Eldo, dopo la rinuncia a Jenkins quali scenari possibili? Pecile bello e impossibile, arriva Darby?

La scelta di Caputo dettata principalmente da questioni disciplinari

CASERTA – Il presidente Caputo sembra voler prendere in mano in maniera più diretta la gestione della squadra, in parte sconfessando quello che ha sempre dichiarato, ovvero affidarsi completamente alle scelte tecniche di Betti e Frates.

Il tackle

Forse, il suo intervento in “tackle”, con l’improvvisa rinuncia a Jenkins, vuole essere un monito a tutti, più che una volontà ad entrare nel merito tecnico della gestione, cosa che ha in passato sempre evitato, con giudizio e professionalità, affidandosi ai consigli dello staff tecnico prima di prendere ogni decisione. Insomma, all’improvviso Rosario Caputo si trasforma in uno Zamparini del basket, che fa e disfa a suo piacimento a seconda dell’umore?

Il pensiero di Caputo

Non crediamo proprio; il presidente sa benissimo quali sono i suoi poteri, ma anche i suoi limiti, e tutto sommato la faccenda Jenkins è un modo di far capire a tutti, ma proprio tutti, che se vuole, lui è in grado di decidere da solo, e che alla fine la sua voce è quella che conta più di ogni altra. Siamo convinti che da oggi, tornerà la collegialità nelle scelte tra Caputo, Betti, Frates e gli altri soci. Non conosciamo le dinamiche interne alla Juve Caserta, ma probabilmente la scelta di mandar via Jenkins è dovuta principalmente a questioni disciplinari, ed in questo caso non c’è giustificazione tecnica che tenga, ed il presidente ha il diritto di scegliere chi ha i requisiti per vestire la casacca bianconera.

Che succede ora?

Adesso, gli scenari sono ancora indefiniti e molteplici, ma la settimana di sosta del campionato può dare un aiuto a scegliere con maggior razionalità, tenendo presente che il mercato non offre tantissimo, e che i prezzi di solito a questo punto della stagione tendono a mantenersi alti.

I limiti principali sono imposti dal regolamento, che non permetterà alla Juve, prima della prossima finestra di mercato, di prendere giocatori stranieri da altre leghe. La scelta quindi si riduce ad un italiano, o ad un giocatore che già gioca in Italia.

I nomi

I nomi che circolano attualmente sono quelli di Andrea Pecile e Brent Darby. Il primo è sicuramente quello più fascinoso, uno che sposta gli equilibri, ed in più permetterebbe di tenersi un jolly per un extracomunitario. Peccato che il giocatore attualmente in Spagna viaggi a cifre probabilmente fuori dalla portata del budget Juve, per cui il nome di Darby sembra quello più concreto.

Darby è stato appena rilasciato da Pistoia, dove non ha ripetuto le ottime performance avute sia a Sassari che ad Avellino, ma rimane certamente un giocatore di buon livello, che potrebbe alternarsi in regia con Di Bella, di cui è abbastanza complementare, essendo un giocatore con maggiore propensione al tiro o agli scarichi per i compagni, lasciando così a “Dibo” compiti di guastatore che gli sono certamente più consoni.

Di Bella unico play, scelta rischiosa

L’idea di lasciare la squadra completamente nelle mani di Fabio Di Bella ci sembra invece rischiosa, anche perché il nazionale sembra ultimamente in debito di ossigeno, aldilà della grinta che mette in ogni partita. Le sue percentuali da due sono crollate nelle ultime giornate, ed il superlavoro a cui è stato costretto man mano che Frates toglieva minutaggio a Jenkins, sta ora presentando il conto in termini di stanchezza.

Altre piste

Non si intravedono molte altre piste, anche perché sondando il mercato oltre confine, si leggono nomi prestigiosi (vedi Clay Tucker appena tagliato da Kiev) ma che viaggiano a cifre clamorose, ed inoltre non potrebbero arrivare prima di Marzo.

Il bonus

Caserta ha però ancora un bonus di comunitario da spendere, per cui resta d’attualità anche il tedesco Demirel, visto a Scafati per una breve parentesi, uomo d’ordine, ma nulla più che un discreto cambio da 10-15 minuti a partita.

La situazione è fluida

La situazione quindi è fluida, non c’è urgenza di prendere per forza il primo treno che passa, ma non si può nemmeno aspettare troppo. Con la squadra attuale, rivedremmo sicuramente Diaz in posizione di play per alcuni momenti della partita, con maggiore minutaggio per Larranaga, ma anche con ulteriore responsabilizzazione di Foster, unico “tre” di ruolo, ma che entrerebbe anche nelle rotazioni delle guardie in caso di emergenza. Insomma non il massimo per una squadra già corta nelle rotazioni, ma siamo convinti che questa situazione, qualora si verificasse, non si protrarrà a lungo.