Napoli, la rabbia del presidente: la squadra in gita a Bergamo. Marino non è stato il solito Napoli, ma reagiremo
NAPOLI – Tra i tanti pregi a suo favore, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentis, ne ha uno di non poco conto: non manda a dire le cose. Il massimo dirigente azzurro è rimasto molto seccato dalla sconfitta di Bergamo. Non tanto per il risultato finale, comunque bugiardo nelle sue proporzioni, quanto per il modo con il quale gli azzurri hanno interpretato la gara.
LA RABBIA DI DE LAURENTIIS
“Non abbiamo giocato da Napoli – avrebbe così sbottato il presidente nel corso di una telefonata con il direttore generale, Marino – Più di un giocatore mi è sembrato molle, la squadra è sembrata essere venuta a Bergamo per una gita e non per affrontare un Atalanta a dir poco arrabiata e motivata”.
Il massimo dirigente azzurro ha poi spostato l’obiettivo sulla prossima partita, quella che vedrà il Napoli ospitare il Cagliari di Massimo Allegri. ” Con i sardi – ha concluso – ci aspetta una dura prova. Lo scorso anno ci portarono via sei punti”.
Quindi De Laurentis pone l’accento sulla scarsa cattiveria agonistica del Napoli in quel di Bergamo. Nello stadio Azzurri d’Italia, la squadra è apparsa stanca, rinunciataria, lontana da quella graffiante e sfrontata vista in diverse occasioni. Grave l’errore di Cannavaro in occasione della prima rete di Ferreira Pinto, centrocampo abulico, Hamsik per lunghi tratti del match assente, Lavezzi ingolfato e quasi mai pericoloso, ma giustificato visto che praticamente da solo in questi mesi ha tenuto in scacco tutte le difese avversarie.
La paura è che l’effetto preparazione anticipata stia esaurendo i suoi benefici effetti per lasciare spazio, come prevedibile, ad un normale calo di condizione. Sarà fondamentale tenere sino alla pausa natalizia per ritemprare gambe e muscoli si da ripresentarsi in ottime condizioni a gennaio.
IL DESTINO DEL NAPOLI
Intendiamoci, il Napoli non deve ne vincere lo scudetto ne tantomeno andare in Champion League, compito dei ragazzi è migliorare il campionato dello scorso anno: quindi arrivare in Uefa senza passare per i preliminari. Poi, se dovesse esserci la possibilità per ambire a giocare nella manifestazione continentale più prestigiosa tanto meglio, ma non è una priorità .
IL PENSIERO DI MARINO
La pensa in questo modo anche il direttore generale, Pierpaolo Marino che fa si autocritica per la partita di Bergamo, ma sottolinea sia la grinta con la quale Gargano e compagni hanno reagito allo svantaggio che i reali obiettivi stagionali della squadra.
“Penso che i ragazzi vadano applauditi per carattere e cuore dimostrati seppur fossero in inferiorità numerica, ma va detto che l’Atalanta abbia fatto qualcosa più di noi. Certo, il pareggio maturato fino a poco dalla fine avrebbe premiato la condotta gladiatoria della squadra, ma non è andata così.
L’AUTOGOL
“Tanti episodi negativi ci hanno condizionato, non ultimo l’autogol che ha determinato il 2-1, nel primo tempo la sostituzione forzata di Denis, l’espulsione di Zalayeta dopo il gol di Ferreira Pinto. Però – ammette sportivamente Marino – in assoluto non è stato il solito Napoli. Va detto, comunque, che anche altre squadre di vertice hanno perso. Probabilmente non sono chiari ancora a tutti i nostri obiettivi dichiarati. Non siamo certamente ancora il Real Madrid, ma guardate che a volte perde anche il Real. Non esageriamo con le aspettative. Il Napoli avrà la forza di risalire ed anche a Bergamo ha dimostrato di saper tenere il campo con dignità . Ma l’Atalanta ha meritato il successo, sia pur conquistato in maniera rocambolesca. Tutto qui”.
Intanto radio mercato suggerisce un nuovo ritorno di fiamma per Pasqual. L’ esterno della Fiorentina potrebbe fare al caso della squadra azzurra. Purtroppo Mannini è adattato in quel ruolo, Vitale gioca bene ed ha ottime prospettive, ma non può reggere da solo il peso dell’ intero reparto, così, a gennaio è probabile che Marnio faccia un offerta per assicurarsi i servigi del bravo calciatore della Fiorentina.
