NAPOLI – Riprende domani la preparazione azzurra in vista del prossimo impegno di campionato. Al San Paolo è attesa la Sampdoria di Cassano.
Il pensiero, però, non può non tornare al match di San Siro. Nella Scala del calcio si è visto un Napoli autoritario, con personalità , forse poco incisivo in attacco dove, se avesse osato un pò di più certamente avrebbe creato pericoli molto seri ad Abbiati.
Certo, giocare un tempo intero in dieci uomini, rinunciare ad Hamsik per motivi tattici, perdere un difensore arcigno come Santacroce, tra i migliori sino a quel momento, ha reso la prova ancor più improba. Nonostante ciò, gli azzurri subito il goal, si sono riportati in attacco ed in meno di un minuto sono arrivati vicinissimi al pareggio con Aronica che, anticipando tutti, anche il compagno Russotto, falliva di poco la deviazione in porta. Ma il Napoli c’è, è vivo. Il suo cammino non è finito certamente a San Siro. Anzi, la sua storia a Milano trova una ulteriore conferma: la squadra è quadrata e sa quel che vuole. Lo ripetiamo, però, deve essere un pò più cinica.
“Il Napoli non sa ancora quanto è forte”. Il pensiero di Pierpaolo Marino. Il Direttore Generale veste i panni dell’Ammiraglio per indicare la rotta alla nave azzurra proprio dopo la sconfitta di San Siro.
“Non sono dispiaciuto, forse più che altro avvilito. Questi giocatori non hanno ancora compreso a pieno quale sia la loro forza e questo mi dispiace molto. Noi potevamo competere col Milan non solo con il cuore e la grinta ma proprio con la qualità . Poi purtroppo è stato espulso Maggio e si è fatto male Santacroce. Abbiamo dovuto fare a meno di Hamsik, insomma ci sono stati episodi che ci hanno condizionato. Ma io devo profondere la mia sensibilità calcistica per inculcare a questi ragazzi che possono fare di più, che devono credere nelle loro potenzialità “.
In casa della squadra più titolata al mondo il Napoli non ha trovato un avversario spavaldo, tutt’altro. Iezzo e soci si sono imbattuti in un undici rispettoso e timoroso dei rivali aventi di fronte.
“Il Milan ci ha preso con le pinze – prosegue Marino – era intimorito da noi. Ecco, dobbiamo comprendere che possiamo giocare contro chiunque alla pari. I giocatori devono capire quanto sono capaci perché questa è una squadra fortissima e ve lo dico io che di calcio ne mastico da decenni. Sono d’accordo nell’elogiare il temperamento e la determinazione avuta soprattutto in 10 uomini, ma poi io devo anche rimarcare che possiamo crescere. Io ci credo più di loro alle nostre potenzialità e voglio che i ragazzi siano più sicuri di loro stessi. Abbiamo un’età media molto bassa e ne guadagnamo in termini di freschezza ed entusiasmo. Ma contestualmente ne perdiamo in esperienza. Io dico che con qualche anno in più avremmo fatto punti a San Siro. Chiedo alla squadra di crescere in fretta perché possiamo puntare in alto”.
