NAPOLI – Non le ha mandate a dire il presidente De Laurentis. Fedele al suo personaggio schietto e deciso, il massimo dirigente azzurro nel corso della cerimonia per la consegna del “Biglietto d’Oro” per “Natale in Crociera” quale film più visto nel 2008 svoltasi a Sorrento, ha parlato del suo Napoli con trasporto ed affetto, ma anche usando toni decisi su precisi argomenti.
Hanno tenuto banco le questioni relative ai contratti di Denis, Gargano e Lavezzi. calciatori corteggaiti da mezza Europa che il Napoli vuole, giustamente tenersi stretto. Il risultato di questi due fattori, però, ha portato i procuratori dei giocatori a battere cassa. Essi stanno spingendo la società partenope a rivedere i contratti chiedendo nuovi adeguaenti. De Laurentis non ci sta a questo gioco al rialzo, ha ribadito che per nessuna ragione Lavezzi lascerà Napoli e che anzi il suo accordo con il club partenopeo andrà oltre la sua naturale scadenza del 2013.
“Fermo restando .- ha chiosato sull’argomento il presidente – che chi non ha voglia di stare con noi avrà sempre le porte aperte per andarsene”.
Poi la discussione si è spostata sul cammino sinora portato avanti dagli azzurri.
“Il Napoli merita solo complimenti per ciò che ha saputo costruire sinora. Questi ragazzi stanno interpretando il proprio ruolo in maniera esemplare. Diamo loro il tempo di maturare ulteriormente. Nel calcio chi semina raccoglie e noi stiamo procedendo gradualmente. Restiamo fedeli all’impegno principale che è quello di far crescere il nostro progetto negli anni”.
La squadra, intanto, sta preparando la sua prossima fatica che la vedrà impegnata in casa contro il Siena. C’è da cancellare un novembre nero sia dal punto di vista dei risultati che del gioco. L’unica cosa da salvare è la classifica rimasta più che positiva, ma essa ora va difesa e rinforzata. E certamente la squadra vista all’opera nelle ultime settimane desta non poche preoccupaizioni.
Il match con il Siena di Gianpaolo e dell’ ex Calaiò potrà far uscire gli azzurri da questa mini crisi di risultati. La sconfitta di Milano pesa, soprattutto per come essa è maturata, c’è lo conferma Rinaudo. L’ex difensore del Palermo è stato tra i migliroi in campo riuscendo a fermare il grande Ibrahimovic.
” Non è bastato – esordisce sincero – Sicuramente non si può essere mai soddisfatti quando si perde. Potevamo approcciare meglio la partita perché poi dopo abbiamo reagito e dimostrato che possiamo essere anche noi una grande squadra. Peccato ma ci servirà da esperienza per arricchire il nostro bagaglio. Sicuramente dovremo stare più attenti e gestire meglio le sfide di grande livello”.
Una sconfitta che lascia intatti ambizioni ed il quarto posto in classifica…
“Siamo in alto e penso che ce lo meritiamo. In un’ora di gioco a San Siro abbiamo tenuto testa all’Inter e questo la dice lunga sulle nostre potenzialità . Attualmente siamo a ridosso delle big del campionato e forse per colmare il gap ci servirà solo un giusto processo di maturazione. Ma quello potrà avvenire solo col tempo. Adesso torniamo a lavorare sodo e caliamoci nella giusta mentalità perché avremo di fronte il Siena ed in Serie A non esistono possibilità di rilassarsi. Lo spirito che ci ha animato nell’ora giocata a San Siro dovrà essere sempre il modello da seguire”.
