Basket, Benetton che sprint. Fortitudo beffata, Rieti vince ed esulta.Il pagellone dell Eco

CASERTASi chiude la regular season, un finale di stagione che ha riservato non poche polemiche arbitrali. In coda piange la Fortitudo che perdendo a Teramo saluta la massima serie. Pensate che sino al 2007 questa squadra aveva vinto scudetti e coppe, disputato svariate finali nazionali ed europee e dil cui peggior piazzamento era stato un terzo posto. Poi il declino delle ultime tre stagioni, culminato con la retrocessione in Lega due.

Ride e lo merita Rieti che all’ultimo secondo strappa ai felsinei una insperata salvezza. Ora bisognerà vedere cosa accadrà nella città sabina. Offerte per rilevare il titolo dei laziali sono arrivate da Napoli, Firenze e Torino. Non è escluso, però, che Papalia, in caso di aiuti finanziari, decida di rimanere a far basket a Rieti.

Discorso play off. Pesaro raggiunge un clamoroso ottavo posto a danno di Cantù, Roma si conferma seconda, la Virtus scende al quinto posto, sesta Milano. Biella, settima, sarà la mina vagante

Il nostro pagellone

10 – Benetton Treviso – La vittoria al supplementare a Bologna sovverte l’ordine precostituito dei playoffs, e adesso i trevigiani si ritrovano favoriti al primo turno dei playoffs proprio contro la Virtus, col fattore campo ribaltato. E gli innesti di Kalampokis (22 punti all’esordio) e Stefansson garantiscono alla squadra di Mahmuti ulteriore profondità e pericolosità. Verde speranza.

9 – Solsonica Rieti – La vittoria ad Udine non era impresa improba, ma corona una salvezza che ha i contorni di un romanzo, per una squadra che è stata data per spacciata da tutti, compresi alcuni giocatori che hanno pensato bene di abbandonare una nave che alla fine non è affondata. Il futuro a Rieti è ancora pieno di incognite, ma intanto il presente è tutto da godere, e da raccontare. Capitani coraggiosi.

8 – LeRoy Hurd – Se la stagione di Pesaro è salva per il rotto della cuffia, gran parte del merito va al lungo di colore, che, al rientro dopo l’infortunio, ha cambiato marcia e trascinato la Scavolini ad una rimonta che sembrava ormai impossibile. I playoffs per i biancorossi assomigliano ad una sentenza già scritta contro Siena, ma intanto esserci, e provarci contro i Campioni d’Italia, è già una gran soddisfazione. Vive Le Roy!

7 – Monte Paschi Siena – A perdere, proprio non ci riescono. Nemmeno quando avrebbero tutte le ragioni per tirare il fiato, concedersi una pausa; nemmeno contro squadre di tutto rispetto, ed in casa loro. Nel Dna di Siena, almeno in campionato, c’è solo l’implacabile sete di vittorie. Chiudere con una sola sconfitta vincendo a Milano (condannata così al sesto posto in griglia playoffs) dà l’idea della superiorità, soprattutto mentale, degli uomini di Pianigiani. Forse saranno ancora playoffs senza storia, ma Siena fa godere di sé anche quando vince facile, per cui, godiamoci lo spettacolo. Titolo in Palio.

6 – Tercas Teramo – Il terzo posto finale meriterebbe un dieci, e la squadra di Capobianco, comunque vadano i playoffs, resta la nota più brillante del campionato degli altri, escludendo Capobianco coach di Teramoovviamente Siena. Peccato che l’ultima vittoria sia arrivata con mille affanni, tra polemiche infinite, e con la macchia di una squalifica del campo, poi condonata. Ai playoffs con la condizionale.

5 – Gmac Bologna – Discorso inverso; un campionato che vale uno zero, ma un finale orgoglioso e sfortunato per i fortitudini che chiudono il loro calvario con una retrocessione che nessun tribunale potrà forse cancellare. Retrocedere così fa male, molto male. Sacrati oggi giura di voler ripartire dal purgatorio più motivato di prima, ma i tifosi e le banche creditrici saranno dello stesso avviso? Presidente e gm Savic hanno fatto a gara a chi facesse più danni nella loro sciagurata gestione della stagione, ed il naufragio dell’Aquila è una sconfitta per tutta Bologna, ma anche per tutto il movimento cestistico. Si Savic chi Può.

4 – Armani Jeans Milano – Dopo le otto vittorie di fila, Milano sembrava lanciata verso quel secondo posto che valeva la possibilità di evitare Siena fino alla finale, e quindi essere la più accreditata outsider al titolo. Invece le ultime prestazioni hanno fatto ripiombare la squadra di Bucchi nell’ampia schiera di squadre incompiute, e adesso i playoffs contro Teramo diventano un’incognita. Tanto Rumore per Nulla.

3 – Lo slittamento dei playoffs – L’ennesimo ricorso a tribunali di ogni titolo è ancora una sconfitta dello sport giocato, a favore di quello, molto meno nobile, che si gioca dietro le scrivanie e con le carte bollate. Una pericolosa deriva che sta pregiudicando la credibilità di uno sport tanto spettacolare quanto difficile da arbitrare. Urgono rimedi, dalle telecamere in campo ai paletti ad ogni tipo di ricorso, perché ormai è di moda non accettare il verdetto del parquet e la cinica, ma sublime bellezza di una partita o un campionato decisi da un istante. Non gioco più.

2 – BJ Elder – L’emblema del tracollo Cantù. Squadra da tutti indicata come mina vagante del campionato, per potenzialità e talento, la NGC ha perso i playoffs perché non è stata mai in grado di dare continuità di risultati ad un campionato schizofrenico. BJ Elder chiude con 2 punti e -2 in valutazione, e ancora una volta fa più danni della grandine alla sua squadra. Pesaro ringrazia e sorpassa, mentre in Brianza è già tempo di vacanze. Rompete le righe.

1 – ReyShawn Terry – Ecco un altro potenziale talento che non ha praticamente mai fatto il salto di qualità. Nel cambio Arnold-Terry, la squadra di Sabatini ha forse risolto un equivoco tattico palese, ma in termini tecnici non ci ha guadagnato granchè, e la sconfitta contro la Benetton può pesare come un macigno. Che Boniciolli non si fidi più tanto del gigante d’ebano, lo dimostrano i soli 9 minuti di parquet concessi a Terry, “ripagati” con 2 soli punti, ed il campionato delle V nere adesso si complica di brutto. Tutti giù per Terry.

0 – Il “tifoso” con la bottiglia – L’esaltante favola di Teramo ha rischiato seriamente di essere rovinata dal colpo di genio di un “tifoso” che ha lanciato una bottiglia colpendo un dirigente fortitudino. La squalifica di due giornate al PalaScapriano rischiava di privare Teramo dello spettacolo di giocarsela contro Milano per accedere ad una semifinale che sarebbe storica. Non sappiamo se essere contenti della revoca di questa squalifica, perché la società non la merita, ma quel tizio dovrebbe essere radiato a vita dai palazzetti, nella speranza che intanto i suoi vicini di posto l’abbiano identificato e segnalato. Fuori, a calci!