Basket, le pagelle della nona giornata: Fortezza in Paradiso, Roma, Fortitudo ed Eldo all inferno

CASERTA – La nona giornata è passata recando con se conferme e clamorosi scivoloni. Era la giornata del derby felsineo. Lo ha stravinto la Virtus riconfermando ancora una volta la crisi della Fortitudo.

Non gli è da meno la Lottomatica. La fomazione di Repesa è uscita scocnfitta anche dal non difficile match di Ferrara ed è orami lontanissima dal vertice della classifica. In fondo impazza la bagarre. udine a aprte, le altre sono tutte racchiuse in un fazzoletto

10 – La Fortezza Bologna – Con Boniciolli è tutta un’altra aria, lo dice anche Langford, che parte dalla panchina ma nella ripresa asfalta la Gmac in un derby che è un crescendo rossiniano. Il +26 finale è il sigillo ad una prova che consegna al campionato la vera rivale di Siena. La Nona (è) sinfonia.

9 – Sandro Nicevic – Lo slavo di Treviso sembra un giocatore d’altri tempi; pulito, non cerca il contatto fisico ma il gesto tecnico semplice ed efficace. Le sue mani nobili tengono lontana una ScavoSpar aggressiva e mantengono imbattibilità casalinga e terzo posto alla squadra della Marca; per lui 27 punti, nove rimbalzi e 36 in valutazione. Signori si nasce.

8 – Joe Smith – La sua missione era mettere in difficoltà il pacchetto guardie della Eldo orfana di Diaz. Detto fatto: Di Bella e Larranaga subito in crisi di falli, e Jenkins all’esordio è ancora innocuo. Se l’Angelico dilaga buona parte del merito è suo, e delle sue perfette letture del gioco. Spina nel fianco.

7 – Teramo e Montegranaro – Al terzo posto ci sono anche loro, e alzi la mano chi lo aveva previsto. Teramo vince e convince, ed ormai non può essere considerata una sorpresa totale, soprattutto se Poeta continua a fare l’MVP e Carroll segna con costanza. Montegranaro soffre, ha alti e bassi, ma nel punto a punto la spunta quasi sempre, e questo alla lunga non è più un caso. Adriatico felix.

6 – Carife Ferrara – Nella vittoria scaccia crisi c’è tanto demerito di una Roma irriconoscibile, ma non era facile per Valli e i suoi venir fuori da una crisi di gioco ancor prima che di risultati. Collins è ancora lontano dal suo standard, ma Farabello e soci hanno un cuore grande così, ed ora c’è anche il bomber Apodaca. Certo, un Riley così diventa difficile da tagliare. Dubbio amletico.

5 – Jeleel Akindele – Il gigante nigeriano di Pesaro ha potenzialità devastanti, e Sacripanti sembra aver trovato l’alchimia giusta facendolo partire dalla panchina per preservarlo dai problemi di falli a cui spesso va incontro. A Treviso non è bastato tutto questo, e Akindele ha fatto la comparsa per 14 minuti, accumulando falli e brutte figure contro i biondissimi Nicevic e Wallace. Ebony and ivory.

4 – Nikola Radulovic – Perdere contro Siena non è un dramma per nessuno; eppure Avellino se la gioca, ed accarezza il sogno di ripetere l’impresa dello scorso anno. Ma per battere Siena deve andare tutto, ma proprio tutto, liscio, e lo zero su otto da tre dell’ex nazionale ha il sapore di un incaponimento contro la sorte. Perseverare è diabolico.

3 – Kevinn Pinkney – Oggetto del desiderio estivo di Caserta, l’ex Biella ha poi scelto Cantù, e l’inizio di campionato sembrava confermare il pivot tra i protagonisti assoluti del campionato. Ma negli alti e bassi della NGC, molta influenza ce l’ha il rendimento altalenante di un giocatore capace di fare la differenza anche nel male. Montegranaro ringrazia il coloured, per i suoi 4 punti e 5 falli che relegano Cantù nelle retrovie e portano i marchigiani in paradiso. Altruista.

2 – Shan Foster – Certe partite dovrebbero essere prove del fuoco per giocatori di talento. La Eldo senza Diaz ha bisogno del suo “Sugar” come i pesci dell’acqua. Ma a Biella, Shan nel primo tempo risulta non pervenuto, e quando dà segnali di risveglio nella ripresa, i buoi sono ormai scappati, e la serata dei bianconeri diventa molto amara. Senza Zucchero.

1 – Lottomatica Roma – Vedi Roma in Eurolega e ti chiedi se è la stessa squadra che si vede troppo spesso in campionato. Anche a Ferrara, i ragazzi di Repesa fanno una figuraccia, con 2 su 19 da tre e giocatori (Becirovic, Gabini, De La Fuente) irriconoscibili rispetto a poche settimane fa. Va bene puntare a palcoscenici prestigiosi come l’Eurolega, ma se poi ci si dimentica il campionato nazionale, i conti non tornano affatto. Esterofili.

0 – Jamont Gordon – Dare i voti alla Fortitudo è come sparare sulla Croce Rossa, e allora cerchiamo di volta in volta un capro espiatorio alle brutte figure della squadra di Sakota. L’ultimo colpevole è Jamont Gordon, zero in pagella e nel tabellino, visto che non segna nemmeno dalla lunetta, ed in 16 minuti firma un imbarazzante -7 in valutazione. Non che gli altri abbiano fatto meglio, anzi il 93-67 finale fotografa una squadra che naviga nel buio totale di gioco e convinzione. Gordon senza Flash.