madre di quella che poi sarebbe stata la squadra che avrebbe ottenuto la promozione in B.
Ed a proposito di promozione, sentito e commovente l’intevento di Santino Piccolo e Luigi Ussorio, eroi degli anni cinquanta a condurre in C i falchetti.
Catello Tronco, Giovannino Bagni, Grava, Di Maio, il portiere Caropreso, il grande Marco Fazzi a rappresentare la Casertana degli anni settanta.
A proposito di Fazzi non possiamo non rimarcare le gesta del figlio Cristiano, campione d’Italia con la maglia Phonola, oltre alla conquista dei titoli nazionali juniores e quello scolastico, a dimostrare il solido legame tra la città ed il calciatore.
Salvatore Ianniello, architetto del centrocampo rossoblu, dal quale spiccò il volo verso Empoli e la massima serie, ci ha portati negli anni ottanta. Con lui sudava e rubava palloni Suppa, oggi vice di Feola, al tempo, invece, giovane e promettente difensore. Il biondo mediano fu portato a Caserta dal presidente Farina e dall’ allora tecnico Gastone Bean. Le cronache del tempo raccontano che la Casertana stava dispuitando un amichevole a Durazzano, occasione per visionare alcuni loro giovani talenti. L’allenatore fu colpito da questo ragazzino che correva ovunque, contrastava senza timore i più blasonati avversari, dimostrando grande personalità . Immediata la richiesta del tecnico a Farina di prenderlo. Il Commendatore Antonio non se lo fece ripetere due volte: ottima scelta. Suppa è stato una bandiera della Casertana prima, e poi si è distinto anche nelle categorie superiori.
Era la squadra dove facevano perentorie incursioni sulla fascia i vari Garzieri, Pallanch e, soprattutto, Petriello. Nato come terzino, divenuto, poi, apprezzabilissima ala. C’era anche Davide Ricci al quale è legata una delle partite più belle della storia recente rossoblu. Sul neutro di Castellamare di Stabia la Casertana affronta il forte Messina di Zeman e Schillaci. Pronostico chiuso.Un gran guizzo di Ricci, invece, regalò il successo ai suoi uomini.
Applauditissimi gli eroi dell’ultima promozione in B. Campilongo, Rovani, Cristiano, Monaco. Giusta gloria anche per Sorianiello che guidò la Casertana dall’Eccellenza alla D, tre stagioni or sono, per i casertani Moretti, Sannazzaro, De Rosa, oltre naturalmente alla squadra che quest’anno ha saputo riportare il club in quella che una volta era chiamata l’ Interregionale.
Un applauso agli organizzatori lo facciamo noi in maniera sentita. Giusto celebrare il club, giusto conservare e rinverdire nei giovani la storia di questo club troppo spesso bistrattato e non rispetatto da persone che nulla hanno a che vedere con la passione, l’amore che la città nutre verso i tanto amati colori roosblu.
Ed ora bisogna lavorare al futuro, far si che esso riesca a regalare a tutti noi parimenti pagine emozionali
