I sabini al Palamaggiò si giocano il tutto per tutto
CASERTA – Qualcuno ha detto che contro Rieti non è mai una partita normale; noi non siamo dell’idea che il campanile conti più dei due punti in palio, ma mai come stavolta si può affermare che quella di domani non sarà una partita come le altre.
Agitata dalle notizie di sottofondo, come il deferimento a Diaz e Slay, e il divieto di trasferta ai tifosi reatini, adesso finalmente i riflettori tornano sul parquet, per una sfida che chiamare decisiva è addirittura banale.
Senza dubbio ci sarà il pienone al Palazzo dei 100 giorni, e la carica dei supporter bianconeri ha sempre dato la spinta necessaria ai giocatori in campo, che avranno di fronte una Sebastiani motivata dalla bella vittoria contro Cantù e dalla consapevolezza che a Caserta non hanno ormai nulla da perdere.
E, paradossalmente, una sconfitta per Rieti potrebbe non compromettere le chance di salvezza, visto che nelle ultime giornate i sabini avranno Ferrara in casa e Udine fuori.
Molto più complessa la situazione per la Eldo, che deve vincere a tutti i costi, per non complicarsi in una situazione che la vedrebbe sfavorita anche in termini di scontri diretti.
Ovviamente sulla carta i favori del pronostico sono per i bianconeri, che giocano in casa e hanno un roster certamente più competitivo di quello a disposizione di coach Lardo. Ma Rieti ha dimostrato in più di un’occasione di saper gettare il cuore oltre l’ostacolo, anche dopo le rinunce a Prato e Pasco, facendo ruotare a malapena sette uomini (ma a Caserta rientra Ingles) e giocando ormai senza un centro di ruolo.
Eppure, senza Pasco, Lardo è riuscito a trovare nuovi equilibri, con una squadra più duttile in attacco (Hubalek è un centro che ama spostarsi dietro l’arco per tirare da tre), anche se con rotazioni cortissime, visto che Gigena è l’unico cambio per i vari Thomas, Sklavos e Campbell.
Sta trovando spazio anche il giovane play Grillo, prodotto del vivaio reatino, che dà importanti minuti di fiato a Green in cabina di regia. Dimenticato invece il lungo Spippoli, praticamente Rieti non ha cambi nel settore dei lunghi, e Hubalek è costretto a minutaggi altissimi per evitare che la squadra giochi con Sklavos da “cinque†e Gigena da ala forte.
E’ fin troppo ovvio che sotto l’aspetto tattico la Juve deve mettere pressione nell’area colorata, dove Rieti deve dosare energie e falli, ma guai ad intestardirsi e perdere la naturalezza del gioco per inseguire ad oltranza gli scarichi in area per i vari Slay e Michelori.
E’ la Eldo che deve fare la sua partita, e toccherà a Rieti inseguire tatticamente la superiorità tecnica degli uomini di coach Frates; fare il contrario potrebbe essere molto rischioso, e giocare a scacchi, a difese schierate, potrebbe avvantaggiare indubbiamente gli ospiti.
Inoltre, la consapevolezza di poter contare di nuovo su una panchina lunga, con Darby in crescita di rendimento e di fiducia, e Brkic ormai pienamente dentro le rotazioni, può essere un’arma da sfruttare appieno nel momento in cui la Solsonica potrebbe andare in crisi di ossigeno nei momenti cruciali del match.
Ma certe partite sono talmente particolari che i discorsi tecnici alla fine diventano marginali rispetto all’aspetto mentale, e questa è una partita che vincerà chi è più convinto di vincerla, ma questi sono discorsi ormai ripetitivi e scontati. Facciamo fatica a credere che manchino elementi per dare il massimo sul parquet, e finora la Juve migliore si è vista sempre quando la tensione della sfida saliva e la palla pesava molto tra le mani.
Altri discorsi sembra superfluo farli; domani sera bisogna vincere tutti, in campo e fuori. Il Palamaggiò si prepara a superare i record di ingressi e di decibel, al resto ci dovranno pensare Diaz e soci.
