Commovente il tributo di tutto il pubblico ai 4 angeli bianconeri
CASERTA – Era una partita strana, quella di ieri. Lo era per tutti, in campo e fuori per la Eldo Juvecaserta e per Teramo. Non era facile capire come sarebbe andata a finire, si poteva perdere di trenta oppure fare il miracolo vincendo a Teramo nonostante un Diaz in evidente difficoltà , senza Butler e con una settimana alle spalle fatta di allenamenti precari e con la testa altrove.
Il minuto di raccoglimento è un lungo, commovente applauso, che unisce le due curve di tifosi, ma più in generale unisce tutto il mondo del basket attorno ad una tragedia che lascia il segno indelebile e consegna i nomi di Emanuela, Paolo, Gigi e Gianluca nella memoria di chiunque ama il nostro sport, che si conferma sanissimo nei valori dei suoi appassionati ad ogni latitudine.
PARTITA VERA
Alla fine è stata partita vera, ed è stata una gran bella gara.
Anche Capobianco aveva i suoi grattacapi, con Brown e Jaacks reduci anch’essi da problemi alla caviglia. Brown e Diaz partono in quintetto, e la sensazione è che possano reggere il peso della gara. Poeta comincia subito a mettere pressione a Di Bella, con l’intento di sfiancarlo vista la mancanza di cambi naturali per il nostro play. Ma all’inizio è proprio “Dibo†insieme ad un positivo Michelori, a tenere a galla la Eldo.
GLI ITALIANI FANNO LA GARA
Sono gli italiani a fare la gara: Amoroso e Poeta da un lato, Michelori e Di Bella dall’altro. Diaz è menomato negli spostamenti laterali, e fatica a trovare la penetrazione, affidandosi a tiri da fuori che non entrano, mentre Slay è inizialmente avulso dalla gara, ed anche in difesa si lascia scappare Amoroso più volte. Ma il primo allungo teramano viene contenuto ed al primo riposo siamo 21-18 per i biancorossi.
LA CHIAVE DI LETTURA
La chiave di lettura del match vede Capobianco affidarsi spesso a quintetti piccoli, per giocare in velocità e mettere pressione a Di Bella che non può avere rendimento per 40 minuti. Ma la Eldo non solo regge, ma sale di tono quando anche Slay e Diaz cominciano ad ingranare. Il portoricano si sblocca con una penetrazione dal fondo conclusa con una sontuosa schiacciata, mentre Slay è precisissimo da tre, ed il suo 3 su 4 dall’arco nel primo tempo permette alla Juve di chiudere avanti di tre (38-41).
CAPOBIANCO SCEGLIE MOSS
Capobianco ha ottime risposte da Moss, mentre Carroll dopo un ottimo inizio si perde un po’, e Brown nonostante i problemi fisici è presente sugli scarichi del solito Poeta. E’ una gara speculare, con il penetra e scarica che funziona da un lato e dall’altro, ed a beneficiarne sono i tiratori delle due squadre. Unico assente della prima metà di gara, è Shan Foster, che chiude con 1 su 5 da tre.
LA JUVE RIENTRA
Ma la Juve rientra benissimo dagli spogliatoi ed allunga subito fino al +7 (38-45). La partita va a strappi, e Moss tiene i suoi a contatto con canestri a ripetizione, mentre si sveglia anche Foster, che mette due bombe consecutive. Il terzo quarto è spettacolare, con percentuali altissime dal campo, e gioco in velocità . Anche Ale Frosini mette il suo sigillo alla gara, con tre canestri importanti, e la Juve prova a riallungare, anche grazie ad una difesa a zona molto efficace.
IL FERMO IMMAGINE CRUCIALE
Il fermo immagine che racconta la svolta della gara è sul finire del terzo quarto. Capobianco allunga la difesa, ma la palla arriva molto bene a Larranaga per un tiro comodo dietro l’arco. Potrebbe essere il +10 per i bianconeri, ma la palla esce, e sul capovolgimento veloce, Hoover mette la sua prima bomba della gara, per il 59-63 che dà coraggio ai suoi e segna l’inizio della rimonta abruzzese. Da quel momento Teramo non sbaglia praticamente più, e Hoover diventa il grimaldello per scardinare l’ostica zona di Frates. I bianconeri sporcano le loro percentuali, e pagano la stanchezza di un generosissimo Di Bella, e le menomazioni di Diaz, che subisce tra l’altro anche diversi contatti in entrata.
IL TIRO OK
Teramo tira con oltre il 50% da tre (6 su 9 nella ripresa) e con queste percentuali è difficile sperare nell’impresa. La Juve cede, ma ci prova fino alla fine, sprecando più volte i possessi per rientrare a -3, ma si arrende solo sulla sirena.
SCONFITTA A TESTA ALTA
Sconfitta a testa alta, ma soprattutto indicazioni importanti per Frates. Certo, non possiamo pretendere di affrontare l’intero campionato col solo Dibo in regia, ma si è notato come la squadra benefici nel giocare con un play che ama penetrare, muovendo la difesa e trovando scarichi per i compagni.
Il gioco è più armonico, e coinvolge tutti i giocatori; non a caso siamo andati per la prima volta oltre gli 80 punti nei quaranta minuti, ed abbiamo avuto 5 uomini in doppia cifra, ed oltre a questi abbiamo coinvolto i lunghi, con Michelori e Frosini positivi ed autori di 14 punti in due. Per la prima volta abbiamo provato il contropiede, abbiamo concluso in schiacciata, abbiamo trovato scarichi facili anche dalle rimesse, e se il tiro da tre fosse entrato con maggiore continuità , forse staremmo parlando di un’altra partita.
IL FUTURO
Insomma, indicazioni positive, anche perché a rimbalzo abbiamo tenuto, e recuperando Diaz la squadra potrà avere un ulteriore scatto di qualità .
PROBLEMA BUTLER DA RISOLVERE SUBITO
Adesso occorre risolvere quanto prima la questione Butler, e c’è chi pensa che possa servirci più una guardia /ala che un play. Rebus difficile, affidato al duo Betti-Frates, e vedremo cosa caverà dal cilindro il gm romano.
Però, nonostante la mancanza di rotazioni tra i piccoli, abbiamo sfornato una gara da 15 assist (mai successo prima), tirando col 60% da due e coinvolgendo tutti gli attori in campo. Non si può prescindere da questi segnali, così come è utile rimarcare l’efficacia della difesa a zona, che può rappresentare un’arma in più da sfruttare nelle prossime gare.
ORA A FERRARA
Ora ci aspetta un’altra trasferta di questo difficilissimo inizio di calendario, contro quella Ferrara che rappresenta una diretta avversaria nella corsa per la salvezza. Oltre il bel gioco, stavolta è il caso di puntare anche alla vittoria.
