Eldo, il rebus Fortitudo arriva al Palamaggiò: per la Juve Caserta gara cruciale. Chi perde trema

CASERTA – Più che una partita, quella di domani sera al Palamaggiò è un vero e proprio rebus, tra due squadre a pari punti in classifica, che viaggiano tra alti e bassi ed entrambe reduci da una sconfitta di un punto, che brucia ancora.

Ovviamente è la Fortitudo ad essere più delusa di questa classifica, lei che partiva con ambizioni da Eurolega (ma il campionato è lunghissimo) e si ritrova invece, al momento, fuori dalle Final Eight.

Proprio domani entrambe le squadre si giocano le ultime chance di acciuffare un posto per le finali di marzo, obiettivo intermedio, ma non secondario soprattutto per la Fortitudo che le Final Eight le giocherebbe in casa. Motivo di più per temere la partita di domani, perché stavolta è la Eldo ad avere più da perdere, giocando in casa, e contro una squadra che ha reso forse al 10% del suo potenziale, che rimane enorme.

Ma è forse vero che l’Aquila quest’anno soffre delle stesse smanie di gigantismo vissuta dalla Pepsi lo scorso anno in Legadue. Una squadra forse troppo fisica, troppo lunga, e per di più legata alle lune dei suoi giocatori, che non sono usciti certo da un collegio delle orsoline. Ma è proprio questa la pericolosità della Gmac, una squadra che se gioca di collettivo, diventa imbattibile, ma che finora ha visto alternarsi tanti buoni solisti in avventurosi ed improduttivi assoli.

La cura Pancotto non ha dato finora gli effetti sperati, ma dopo l’ultima sconfitta casalinga contro Cantù (peraltro in grande crescita) la squadra si è affrettata a giurare pronto riscatto ed a promettere un cambiamento nel gioco e negli atteggiamenti dei giocatori. Giocare lontano da casa, può essere addirittura un vantaggio per Mancinelli e soci, che non avranno la pressione di un pubblico da sempre esigente e colto, e da un paio d’anni anche esasperato dalla lunga serie di disavventure cestistiche.

Ovviamente la Eldo può e deve provare a vincere, e proverà a farlo proprio con quel collettivo che, quando ha funzionato, ha prodotto il miglior basket e le vittorie insperate che ricordiamo.

Il tallone d’Achille della Fortitudo è una difesa che a volte fa acqua da tutte le parti, con giocatori di scarsa propensione al sacrificio, e Diaz e soci dovranno approfittare di questo, provando da subito a mettere in difficoltà i quintetti di Pancotto.

Difficile pronosticare il quintetto iniziale dei bolognesi, visto che la squadra è un continuo work in progress, ma accanto ai sicuri Huertas e Mancinelli, è probabile rivedere i due USA Strawberry e Woods, con il greco Papadopoulos sotto le plance.

Pancotto può variare assetto di gioco in ogni momento, alzando il quintetto con Fucka o Achara, o rendendolo più rapido con Gordon, giocatore che sa attaccare il canestro con aggressività. E poi non dimentichiamo i vari Bagaric, Malaventura e Cittadini, tutt’altro che gregari.

L’impressione è che i mali della Fortitudo siano nel suo DNA, nel modo in cui è stata costruita, con tanti, troppi solisti, e pochi giocatori in grado di prendere in mano compagni e partita; ma soprattutto, manca un leader carismatico del gruppo, e questo si tramuta spesso in un’anarchia di gioco assolutamente deleteria. Ma la Fortitudo è squadra capace di vincere a Milano e Udine, di battere la Benetton, di mostrare a tratti dei veri lampi di classe.

La Eldo dovrà provare a mettere sabbia negli ingranaggi della banda di Pancotto, deve provare a provocare un corto circuito nei fragili equilibri dell’Aquila, ma non può permettersi di sperare che siano gli altri a regalarle la partita, perché abbiamo visto come a Rieti questo sia stato letale per i ragazzi di Frates.

Per far ciò, occorre ritrovare i troppi giocatori che sono finiti dietro la lavagna nelle ultime gare, da Jenkins a Foster, fino a Diaz, che è rientrato dagli Usa con due allenamenti in meno, ma, speriamo, con tanta energia positiva da mettere in campo.

E’ una partita importante soprattutto in prospettiva; la classifica della Eldo non è drammatica, ma dopo questa partita ci aspettano tre trasferte e una sola partita in casa (contro la Lottomatica di Gentile), e da questo momento in poi non si può più sprecare nessuna occasione per mettere punti tra noi e le ultime due. Lo spettacolo è garantito, in campo e fuori, visto il gemellaggio storico tra le due tifoserie; ma in campo nessuno tirerà indietro il braccio, e vincerà, come al solito, chi avrà più cuore e testa.