Napoli, pugno di ferro della società:chi sbaglia paga. Non saranno più tollerate infrazioni alle regole del gruppo

NAPOLI – Pugno di ferro della società contro i giocatori che infrangono le regole del gruppo. Ieri la squadra, con l’esclusione dei nazionali, è stata tenuta a rapporto per ben venticinque minuti da Reya e non si è parlato solo di tencica e degli errori commessi in quel di Bergamo.

L’allenatore goriziano aveva visto che qualcosa non andava nei suoi ragazzi, qualcuno era apparso un pò distratto, poco concentrato sull’aspetto agonistico del suo mestiere. Frequenti, secondo le voci di popolo, le scorribbande notturne di alcuni giocatori. Da qui, quindi, il monito di Reya alla vigilia del match con l’Atalanta: “Se si sovlge una vita sana e regolare si possono raggungere obiettivi prestigiosi”. Insomma, l’allenatore goriziano ha voluto richiamre all’ordine i suoi ragazzi. In ossequio a quanto detto, visto com’è andata a finire allo stadio Azzurri d’Italia, ma anche alla luce della, comunque, poco brillante gara con la Sampdoria, ecco la decisione drastica del club.

Chi sbaglia paga. Nessuno escluso. Saranno prersi provvedimenti immediati e duri, con multe salate, sino anche all’allontanamento dalla prima squadra. Sconti non se ne faranno a nessuno.Speriamo che la cosa sia servita da lezione e monito per il futuro.

Dopo l’impegno di ieri di Santacroce con l’under 21, e quello degli altri nazionali oggi, a proposito, complimenti a Lavezzi che giocherà con la seleccion di Maradona contro la Scozia, il Napoli preparerà la delicata partita con il Cagliari.

L’anno scorso i sardi riuscirono a battere gli azzurri sia al San Paolo che in Sardegna.All’ombra del Vesuvio ebebro al meglio di una squadra ll’esordio in A ed ancora inconsapevole del suo valore, clamoroso, invece, il ko del Sant’ Elia con i partenopei in vantaggio sino allo scadere, raggiunti e superati, però, nei minuti di recupero.

Bisogna cancellare quel doppio smacco. L’unico rimedio per rimettere ordine nello spogliatoio è la vittoria. Sarà importante per la classifica, ancor di più per il morale.