Domani al Paladozza si potrebbero decidere i destini delle due squadre
CASERTA – Gmac contro Eldo; la Fossa contro l’Inferno nemici per soli 40 minuti, i minuti più strani del campionato.
Sembra di vedere una partita al contrario, in cui la Juve ha ottime probabilità di gioire pur perdendo, mentre la Gmac non potrà in ogni caso gioire anche in caso di vittoria.
Una partita al contrario perché nessuno avrebbe pensato che la squadra che rincorre potesse essere la milionaria Fortitudo contro la matricola Eldo; capovolta perché nessuno dei supporters tiferà “contro”, anche se in campo nessuno si tirerà indietro.
I presupposti per una partita di difficile decifrazione ci sono tutti, e il mezzo sciopero dei giocatori in maglia Gmac di inizio settimana, parzialmente e frettolosamente scongiurato dal gm Savic, non fa altro che aumentare il livello di tensione ed incertezza in casa Sacrati, con i tifosi pronti ad emettere un duro comunicato da “separati in casa”, ovvero pronti a sostenere la maglia dell’Aquila, ma non chi la indossa o la rappresenta.
I conti in casa Fortitudo si faranno solo da lunedì, e molto dipenderà ovviamente dal raggiungimento o meno di una salvezza che ad oggi appare problematica, mentre a Pezza delle Noci, sottovoce e con tutte le scaramanzie possibili, gli occhi sono già puntati alla prossima stagione.
Alla Juve basterebbe perdere “bene”, ovvero con meno di 25 punti di scarto, ma il diktat del presidente Caputo è stato chiaro: si va a Bologna per vincere, senza fare calcoli, per dimostrare correttezza e professionalità fino in fondo, e anche perché far calcoli a priori è un esercizio pericolosissimo e psicologicamente errato in partenza.
Molti dei giocatori in canotta bianconera si stanno ancora giocando il loro futuro, che sia a Caserta o altrove; i vari Slay, Foster, Michelori, Darby, hanno ancora la possibilità di mettersi in vetrina in questi ultimi 80 minuti, e vorranno certamente dimostrare di essere all’altezza di palcoscenici di questo livello.
Siamo certi che il presidente Caputo vorrà ripartire da giocatori come Di Bella, amatissimo da pubblico e società ed in grado di incarnare alla perfezione lo spirito Juve in campo. Se si tratterà di fare sacrifici economici, la conferma di Dibo, siamo certi, è in cima alle priorità della società , mentre confermare Diaz sembra un esercizio piuttosto complicato.
Ma prima di pensare al futuro c’è da mettere il punto esclamativo alla stagione attuale, e domani tutti si aspettano che a sancire una salvezza che sembra ormai assimilata, ci sia anche l’ufficialità dei numeri.
In casa Juve nonostante qualche acciacco ormai di routine, saranno tutti disponibili per la trasferta di domani, mentre la Fortitudo sotto questo aspetto è ormai un rebus continuo, al termine di una stagione che definire difficile è un eufemismo.
E’ chiaro che sulla carta, il tasso tecnico dei felsinei è decisamente superiore, ma questo è un ritornello che si ripete da inizio stagione e viene spesso smentito dal campo.
Conteranno soprattutto la capacità di reagire all’ennesimo momento di tensione vissuto negli spogliatoi del Paladozza, la tenuta mentale dei vari Huertas e soci, di fronte ad un match senza possibilità di errore, contro una squadra che invece giocherà molto più leggera sotto questo aspetto.
Sarà una partita probabilmente strana, con infinite chiavi di lettura tattica, visti i potenziali miss match tra due squadre strutturate in maniera decisamente diversa. All’andata ne uscì una partita tiratissima, decisa solo all’overtime e gettata al vento da uno scriteriato tiro di Strawberry, mentre dall’altro lato Foster con una tripla pazzesca aveva acciuffato la parità a poche decine di secondi dalla fine.
Questa partita potrebbe non essere molto diversa, perché c’è da giurare che le mosse e contromosse delle due panchine saranno continue, alla ricerca di quintetti in grado di mettere in difficoltà l’avversario più che trovare la miglior quadratura degli attacchi. Di solito quando succede così, ne vengono fuori partite non esaltanti per bellezza, ma piuttosto intense sotto l’aspetto agonistico.
Ma sarà in ogni caso una partita vera, per il bene del basket e la regolarità del campionato. Strana, all’incontrario, capovolta, ma sincera e sudata dall’inizio alla fine.
