Napoli, la notte del Tanque: meraviglioso, ma ora pensiamo al Milan. Non vogliamo fermarci

NAPOLI – L’ultima fu il Siena allora allenata dal bravo Beretta. Si era nel mese di aprile e la formazione toscana, impegnata nella ricera di punti pesanti per la salvezza, strappò un importante pareggio al Napoli.

Da allora, qualsiasi squadra abbia messo piede sul manto erboso del San Paolo è ritornata a a casa con le pive nel sacco, a mani desolatamente vuote. Non c’è ne è stato per nessuno, grandi o piccole, Juve o Inter che siano, italiane e straniere, tutte hanno dovuto segnare il passo al San Paolo. Fortino inespugnabile.

Il risultato di ciò, unito ad un sensibile miglioramento del rendiemnto esterno, ha portato il Napoli in vetta al calcio italiano.

Va bene, non si possono e ne devono dare giudizi affrettati, ma l’oggi ed il passato prossimo dicono questo. Ci auguriamo il futuro confermi le meravigliose sensazioni che ci sta regalando il presente.
Ed esso ci porta a San Siro, la Scala del Calcio.

Milan- Napoli. Basta la parola. Come non ricordare le sfide degli anni ottanta, come non ricordare i lamenti di Galliani e Berlusconi per lo scudetto vinto dal Napoli nel 90? O ancora quello praticamente regalato dagli azzurri ai rossoneri due stagioni prima? Insomma c’è ne è di storia da raccontare circa le sfide tra questi due club.

Domenica sera sarà la sfida tra Argentina e Brasile. Kakà-Ronaldinho-Pato, senza dimenticare Emerson e Dida da una parte, Lavezzi-Denis e Navarro dall’altra. La fantasia di Ronaldinho contro le accellerazioni di Lavezzi, la potenza di Denis e l’estro di Kakà. Che notte a San Siro, ma che notte anche quella di mercoledì.

“Sì, certo è stato bellissimo – ha detto Denis eroe di giornata – Fare tre gol in in campionato così difficile non è da poco. Ringrazio la squadra che mi ha aiutato e personalmente sono felicissimo. Mi sento pronto per continuare su questa strada ma bisogna migliorare e non sbagliare con la testa”.

Guai, quindi, abbassare la guardia, concentrazione sempre alta,zero euforia e tanto lavoro.
” La squadra – prosegue el tanque – sta facendo cose buonissime, abbiamo cominciato a lavorare ad inizio Luglio e questo ci ha aiutato. E’ bello essere primi, ma la strada è lunga. Stiamo calmi: il nostro obiettivo è migliorare l’ottavo posto dell’anno scorso e conquistare la qualificazione in Uefa”.

Cinque goal in campionato, due in Uefa, i paragoni con Batistuta cominciano a farsi insistenti.

“Non nascondo che è sempre stato il mio punto di riferimento. Batistuta l’ho seguito sempre ed ovunque. Ho cercato di apprendere molto dal suo modo di giocare. Ma detto questo, Bati è un’altra storia, resterà un campione unico”.

E’ legato da sincera amicizia con Lavezzi con il quale si vede spesso anche fuori del campo.

“Sì, facciamo una cena a settimana insieme per non abbandonare le radici argentine ma non parliamo di calcio. Quello lo lasciamo al campo e agli allenamenti. Pocho è un fenomeno. Io dico sempre che non abbiamo ancora visto quanto può essere importante. E’ giovane e diventerà ancora più forte. Insieme – conclude Denis – speriamo, di portare il Napoli quanto più in alto è possibile”.

Come l’argentino anche De Laurentiis, Marino e Reya non si nascondono più. A precisa domanda fatta al presidente che proprio ieri ha ricevuto al Quirinale dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, le insegne dell’Ordine “al Merito del Lavoro” ai Cavalieri del Lavoro, ” il Napoli vincerà lo scudetto? Solo Dio lo sa”. Come dire noi stiamo ballando e continueremo a farlo consci dei nostri limiti e delel nostre forze,poi si vedrà.