La sorprendente Sutor è seconda in classifica dopo la vittoria nel derby
CASERTA – L’appetito vien mangiando, e questo è valido sia per la Sutor che per la Juve, che si affronteranno nell’anticipo SKY domani sera a Porto San Giorgio.
Dopo Pesaro e Bologna
Dopo le esaltanti vittorie contro Pesaro e Bologna, sia sull’Adriatico che all’ombra della Reggia c’è una gran voglia di farsi un bel regalo di Natale, e di continuare un cammino in campionato che, se per la Eldo è positivo, per la Premiata è addirittura oltre ogni aspettativa.
Seconda dopo dieci giornate, nell’annata della rivoluzione, dopo le dolorose rinunce a gente come Amoroso e Vitali, dopo il grottesco equivoco estivo di Shawn Kemp, dopo un precampionato fatto di tante ombre e poche luci, nessuno avrebbe mai immaginato di trovare lì in alto la squadra di Finelli.
E’ vero, il calendario non è stato finora impossibile, ma Garris e compagni hanno vinto tante partite in volata, e l’ultima brillante vittoria nel derby di Pesaro è la ciliegina sulla torta per una squadra che evidentemente sa vincere, e sa giocare bene quando conta.
A Pesaro ha impressionato Brandon Hunter, giocatore che abbina quantità e qualità , ma la Sutor ha avuto tanto da tutti i giocatori scesi in campo. Si diceva all’inizio che Finelli avesse a sua disposizione quattro buoni americani e poco altro, ma i vari Cavaliero, Flamini e Chiaramello stanno dando un contributo concreto al cammino dei marchigiani.
E’ vero, se si guarda al roster, non si può dire che la Premiata sia uno squadrone, ma contano i fatti, ed i fatti dicono che la Premiata vince spesso in volata, perché ha giocatori vincenti, da Garris a Minard ad Hunter.
Il ritorno di Minard
Il ritorno di Minard ha relegato Filloy in panchina, e proprio la debolezza nel ruolo di ala era sembrato il punto debole della Premiata in precampionato. Con Minard in quintetto insieme a Garris e Taylor, i gialli di Finelli hanno un assetto aggressivo ed agile, visto che i lunghi sono Flamini, giocatore più esterno che pivot, e Hunter, possente e tecnico a dispetto dei soli 2,01 di altezza.
La Eldo finora ha sofferto più contro squadre agili che contro quintetti di stazza, e questo può sembrare paradossale per una squadra piuttosto leggere come la nostra. Sulla carta, i confronti one to one sono piuttosto equilibrati, e sarà quindi l’alchimia di squadra a fare la differenza tra le due squadre.
Finora la Premiata si è dimostrata imbattibile in casa (sei vittorie su sei), ma questo non autorizza i bianconeri a sentirsi già sconfitti in un match che con buona probabilità sarà molto intenso e tattico.
Jenkins e l’attesa di Diaz
I progressi di Jenkins fanno ben sperare, mentre Ron Slay sarà chiamato a far bella figura contro i suoi ex tifosi, ed ha tutte le possibilità di mettere in difficoltà Flamini, che dovrebbe essere il suo marcatore diretto.
La Eldo dovrebbe replicare l’intensità difensiva mostrata contro la Virtus Bologna, per sperare di inceppare gli ingranaggi rodati della Sutor, e si spera anche che Foster, sbloccatosi nell’ultimo match, possa finalmente garantire quella continuità di rendimento di cui Frates ha maledettamente bisogno.
Montegranaro ha più da perdere, perché gioca in casa, e perché guardare la classifica dall’alto in basso può dare le vertigini. Ma è indubbiamente favorita in questo scontro che apre l’undicesima giornata, e vuole continuare la sua marcia trionfale verso le final eight, traguardo che sembra ormai ad un passo per i marchigiani.
La Eldo ci deve provare, perché sulla carta non è una sfida im possibile, nonostante la perdurante assenza di Diaz, e perché questo campionato insegna che nessuna partita è segnata in partenza, e questo lo abbiamo imparato proprio sabato scorso contro la corazzata Virtus.
