CASERTA – Per anni sono state le principali protagoniste del campionato di Lega due, per anni hanno dato vita a partite intense, spettacolari ed incerte. Tra loro c’è una forte e sana rivalità sportiva. Diciamo che spesso e volentieri Ferrara è stata una bestia per di Caserta, contro la quale, però, la Juve è riuscita a togliersi importanti soddisfazioni. Diversi intrecci di mercato tra loro, comunqUe tanto rispetto reciproco tra le due società .
L’ultima volta s’incontrarono in un caldo pomeriggio di primavera. E’ un giorno che Ferrara ricorderà per sempre. Festeggiava in casa la matematica promozione nella masisma serie, il pala Segest a festa, la Juve ospite d’onore. Festa migliore non potevano augurarsi gli estensi. Vinse l’allora Pepsi, certamente più motivata dei rivali festanti, visto che Frosini e compagni cercavano i due punti per garantirsi la certezza del secondo posto in classifica. Domenica sera sarà certamente diverso.
AVVERSARIO DI RISPETTO
“La Eldo è avversario di rispetto – spiega il coach Adella Carife, Aldo Valli – I casertani hanno italiani di talento e penso a Michelori e Di Bella, giocatori esperti come Frosini, poi c’è Diaz, insomma sarà una partita difficile, vista anche la voglia dei bianconeri di riscattre il passo falso di Teramo”.
La Carife è reduce dal colpaccio esterno di Avellino. Una vittoria pesantisisma in chiave salvezza, due punti trovati per strada visto che per buona parte della gara è stata sotto nel punteggio, ma non ha mollato e, complice il calo degli irpini, trascinata da un maestoso Jamison, ha recuperato il passivo e portato a casa la vittoria.
Quest’ estate il tecnico ferrarese ha preferito confermare il blocco storico della promozione, convinto com’era che l’ entusiasmo, la determinazione di dimostrarsi all’altezza della situazione anche in Lega uno sarebbero riusciti a colmare anche gli inevitabili gap tecnici con formazioni certamente più attrezzate. Sinora ha avuto ragione. La Carife si sta ben comportando. Il trio usa Jamison, Collins, Riley, garantisce rimbalzi, fosforo, velcità e punti.
In particolar modo, Jamison, decisivo e devastante in lega due, non è da meno nel massimo torneo nazionale. Occhio anche a Farabello ed alla pericolosità di Brian Sacchetti, figlio del grande Meo, un ala giovane, ma di sicuro talento. E’ in dubbio, ma dovrebbe farcela ad essere della contesa anche Massimiliano Rizzo, protagonista dello scudetto juventino, era il cambio dei pivot, ottimo difensore, enensimo prodotto del grande vivaio bianconero, grazie ai quali insgenamenti e alla sua serietà profesisonale lo ha portato, alla soglia dei quarant’anni, a ricalcare i parquet di A1. Bravo
Caserta può vincere. Può farlo. Servirà grande dedizione difensiva, velocità nella circolazione della palla, maggior coinvolgimento dei lunghi, un apporto concreto degli americani, ma anche una maggiore presenza della panchina.
FATTA PER DRAPER
Salvo clamorose retromarcie, sarà Draper il sostituto di Butler. A dire il vero nelle ultime ore si era riaperta la pista conducente a Booker. L’esperto play aveva anche abbassato le sue pretese economiche, comunque importanti, ma su di lui pesa, soprattutto, il dubbio delle motivazioni. Avrebbe voglia di prendere pe rmano una squadra bisognosa di un leader, avrebbe voglia di sudare, lottare, soffrire per regalare alla Eldo la permanenza in A1?
A vantaggio di Draper giocano, invece, due fattori. La grande voglia del giocatore di mettersi in gioco e l’ingaggio che andrebbe a percepire…
Brucia eccome nel folletto di colore il triste epilogo di Napoli. Era carico, voleva cominciare la sua avventura nel campionato italiano, ma il fallimento del club partenopeo troncò i suoi sogni.
La chiamata della Juve lo ha esaltato. Gran tiratore, ottimi mezzi ateltici, veloce nel passare la palla, entusiamo a mille e meno costoso di Booker. Alla fine sarà lui il regista dei bianconeri e siamo certi che se tale entusiamo e capcità tecniche, saranno tradotti in prestazioni positive, in breve Draper diventerà un beniamino del Palamaggiò.
Va detto, però, che cammin facendo potrebbero esserci anche altri interventi nel rooster bianconero. Ma ora è prematuro parlarne. il presente si chiama Ferrara. Bisogna vincere.
