CASERTA – Penultimo turno del girone di andata e sprint finale lanciato per assicurarsi il posto tra le prime otto, piazzamento che da diritto alla partecipazione alle final eight di Coppa Italia.
Volano Cantù e Teramo. Brianzoli e abruzzesi hanno centrato due belle e convincenti vittorie che li hanno confermati di diritto tra le prime della classe. La Lottomatica fa sua la sfida con Avellino, ma quanta sofferenza per gli uomini di Gentile che hanno dovuto faticare non poco per aver la meglio di una buona Avellino. Strepitoso Collins che ha cancellato Rieti dal campo. Crisi nera proprio per i sabini tornati sulla terra dopo il clamoroso successo ai danni della Eldo.
10 – NGC Cantù – Quattro sconfitte di fila avevano insinuato dubbi su una squadra da tutti additata come possibile outsider per i playoffs, per la qualità dei singoli e l’equilibrio del roster. Poi sono arrivate cinque vittorie in striscia, e l’ultima a Pesaro pesa tantissimo. Metti la quinta e vai!
9 – Tercas Teramo – Che la sfida contro Treviso fosse uno scontro diretto per il secondo posto era difficile da presagire. Stavolta Teramo non si fa venire le vertigini, e vince con un finale mozzafiato, grazie ad una prova di squadra che dimostra quanto il secondo posto sia meritato e motivato da un roster di tutto rispetto. La panchina non sarà lunghissima, ma il quintetto è da urlo, ed è tutto in doppia cifra. Prove d’orchestra.
8 – Andre Collins – Abbiamo ripetuto fino alla noia che il rendimento di Ferrara era lo specchio delle prestazioni del suo play e leader. La crescita di Collins si era vista già a Biella, ma contro Rieti il piccolo coloured ha contribuito alla vittoria da guinness con 28 punti (20 nel primo tempo) e 34 di valutazione, e la scontro diretto diventa una cavalcata trionfale. Andrè the Giant.
7 – Giachetti e Crosariol – La partita di Roma è bella e vibrante, ma il momento migliore coincide con la sfida a distanza tra i due italiani, che a suon di canestri (18 punti a testa) portano la gara al supplementare. Sempre bello sottolineare quando gli italiani diventano protagonisti nel nostro campionato, dopo l’estate peggiore del basket azzurro negli ultimi anni. Il pomeriggio è sempre azzurro…
6 – Armani Jeans Milano – Battere Biella non è un’impresa, ma per la squadra di Bucchi, dopo la vittoria in Eurolega, si apre uno spiraglio di luce in una stagione fin qui deludente. E la vittoria di domenica è netta, con sei uomini in doppia cifra, e finalmente un’idea di squadra, e di carattere. Segnali Vitali.
5 – Benetton Treviso – Perdere a Teramo ci può stare, ma per gli uomini di Mahmuti è l’ennesima prova da “grande” fallita. Treviso resta un’ottima squadra, ma per ora è un gradino sotto alle grandi, in attesa che tutti facciano il salto di qualità che ci si aspetta nella Marca, uno per tutti quel CJ Wallace che non ha ancora ripetuto in veneto le prove a cui aveva abituato a Capo d’Orlando. Per lui a Teramo 0 su 4 in 13 minuti e presenza impalpabile. Il Malavoglia.
4 – Premiata Montegranaro – Si è già sgonfiata la favola della provinciale d’oro, capace di ripetere l’exploit dello scorso anno pur avendo perso i suoi gioielli italiani? Pare di sì, se a Bologna arriva la quarta sconfitta di fila, e gli americani segnano 57 dei 67 punti totali. E le Final Eight che sembravano sicure, adesso sono ad alto rischio. Premiata troppo presto.
3 – DJ Strawberry – L’ennesimo salvatore della patria fortitudina affonda con la sua banda di narcisi a Caserta. L’ex Houston segna solo otto punti, ma soprattutto dimostra di non capirci nulla con una gestione sciagurata degli ultimi palloni, sia nel regolamentare che nel supplementare, e la Eldo ringrazia. Fragole andate a male.
2 – Leroy Hurd – Come una Penelope, la Scavolini disfa quanto di buono aveva costruito, e la sconfitta contro Cantù brucia e pesa come un macigno. Se poi Leroy Hurd scrive 0 su 10 dal campo, vincere diventa molto ma molto difficile anche tra le mura amiche. Leroy l’antieroe.
1 – Drake Diener – Se alla Air non riesce l’impresa a Roma, che sembrava quasi fatta, gran parte del demerito va alla guardia ex Capo d’Orlando, irriconoscibile e impreciso nonostante tutta la buona volontà che ci mette. Sbaglia il tiro libero della vittoria, e le sue scelte al tiro sono sciagurate e testarde; l’ 1 su 10 finale è sintomo di mancanza totale di lucidità e perdita di fiducia. Palese quanto sia mancata la regia di Best, uscito per falli troppo presto. Il contrario di Best.
0 – Solsonica Rieti – Al di là del carattere che dimostra in casa, la squadra di Lardo palesa dei limiti tecnici a volte imbarazzanti. A Ferrara però nessuno poteva immaginare di vivere un’umiliazione da guinness dei primati, in quello che doveva essere uno scontro importante per capire chi ad oggi ha più chance di cavarsela a fine stagione. Il 18% da due farebbe venire dubbi sulla regolarità del diametro dei canestri di Ferrara. La Cruna dell’Ago.
