Basket, il pagellone: Diaz regala la salvezza alla Eldo, Roma al secondo posto, Biella che show!

CASERTA – Ultimi ottanta minuti della stagione regolare. Siena prima, Udine già da qualche settimana in lega due.

Piazzamenti play off e retrocessione terranno banco in questi ultimi due turni. In coda Rieti e Fortitudo stanno rivaleggiando per evitare il baratro. Caserta, battendo proprio i sbaini nell’ultimo turno, sembra essersene tirata fuori, ma guai distrarsi.

Tutto da verificare il duello per assegnare le restantti sette poltrone play off, ovvero per designare l’ordine di partenza delle sette squadre che proveranno a contendere il tricolore alla Monte Paschi.

Il nostro pagellone:

10 – Guillermo Diaz – Quando “Superman” è in campo si ha sempre l’impressione che possa fare ciò che vuole con un pallone e quel fisico che si ritrova. Contro Rieti resta ai margini della partita per un bel po’, ed è in panchina quando la Solsonica trova il pareggio nell’ultimo periodo. Ma gli bastano meno di 5 minuti per mettere 9 punti galattici che mettono la firma sulla ormai scontata salvezza bianconera. Uomo della Provvidenza per la Eldo Juve Caserta.

9 – Lottomatica Roma – La caccia al secondo posto è ancora apertissima, ma Roma battendo Milano ha fatto un bel passo verso il secondo posto, interrompendo una striscia di otto vittorie di fila per i meneghini, e confermando una superiorità tecnica piuttosto netta, ed un crescendo di forma promettente in prospettiva playoffs. Fàtece Largo!

8 – Angelico Biella – Gli alti e bassi sono fisiologici in una squadra giovane e profondamente rinnovata come quella di Bechi; ma alla fine il tasso di talento dei vari Gist e Smith valgono i playoffs e la concreta possibilità di evitare Siena al primo turno. A Ferrara contro una Carife lanciatissima arriva una vittoria ai supplementari che dà l’idea della forza mentale dei piemontesi. Avanti Savoia!

7 – Tautvydas Lydeka – Non solo classe e talento, ma anche dedizione e sacrificio. Il segreto di una squadra vincente sta nella pattuglia di cosiddetti “gregari”, quelli che raramente stanno sotto i riflettori, ma il loro apporto lo danno sempre. Poi capita che ogni tanto sul palcoscenico ci vada a finire uno di loro, e tanto di cappello. L’impronunciabile lituano di Cantù sovrasta Papadopoulos con 13 punti, 7 falli subiti e un bel 30 di valutazione. La Classe Operaia Va in Paradiso.

6 – Leroy Hurd – Pesaro risorge contro una Air allo sbando, e ritrova sprazzi di Hurd, vero anello mancante nel periodo buio dei marchigiani. E’ suo l’allungo decisivo nel secondo quarto, nonostante una caviglia ancora ballerina, e aumenta il rimpianto biancorosso per aver buttato via una stagione nonostante l’enorme talento a disposizione. L’eroy del Giorno.

5 – Vangelis Sklavos – L’encomiabile Rieti che ancora lotta per la salvezza non può permettersi cali da nessun giocatore, viste le rotazioni ridotte all’osso della formazione di coach Lardo. A Caserta, il lungo greco si appiccica a Ron Slay, limitandolo parecchio in attacco, ma manca clamorosamente nell’altra metà del campo, scrivendo solo 3 punti con 1/6 al tiro. Per sperare nei miracoli occorre molto di più, ma a Rieti la fede non manca. Il Vangelis secondo Rieti.

4 – Armani Milano – Prima o poi la striscia doveva interrompersi, ed a Roma la sconfitta poteva starci. Ci sta un po’ meno perdere così di schianto, soprattutto nel tenero approccio mentale contro una squadra già proiettata, da questo punto di vista, ai playoffs. Milano ci mette poca testa e pochissimo fisico, e non è certo questo il momento giusto per rallentare. Freno Armani.

3 – Gmac Bologna – Abbiamo perso il conto delle domeniche passate dietro la lavagna dei cattivi per la Fortitudo. Le scusanti sono tante, a cominciare dall’incredibile susseguirsi di infortuni; ma perdere netto contro Cantù che tira con 2/19 da tre, vuol dire non averne proprio. Tanto di riuscire a non far meglio al tiro dall’arco (3/18) con un miserrimo 53 finale di valutazione di squadra, e dire squadra è forse una parola grossa. Armata Brancaleone.

2 – Dejan Ivanov – Il bulgaro della Sutor era stato uno dei più positivi delle ultime giornate, ma nella sconfitta di Teramo pesa il suo imbarazzante 3/15 dal campo, con -4 in valutazione. Qualcuno dovrebbe spiegargli che quando non è giornata, forse non è il caso di insistere troppo a prendere iniziative. Testardo Io.

1 – Sabatini/Mattioli – Il match clou della 13esima è stato anticipato di un paio di settimane, ed ha lasciato uno strascico di polemiche e squalifiche dopo la vittoria della Montepaschi ai supplementari a Bologna. Peggiori in campo (e fuori) l’arbitro Mattioli, che prende una cantonata imbarazzante sull’ultimo fischio poi rinnegato che avrebbe regalato la vittoria a Bologna ed il presidente della Virtus, che riesce a far peggio tirando fuori sudditanze, malafede e dubbi sulla regolarità del campionato, attingendo a piene mani dalle pessime abitudini calcistiche delle quali francamente possiamo fare a meno tutta la vita. Un conto è protestare, o prodigarsi perché l’instant replay diventi una regola fissa, un conto è alimentare dubbi sulla buona fede degli attori in campo. Ma lo stile non è un optional. Cornuto (arbitro) e Mazziato (Sabatini).

0 – Chris Warren – Ad Avellino in tanti sembrano avere le valigie pronte, e pochissima voglia di aspettare ancora un paio di settimane prima dello sciogliete le righe. Peccato, perché gli sforzi della società irpina meritavano ben altre soddisfazioni in questa annata men che mediocre. Nella sconfitta di Pesaro, la fotografia di una squadra senza più un briciolo di motivazione è Chris Warren, spesso il migliore dei suoi, che invece riesce a fare un’imbarazzante 1/14 al tiro. Saldi di Fine Stagione.